#Mostri / Mostri: il terzo, terrificante numero

Flavia Bazzano

Arriva al suo terzo numero la rivista Mostri, edita da Bugs Comics. Nato da un’idea di Gianmarco Fumasoli, questo progetto editoriale stringe un forte legame con la sua vita precedente; Mostri, infatti, era uscita per la prima volta nel 1990 per i tipi di Acme, casa editrice della gemella Splatter.

Le influenze dell’epoca d’oro dell’horror sono palesi sia nella scelta della veste grafica, curata dallo stesso art director della Acme, sia nell’organizzazione dei contenuti. Le introduzioni e gli “intermezzi” narrativi tra una storia e l’altra, le strisce in chiusura, tutti espedienti simili a quelli usati da altre celebri riviste, ad esempio L’Eternauta. Inoltre, il terzo numero, come i precedenti, è provvisto di una sezione vintage dedicata a tavole pubblicate tra il 1990 e il 1991. Giovanna Morini, Giancarlo Caracuzzo, Eugenio Sicomoro sono gli autori che compaono tra le pagine (ben 96) del volume.

Proprio perché al loro battesimo delle stampe, però, vale la pena concentrarsi maggiormente sulla prima sezione, ovvero quella dei nuovi mostri, scrittori e disegnatori che offrono in pasto a lettori assetati di sangue (e carta) le loro opere inedite. La terza raccolta comprende storie caratterizzate da plot-twist e straniamenti di prospettiva. Numerose sono le citazioni prese in prestito dai predecessori, mi riferisco al rimando esplicito a Dylan Dog, ma il minimo comun denominatore è un altro; le avventure, a volte tragiche, a volte tremendamente divertenti, guidano il lettore a cambiare la sua attitudine per le creature infernali che pullulano nelle pagine: salvo eccezioni, stiamo dalla parte dei mostri.

Pollici in alto per la spassosa, quanto inaspettata “Fame” di Fabrizio Mancini il cui umorismo colpisce il lettore come una freddura ben riuscita. I disegni di Cristian di clemente, poi, aggiungono il tocco vintage che rende la storia perfettamente in sitonia con la linea editoriale di Mostri. Menzione d’onore anche per “Con il sorriso sulle labbra” di Marco Scali. Questa volta ci troviamo in un universo distopico che, se sviluppato avrebbe potuto spacciarsi per il riadattamento di un racconto di Bradbury. I disegni di Pierluigi Minotti caricano l’atmosfera con toni cupi che presagiscono un destino inevitabile. Ben realizzato anche il concept di “I MoFtri”, le strisce, probabilmente ancora acerbo per potersi distaccarsi da gag semplici, forse troppo, per un pubblico che si è abituato a storie di altro calibro.

In ogni caso, non ci sono dubbi sul fatto che Mostri sia un progetto ambizioso che parte da un altrettanto temerario retaggio. Speriamo solo che il peso di questa eredità non soffochi l’originalità degli emergenti. Noi di Geek Area continueremo di sicuro a seguire con interesse l’evoluzione di questa “creatura”. Sempre che non ci venga a perseguitare nel sonno!


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