#MarvelComics / Ci sarà una volta The Wolverine

Filippo Garofalo

Con il lancio delle nuove testate supereroistiche targate “All New All Different Marvel” abbiamo assistito ad un vero e proprio rinnovo delle formazioni degli Avengers e degli X-men. Avrete notato che negli “Straordinari X- Men” di Lemire e Ramos, ritroviamo un Wolverine molto diverso da quello a cui siamo abituati. Chi è? Quali sono le sue origini? Ebbene scopriamolo proiettandoci 50 anni nel futuro, per assistere a una delle saghe più avvincenti, cupe e crude che siano mai state realizzate sul personaggio.

Tra il 2008 e il 2009, la Marvel pubblica “Old Man Logan” scritto da Mark Millar e disegnato da Steve McNiven, lo stesso team creativo che aveva portato su carta la “Civil War” un paio di anni prima.

È un mondo post-apocalittico quello in cui ci troviamo. Gli eroi sono caduti. Il mondo è un arido deserto nel quale giorno dopo giorno si è costretti a lottare per la propria sopravvivenza. I supercriminali sono saliti al potere conquistando il mondo e dividendoselo in regni all’interno dei quali il Dr Destino, Kingpin, il Teschio Rosso e gli altri maggiori villain dettano le proprie leggi. In una piccola fattoria presso quel che resta della città di Sacramento, in California, troviamo Wolv…no, perchè Wolverine non esiste più, è morto, molto tempo fa.

Ha rinfoderato gli artigli, niente più snikt, niente più sangue, omicidi, violenza. Quelllo che ci troviamo di fronte è un Logan, padre di famiglia, affaticato dal tempo, la cui unica lotta è riuscire a guadagnare abbastanza per pagare l’affitto.

È vecchio, stanco… spezzato. Si, perchè “Old Man Logan” è la storia di un uomo distrutto psicologicamente che custodisce un segreto inconfessabile. La storia di un folle viaggio on the road che lo porterà ad attraversare l’America in compagnia del suo forse unico amico, Occhio di Falco. Una corsa adrenalinica contro il tempo ci fa rimanere con il fiato sospeso fino a un finale che difficilmente lascia delusi.

L’interrogativo che gli autori ci pongono per tutta la saga è cosa mai possa aver ridotto Logan, un tempo il mutante più temuto e letale del mondo, a una vita in cui preferisce essere sottomesso piuttosto che reagire ai soprusi dei prepotenti e dei malvagi.

Per quanto il suo corpo sia immortale, in Logan è morta la speranza e la motivazione che lo spingevano a lanciarsi in ogni battaglia al suono di un forte e potente…

Padre, mentore, amico e fratello, Logan ha sempre ricercato la pace interiore, riuscendo a stabilire anche importanti legami sentimentali, ma, come ben sappiamo, di persone a lui care ancora vive se ne contano ben poche.

È strano, tutte le persone innocenti accanto a te, alla fine muoiono (Agente Zero nel film X-Men: Le Origini – Wolverine,2009). 

La sua vita è sempre stata costellata di tragedie, ma nonostante questo ha sempre combattutto battaglie da altri giudicate impossibili, rialzandosi sempre. Tuttavia questa volta… Beh, non vi resta che scoprirlo leggendo!

Una saga che mi sento caldamente di consigliare a tutti gli appassionati del personaggio e non. Se vi è piaciuto lo stile crudo e realistico di “Civil War”, allora qui troverete un McNiven più in forma che mai.

Come confermato da Hugh Jackman (l’attore che presta il volto e i muscoli al Wolverine cinematografico) durante il Comic-Con di San Diego, “Old Man Logan” è stato fonte di ispirazione per il prossimo film dedicato all’artigliato canadese, in uscita il 3 Marzo 2017.

Di recente il Vecchio Logan è rispuntato in uno dei tie-in di Secret Wars (trovate l’approfondimento qui), per poi andare a inserirsi, come già detto, nel team principale degli X-Men di questo rilancio.

 

 

Copertina dell’articolo tratta da: “Old Man Logan”#1 Exclusive Cover di Gabriele Dell’Otto, 2015.

Immagini tratte da: “Wolverine Old Man Logan” #66; #67; #72 di Mark Millar e Steve McNiven, 2008.

 


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