#RWLion / THE KAMANDI CHALLENGE VOL.1 #REVIEW

The Kamandi Challenge #2 di Kenneth Rocafort.
Fabrizio Nocerino

Il 2017 é un anno importantissimo per il mondo del fumetto.  Uno dei gotha, degli Dei, del fumetto statunitense, Jack Kirby, avrebbe compiuto cento anni quest’anno e le celebrazioni di questo incommensurabile genio sono andate a toccare tantissimi personaggi di sua creazione…compreso Kamandi.

Creato nei ruggenti anni ’70, Kamandi, The Last Boy On Earth era la risposta della DC Comics alla mancata acquisizione dei diritti di pubblicazione per i fumetti tratti da Planet Of The Apes: Carmine Infantino, leggendario artista e successivamente editor, diede libertà a Kirby di poter creare qualcosa di simile, lasciandogli carta bianca.

Per Kirby, l’assenza di vincoli era una quisquilia. Forte di una mente brillante, l’autore diede vita ad un giovanotto biondo, ultimo superstite della razza umana dopo il Grande Disastro, una calamitá naturale che ha portato la Terra ad uno status post-apocalittico, drasticamente ridotto la popolazione e portato animali e bestie ad evolversi, diventando nuovamente padroni del pianeta, formando civiltá tecnologiche e utopiche, dividendosi e spartendo il mondo in societá disparate e paradossali, spesso allegorie della nostra realtá.

Nell’anno del Centenario Kirbyano, DC Comics unisce ben 26 dei suoi migliori scrittori e disegnatori per riportare in vita Kamandi in una miniserie dal gusto senza-tempo, ravvivando le atmosfere d’avventura distopica e selvaggia.

The Kamandi Challenge é un progetto composto di 12 numeri e caratterizzato da The Kamandi Challenge #1.una particolare gimmick, una stranezza che rende la storia cangiante e multiforme: ogni coppia di autori ha solo 22 pagine a disposizione per raccontare il proprio capitolo. Successivamente, una nuova coppia prenderá il suo posto, dovendo fare i conti con gli assurdi cliff-hanger che li hanno preceduti.

Una formula simile venne giá provata dalla DC e ripescare questa varietá narrativa per celebrare il Re Kirby rende tutto piú particolare e sicuramente intrigante, in grado di garantire colpi di scena a ripetizione e ritmi, di conseguenza, molto alti.

Il primo volume di The Kamandi Challenge raccoglie metá dell’opera finora, i primi sei numeri: l’edizione proposta da Lion Comics comincia senza perdersi in chiacchiere, ricordandoci subito che stiamo rendendo omaggio ad un colosso del fumetto e che il lettore sta per tuffarsi in una folle corsa su Terra-51.

Il prologo di Dan Di DioScott KoblishKeith Giffen, che collaboró proprio sulla serie originale, riprende le origini tradizionali del personaggio, la cui pace sotto una cupola protettiva viene brutalmente interrotta dall’invasione del Popolo Ratto, costringendo Kamandi ad una rocambolesca fuga…direttamente nel capitolo successivo, firmato Dan AbnettDale Eaglesham.

Il #1 e il #2, questo dalla penna & matita di Peter Tomasi e la leggenda Neal Adams, sono tematicamente piuttosto vicini e permettono di prendere confidenza con il personaggio ai neofiti e di rinfrescare la memoria ai veterani; spocchioso, impulsivo, combattivo, scaltro e spigliato, Kamandi lotta e si fa strada in un mondo che non comprende a pieno, ma in grado di distinguere bene gli errori compiuti dai suoi predecessori umani.
Kamandi Challenge #3In cerca dei propri genitori, l’Ultimo Ragazzo Sulla Terra inizia a fare la conoscenza delle culture e societá che hanno proliferato sulla Terra dopo il cataclisma, entrando in contatto con l’irascibile Principe Tuftan, il vanaglorioso Re Cesare e l’Impero delle Tigri, i battaglieri Gorilla, ricordi sbiaditi ma tremendamente simili agli sciocchi umani e i loro sogni di guerra e dominio.

I successivi #3 e #4 posso essere a loro volta messi in coppia: Amanda Conner, Jimmy Palmiotti, James Tynion IV Carlos D’Anda iniziano a sviluppare uno schema che ritroveremo piú avanti nella storia, Kamandi Challenge #4.dando a Kamandi una compagna di viaggio, Vila, ritrovata all’inizio del terzo numero dopo l’incontro con uno strano ed inquietante gruppo di pirati.

Vila é un elemento dolce e particolare, in grado di fornire “qualcosa per cui lottare” al nostro protagonista e contemporaneamente sviluppare una sottotrama d’amicizia, quasi romantica, in grado di alleggerire la tensione ed offrirci anche qualche momento di humor, che ricorda molto l’ottimo lavoro di Conner / Palmiotti su “Harley Quinn”.

Tuttavia, parlando propriamente di trama e sviluppo, continuiamo ad esplorare gruppi e societá particolarmente violente, che pescano dall’immaginario piratesco, come giá detto, o simile alla cultura Inca, Maya o Azteca, come nel caso della Tribú dei Leopardi.

Questi due episodi centrali accentuano lo spirito avventuroso ed episodico, scorrendo senza alcun intoppo da una storia all’altra, quasi come si stesse guardando un cartone animato della domenica…con qualche punta di elementi maturi.
Tynion IV e Carlos D’Anda seguono proprio questa linea narrativa per portare in scena uno dei colpi di scena piú folli ed esagerati, un twist che ritroveremo andando avanti nella lettura ma che serve al lettore per ricordare come il mondo di Kamandi sia ricco non solo di natura, ma anche di tecnologia.

Kamandi Challenge #5.

Gli episodi conclusivi del volume cambiano, a loro volta, atmosfera: con il #5 di Bill WillinghamIvan Reis l’atmosfera rallenta e dal rocambolesco finale Mad Max-iano del #4, il passo si fa piú tranquillo, intimista, mentre il lettore fa la conoscenza di pittoreschi personaggi come l’ex lottatore diventato detective Raja Maccao, nuovo compagno di viaggio di Kamandi, uomo-tigre dall’aspetto risoluto e affascinante, in grado di aprirgli gli occhi e di raccontargli l’evoluzione del mondo.

L’azione inizia a prendere il sopravvento e il climax verso il #6 si fa intenso ed addirittura inquietante ed orrorifico, aprendo al capitoloKamandi Challenge #6. conclusivo (del volume) realizzato da Steve OrlandoPhilip Tan, uno dei numeri della serie dove si nota di piú il tocco personale dell’autore, che sfrutta la sua esperienza su “Midnighter” per approfondire concetti come mente-collettiva, bio-tecnologia e ideologie diventate motore e anima di intere cittá…Kamandi, per la prima volta, si trova a dover fare i conti con elementi per i quali scopre ammirazione e fascinazione, rimanendo comunque opposto a metodi brutali e violenti.

Tirando le somme di questo primo volume, The Kamandi Challenge cattura perfettamente lo spirito di sorpresa e continuo capovolgimento di fronte che la formula hot-potato, della patata bollente, si era prefissato: é facile, durante la lettura, scoprire di essere passati da atmosfere propriamente Kirbyane a quelle quasi legate all’atmosfera pulp di un Tarzan o di un John Carter, toccando punte di fumetto moderno sci-fi e l’action esagerato e coloratissimo.

Aspettando la conclusione dell’opera, il team DC Comics ha allestito un’intrigante premessa, sfidando il lettore ad accettare la Sfida di Kamandi, preparandosi all’arrivo di autori come Tom King, Steve Rude, Walter Simonson, Gail Simone, Ryan Sook, Greg Pak e Rob Williams.


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