#ManFont / Kuro Jam: Kimera Mendax Vol.1

Kimera Mendax Vol. 1 è una graphic novel fantascientifica finita di stampare nell’ottobre 2017.

E’ stata realizzata da un collettivo,  Il Kuro Jam, composto da , Gianluca Pernafelli, Enrico Carnevale, Mattia De Iulis, Giulia D’Ottavi, Stefano Garau.
Si tratta di un gruppo che ha aperto il proprio “laboratorio virtuale” su Facebook. E qui apro una piccola parentesi: i social media sono una manna dal cielo per le nuove proposte, consentendo di creare connessioni virtuali tra artisti e abbattendo i costi di promozione dei loro lavori, che non necessitano più di passare per i grandi distributori. Siccome ci si focalizza spesso sugli aspetti più cazzeggiosi e voujeristici di Facebook, spesso si dimenticano invece le sue potenzialità culturali, come veicolo per la promozione dell’arte in un approccio bottom-up.

Il collettivo Kuro Jam

Chiusa la parentesi, passerei alla recensione vera e propria.

Kimera Mendax Vol. 1 è il primo episodio della saga che (probabilmente) si comporrà di due volumi. E’ ambientato in una Roma di un futuro relativamente prossimo. L’umanità ha scelto di potenziarsi con appendici robotiche, in grado non solo di modificare le proprie caratteristiche fisiche ma anche di gestire le proprie emozioni.
La storia parte poco prima del rilascio un nuovo aggiornamento del sistema bio-operativo, che consentirà finalmente all’umanità di raggiungere l’agognata pace e felicità.

I disegni e i colori: Wow! E’ una parola che si ripete diverse volte nella graphic novel, e penso sia il termine che meglio esprime la qualità delle illustrazioni. Sebbene vi siano alcune differenze tra i diversi capitoli (realizzati infatti da mani diverse), in tutti è evidente la grande cura per i dettagli, dalla scelta delle inquadrature agli abbinamenti cromatici, dal characters design agli sfondi.

Le atmosfere: ci sono diversi cliché del del cyberpunk alienato anni ’90 (innesti robotici, realtà virtuale, media controllati da una opprimente tecnocrazia), attualizzato dalla scelta del background romano. Il lungotevere mi ha subito portato alla mente “Lo chiamavano Jeeg Robot” di Gabriele Mainetti, ma anche il fatto che tanti nuovi autori indie italiani si stiano affermando nella capitale.

‘‘Stavo rinunciando a me in cambio di cosa? Illusioni mendaci che chiamiamo benessere, sicurezza, realizzazione, libertà.
Ma esiste libertà dove non c’è più l’uomo? Esiste l’uomo cancellando la morte dal suo orizzonte?”’’

In questa citazione, se vogliamo, è racchiusa la principale chiave di lettura del romanzo a fumetti. La fantascienza, quella buona almeno, spinge a interrogarsi sui temi esistenziali del presente, e quello della libertà di pensiero del singolo individuo, in un mondo dominato dal conformismo e dal consumismo, è un tema quanto mai dirimente. E in tutto questo va a innestarsi (termine non scelto a caso) in Kimera Mendax  la tematica del trans-umanesimo, ovvero l’uso delle nuove tecnologie per aumentare le capacità fisiche e cognitive e migliorare quegli aspetti della condizione umana.

Sulla storia non mi sento di sbilanciarmi, in quanto non è ancora ben chiaro quali saranno i suoi sviluppi. Si avverte, nel bene e nel male, una certa mancanza di esperienza dell’autore. Pernafelli riesce a creare un’ambientazione ricca di spunti originali, ma non una storia scorrevole e densa di mistero. Non troverete, per capirci, quegli espedienti utilizzati dalla letteratura main-stream per farci percepire l’urgenza di sapere cosa sta per succedere ai protagonisti. Attendiamo comunque con grande interesse il seguito.

Kuro Jam e Kimera Mendax saranno presenti a Lucca Comics & Games 2017. Prendete il volume, sfogliatelo, e sarete inesorabilmente catturati dalla forza delle sue tavole.


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