#KuroJam / Kimeramendax #1 – Recensione

Daniel Spanò

Lucca Comics & Games è sempre stato un bel palcoscenico per chi vuole fare fumetto, basti pensare alle decine di stand che ogni anno riempiono la Self Area.

Il collettivo Kuro Jam durante la prossima edizione presenterà al panorama fumettistico italiano il suo primo lavoro, Kimeramendax, un fumetto di pura fantascienza di come non se ne vedevano da un po’.

Collocato in un futuro distopico, dove gran parte dell’umanità ha deciso di potenziare il proprio corpo con appendici robotiche, Kimeramendax affronta in maniera velata ma efficace il problema della connessione alla rete, metafora della vita da social network che viviamo oggigiorno, estremizzando il concetto di dipendenza dai mezzi di comunicazione.

Graficamente impeccabile, il volume di questo giovani fumettisti ha un bel colpo d’occhio, che immerge immediatamente il lettore nell’ambientazione della storia, ambientazione che strizza piacevolmente l’occhio, sarà per i colori, sarà per il panorama urbano pressoché onnipresente, a quel capolavoro di Blade Runner con qualche richiamo, a mio parere, anche al Quindi Elemento.

Ciliegina sulla torta, la copertina di David Messina.

Il Collettivo Kuro Jam in sostanza tira fuori un lavoro che fa piacevolmente a cazzotti con le velleità arty “a tutti i costi” tipico delle nuove leve che si avvicinano al fumetto, che cercano a tutti i costi di distaccarsi da un genere, spacciando materiale visto e rivisto come originale.

Ora non ci resta che aspettare il secondo numero, intanto, bel lavoro ragazzi!

“Carne, metalli, spettrogrammi, io proliferanti.

Vinili, codici, elaborate allucinazioni.

Amore e autocondizionamenti.

Oscure illusioni e ricerca della libertà.”


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