#MarvelStudios / Captain America: Civil War – La recensione

Daniel Spanò

Quando nel 2008 i Marvel Studios iniziarono questo percorso con il primo film su Iron Man, nessuno mai si sarebbe aspettato la creazione di un vero e proprio universo cinematografico. Personalmente, cominciai a sospettare qualcosa dalla credit scene di Iron Man 2 in cui, per la prima volta, fu pronunciato il “Progetto Avengers”. Il resto è storia, come si suol dire.

Ma un tarlo, dopo la visione del primo Avengers, mi ronzava in testa: dove vogliono arrivare? Fin dove si spingeranno?  Fu quella la prima volta in cui pensai a Civil War. Quattro anni dopo mi ritrovo appena uscito dalla sala del cinema, con ancora in testa le scene del film da sempre sognato.

Prima di iniziare a fare considerazioni, però, è doveroso fare una piccola premessa: come qualcuno oggi ha scritto su Facebook, questo film e il fumetto uscito oramai dieci anni fa hanno in comune solo il nome; non che uno sia meglio dell’altro, sia chiaro, ma sarebbe un errore mettere a paragone le due storie.

Quindi, prima di tirare conclusioni populiste sulla fedeltà dei film basati sulle storie a fumetti e di gridare allo scandalo, ricordate questo: il loro retaggio è completamente differente.

Passiamo dunque a parlare del film.

A differenza di molti cinecomics Marvel, che necessitavano di un prologo, questo capitolo non ha lunghe parti “lente” (vedi Avengers) e la storia scorre tutta d’un fiato senza annoiare mai. A mio parere, però, la vera forza del film non è stata tanto la trama, quanto la domanda che ognuno di noi si è posto durante tutta la proiezione: ‘Chi sono i cattivi?‘.

Entrambe la fazioni, infatti, hanno avuto modo di esprimere le loro ragioni;  gli stessi due leader hanno commesso errori, provocando in alcuni casi, irrimediabili conseguenze.

Per la prima volta, ho potuto vedere un film in cui tutti i personaggi giocano un ruolo da protagonisti, chi più chi meno, e ho visto ognuno di loro cadere, accusando un forte colpo. Sicuramente, quello ad esserne uscito più malconcio è Visione.

Ad essere onesto, ero un po’ preoccupato per l’imponente numero di supereroi scritturati per questa pellicola e quello che mi spaventava di più era l’ennesimo remake di Spider-man.

Già, dopo mesi di attesa, finalmente abbiamo visto in azione il Ragno, tornato da poco a disposizione di casa Marvel dopo qualche anno in prestito alla scuderia Sony. Le precedenti interpretazioni, a mio parere, erano soddisfacenti solo a metà: nella prima trilogia ho visto un buon Peter Parker ma un pessimo Spider-man, mentre Andrew Garfield  interpretava un ottimo Spider-man, ma un pessimo Parker.

Ovviamente è troppo presto per gridare alla perfezione, ma ci sono di certo dei buoni presupposti: ho visto un Uomo Ragno decisamente migliore di quanto mi aspettassi. Per Peter Parker invece, ci tocca aspettare ancora un po’. Una nota di demerito è stata zia May, decisamente troppo “gnocca”.

Spider-man però non è l’unica new entry del film: Ant-Man e Pantera Nera, infatti, non hanno per nulla fatto pesare l’assenza di due superstar come il Figlio di Odino e il Golia Verde.

Ho apprezzato molto, nonostante come detto prima queste due storie siano completamente differenti, i rimandi che i fratelli Russo hanno inserito all’interno della pellicola: dallo scambio di battute tra Cap e Spider-man, il costume “donato da Tony Stark al giovane Parker, fino ad arrivare al discorso dell’agente Sharon Carter durante il funerale della zia Peggy Carter.

Menzione speciale alla scena dello scontro finale tra Captain America ed IronMan.

Questo film ha aperto scenari che ci tormenteranno fino all’uscita del prossimo film sulla continuity, lasciandoci come sempre con la stessa domanda: E ORA?!


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