#LondonSuperComicConvention / La fiera che ci servirebbe in Italia

Daniel Spanò

Come probabilmente saprete se seguite la nostra testata, questo weekend Geek Area ha preso parte alla convention tenutasi nella capitale britannica, il London Super Comic Con.

Giusto per fare una premessa iniziale, questa manifestazione ha solo 5 anni: la prima edizione risale al 2011. Sorvolando su quelli che sono i pregi organizzativi d’oltremanica rispetto ai nostri standard (fidatevi, c’è un abisso) la cosa che più mi ha colpito di questa manifestazione è senza alcun dubbio l’impronta decisa che si è voluto dare: il Fumetto.

Vi starete chiedendo: “Cosa ti aspetti da una convention sul fumetto?”. La risposta non è proprio del tutto scontata, credetemi: il Lucca Comics & Games, per esempio, per quanto possa definirsi una delle fiere più importanti d’Europa, nell’ultimo periodo sta diventando a mio avviso sempre più una “giostra”, un’attrazione che con il passare degli anni si allontana pian piano da quello che è il concetto fondamentale di eventi del genere: la passione.

Il LSCC invece ha creato un format davvero invidiabile, una artist alley composta da più di 130 autori, tra i quali figuravano nomi davvero importanti, lasciando ovviamente spazio ad una zona, non indifferente, dedicata alla mostra mercato.

Nonostante tutto fosse concentrato in un padiglione, non c’era calca, le file scorrevano tranquillamente, non c’era musica assordante. Chi si è preso la briga di prendere parte alla convention l’ha fatto solo ed esclusivamente per passione, per collezionismo o semplicemente per vedere all’opera i grandi maestri del Mondofumetto.

Personalmente, ho avuto l’onore ed il piacere di seguire durante il pomeriggio di sabato due dei più grandi interpreti del fumetto mondiale: David Messina e Sara Pichelli; ho potuto ammirare con i miei occhi come dal nulla prendevano vita i loro personaggi, la precisione con cui curavano i dettagli di ogni singola linea che disegnavano e per questo non smetterò mai di ringraziarli per la loro disponibilità, ma soprattutto per la loro pazienza e simpatia. Grazie, grazie davvero!

Un’altra particolarità che mi ha colpito, inoltre, è stata sicuramente il numero di persone che lì è andato con la speranza di fare della sua passione un lavoro. 

Giusto per citarne una, la Marvel, rappresentata da nientepopodimeno che C.B. Cebulsky, ha organizzato ben quattro sessioni di portfolio review, a cui hanno partecipato numerosi ragazzi italiani. Colgo l’occasione infatti per fare i miei complimenti e quelli di tutta la redazione ad Arturo Lauria e Valeria Favoccia (due nostri amici) per essersi messi in mostra, tanto da essere stati selezionati per lo step successivo, una prova con degli script.

Questo intendo quando dico che una realtà del genere dovrebbe essere realizzata anche in Italia: una realtà che non metta la Moneta al centro di tutto.

Non ci resta che credere nell’ARF!


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