#KaijuClub / Yamazaki 18 years old vol.2

Daniel Spanò

Cosa succede quando si lascia completa libertà espressiva ad un fumettista?

La cosa che più gli si avvicina è Yamazaki 18 years old vol.2, realizzato e pubblicato dal Kaiju Club di David Messina, Emanuel Simeoni e Valerio Schiti.

Yamazaki 18 years old vol.2 sfrutta un ambizioso artificio letterario, scomodando niente meno che la teoria delle stringhe, e l’incidente di un esperimento inteso a dimostrarne la veridicità, per costruire una trama che non debba chiedere permesso a spazio, tempo e consequenzialità.

Il fumetto può così svilupparsi senza attenersi a fastidiose logiche narrative e ricalcando la struttura dinamica del sogno, ovvero, alcuna. Imprevedibile, libero , fedele solo al più folle dei flussi di coscienza , Yamazaki realizza il sogno proibito del genio: l’esercizio dell’arte pura, la virtù fine a se stessa, in parole spicciole, Yamazaki è un delicato vaffanculo a qualsivoglia limite redattoriale.

Tre tra i migliori fumettisti d’Italia creano un mondo mosso dall’improbabilità , in cui il brainstorming regna sovrano. Tributi a miti e passioni accompagnano le tavole, dal fantastico tributo alle “Wacky races” (Dick ed il suo cane come Dick Dastardly e Muttley) della prima storia, passando per il cameo di Beethowen nella storia “Red Baroness”, ma anche sarcastiche esorcizzazioni di loschi figuri pronti a turbare ogni candida infanzia: It il pagliaccio ne è l’estrema espressione.

Una delle particolarità di questo volume è la scelta di comunicare al lettore la colonna sonora che ha ispirato la storia: l’artista invita il lettore a sbirciare nel suo microcosmo personale consentedogli di rivivere, in parte, persino la gestazione del fumetto, tramite l’inserimento (in sordina) di una nota laterale alla prima tavola di ogni storia in cui si rivela quale soundtrack l’abbia ispirata, geniale!

Ma Yamazaki non è solo una sceneggiatura fuori dagli schemi, Yamazaki è sopratutto una perfetta e chiara espressione delle capacità di disegnatori dei membri del Kaiju Club, disegnatori che il mondo ci invidia.

Non siamo nemmeno di fronte ad un semplice delirio d’artista. Ebbene si, noi ci abbiamo intravisto persino la risposta alla domanda fondamentale : qual è mai dunque l’amor che move il sole e le altre stelle? Qual è l’algoritmo che descrive in maniera assoluta vita e materia? Cosa è reale e cosa non lo è? La risposta è chiara: tutto, ma proprio tutto, è frutto del verificarsi della più improbabile delle eventualità, la sola vincente su miliardi. Yamazaki mette in scena il giudizio universale dell’ anticrezionista e dà vita a tutte le improbabilità immaginabili.. e non.

Degno di nota è anche “l’autocameo” che David Messina realizza nella storia Shush!, pubblicata nel volume 1 di Yamazaki 18 yo.

In conclusione questa è una lettura che consiglierei a tutti, sopratutto a chi aspira a fare fumetto: Prima di poter esprimere al meglio quello che non viene dal proprio retaggio, bisognerebbe imparare a cacciar fuori e a dare un significato a quello che si ha nella propria testa.

Ora non ci resta che attendere il terzo volume, che a quanto pare sarà realizzato con delle importanti collaborazioni.

 

Review realized in collaboration to: The who – Pinball Wizard

di Daniel Spanò e S.K.


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