#MarvelComics / Bullseye #1: Vietato ai minori! – Recensione

Filippo Garofalo

Deceduto. Resuscitato. Paralizzato. Cieco. Deceduto una seconda volta. Resuscitato dalla Mano. Bullseye ne ha viste di cotte e di crude negli ultimi due anni, è tempo per lui di ritornare alla normalità e al suo lavoro/hobby preferito: uccidere. Le premesse sono decisamente interessanti in questa miniserie di cinque episodi scritta da Ed Brisson e disegnata da Guillermo Sanna, che inizia letteralmente col botto.

Bullseye, infatti, se la dovrà vedere con il cartello colombiano conosciuto con il nome di Cartello Nero. Assoldato per recuperare il figlio di un criminale sull’orlo della morte, Lester ‘Bullseye’ non vede l’ora di divertirsi. Gli anni passano ma lui rimane sempre il solito: depravato, psicopatico, folle omicida. La sete di sangue è proprio più forte di lui, viene quasi da compatirlo! Bullseye è un po come i bambini, se gli togli i suoi giocattoli si annoia… con l’unica differenza che i suoi giocattoli sono coltelli, armi da fuoco e più o meno ogni singolo oggetto che possa essere lanciato, perfino una carta da gioco. Con un nuovo costume, dunque, e una voglia matta di rimettersi in gioco, Bullseye in un solo capitolo riesce a mietere più vittime di quanto si possa concepire. Come? Scopritelo voi, altrimenti il divertimento dove sta?

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La follia del personaggio è tale da trasportarci per tutta la durata della storia rendendoci complici, testimoni e vittime di una mente così contorta. Il talento di Bullseye è quello di farci arrivare quasi a tifare per lui, nonostante sia stato autore delle atrocità più assurde che il Marvel Universe abbia mai ospitato. Incarna perfettamente l’eccesso, l’uomo che si è spinto oltre e che non è mai più riuscito a tornare indietro. Completamente risucchiato dal fascino del lato oscuro, Lester ci attrae come una calamita facendoci divertire, probabilmente rendendoci psicopatici e perversi quasi quanto lui nella lettura delle venti pagine dell’episodio, strappandoci un ghigno a ogni ingegnosa tecnica di omicidio che improvvisa.

Brisson crea un episodio molto vaildo e allettante, con una narrazione dinamica e scorrevole che, sin dalle prime pagine, immediatamente immerge il lettore in una storia colma di azione, esplosioni, sangue e sana psicopatia. Il tutto condito con il dark humour caratteristico del personaggio. Bullseye riesce a inquietarci e affascinarci abbastanza da convincerci a voler proseguire l’avventura.

Con le sue tavole, Sanna ci vuole trasportare nelle atmosfere urban già in parte conosciute nella serie Hawkeye, stavolta però da un punto di vista diverso. Un disegno essenziale che si diverte anche a giocare con la struttura della tavola.

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