#Mostri / Mostri n.1: la recensione

Daniele D'urso

In televisione ormai da anni a cadenza settimanale va in onda una rubrica chiamata I Nuovi Mostri.

Vengono presentati i nuovi esperimenti estetici del vip di turno o le grandi ed esilaranti gaffe di giornata, il tutto farcito dall’ironia del programma; ciò mi inquieta da tempo, non perché essi facciano realmente paura, ma per il declino dell’horror al giorno d’oggi.

Se si chiede ad un bambino cos’è un mostro? saprà rispondervi immediatamente, e sarà in assoluto la persona che ne darà la definizione più giusta, non essendo viziato dai costumi della nostra società. Indicherà, impaurito, l’essere primordiale e la sua valenza.

Se lo si chiede ad un adulto, probabilmente vi risponderà con nomi del tipo: Barbara D’Urso (no, fortunatamente non è mia zia!) o Pippo Baudo.

Il bello di Mostri n.1 edito dalla Bugs Comics è proprio questo: la semplicità con cui i mostri vengono presentati al lettore. Il suo gusto rapido, deciso e assolutamente reverenziale nel confronti del macabro e del violento passando per il filo conduttore della paura. Tutto quello che la società del ventunesimo secolo ha perso.

L’horror, se così lo si può ancora chiamare, ha mutato forma (Wes Craven aimè si starà rivoltando nella tomba). Viene associamo più al comico o al grottesco dimenticando la sua vera origine quella sua natura primordiale che H.P. Lovercraft ha teorizzato per primo.

Per questo Mostri è un fumetto altamente valido, perché non ironizza non vuole prendersi in giro, sa qual è la direzione da intraprendere quando si parla dell’orrido senza poi scadere nel qualunquismo e nella banalità degli ultimi anni.

Il ritmo è cadenzato e allo stesso tempo veloce, non annoia mai il lettore e riesce a trascinarlo nel turbinio di sangue, morte e distruzione.

La scelta di un fumetto in bianco e nero è perfetta: il monocromatico, il chiaro scuro accentuato, il forzatissimo gioco di ombre, il vedo/non vedo, sono tutti espedienti che lasciano il lettore con il fiato sul collo e rimandano alla tradizione. Forse non tutti lo sanno: Mostri è una tradizione italiana nata negli anni ’90, lì dove l’horror aveva un altro spessore.

Ha il grande merito di rendere il lettore consapevole di ciò che sta leggendo. Le storie sono rapide e concise, ti lasciano con il fiato sul collo per i cinque minuti di lettura e poi scompaiono, per riapparire la notte nei tuoi incubi più remoti.

Traspare che Mostri ha radici ancorate nel passato del fumetto che rimanda ai grandi fasti, la dove l’orrore era una parte cruciale del processo costruttivo e non una parte marginale come ai giorni nostri.

Mostri è un fumetto da comprare se si è amanti dell’horror o anche per chi vuole entrare per la prima volta in un mondo di crudeltà e violenza senza passare dalle porte vincolanti degli anni ’80.

Cosa oggi molto rara.


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