#Mostri / Tante altre storie malvagie

Redazione Geek Area

Parlare di Mostri non è mai facile, perché dietro il grottesco e l’orrore, c’è sempre qualcos’altro, qualcosa che ha a che fare con aspetti profondi della natura umana. Dopo essere uscito negli anni 90 con Acme, Mostri torna per volontà di Gianmarco Fumasoli con Bugs Comics

Il numero quattro non è dissimile dai precedenti, nei toni e nella qualità dei contenuti, perpetuando l’idea dell’uomo lupo per l’altro uomo. Come sempre, all’interno di quest’uscita troviamo storie complete ed approfondimenti, presentati in una forma estremamente godibile per il lettore.

La prima storia è Amore Materno, firmata da Fumasoli e Ferracci. Ci troviamo in un mondo in cui avvengono mutazioni genetiche casuali al compimento del sesto compleanno d’età, mutazioni che spesso portano conseguenze terribili. Gli autori ci raccontano l’angoscia di una famiglia che non sa cosa accadrà al proprio figlio, posto sotto osservazione in una struttura medica dedicata allo studio di queste mutazioni. Il vero orrore dell’uomo, come sempre, va oltre il grottesco rappresentato dalle tavole. Queste mutazioni sono oggetto di voyeurismo da parte dei massmedia, affamati di momenti topici, pronti a dare in pasto agli spettatori il perpetuarsi di questa tragedia. Una tragedia crudele, che non lascia scampo, rovinando la vita di questi bambini (e delle loro famiglie) prima e dopo l’avvento della mutazione.

Il racconto successivo è I figli di San Grimorio, di Filadoro e De Luca, introdotto da un interessante approfondimento di Andrea GuglielminoTerribilis est locus iste. Il tema è legato al lato oscuro della religione cristiana e dei suoi martiri, tabù mediatico fino all’avvento del film L’Esorcista. Dove finisce il trucco da circensi? Dove iniziano i veri miracoli? In un piccolo paese giunge un prete neuropsichiatra, con l’intento di osservare da vicino le guarigioni miracolose che avvengono durante il giorno di festa dedicato al santo patrono, San Grimorio, dove le spoglie del santo rifioriscono ogni anno di nuova carne. Il malcapitato rivivrà in prima persona il martirio del santo, svelando al lettore quanto i mostri possano nascontersi sotto il manto dell’ignoranza, della paura e della religione. In cosa consiste il vero miracolo del santo, così gelosamente custodito dalla sua gente?

Segue un’intervista a Luca Ralli, noto per aver collaborato come illustratore con lo scrittore Stefano Benni. Curata da Luca Ruocco, l’intervista indaga sul legame tra l’autore e i suoi mostri, realizzati per il libro Cari Mostri di Benni.

La storia successiva è Il Cuore del Faraone, di Di Matteo e Maruccia, introdotta da una divertente pagina di strisce MoFtri. Il prof. Gennings è un profondo conoscitore dell’antico egitto e della genealogia faraonica, alla continua ricerca di manufatti dell’era egizia. Proprio in uno di questi oggetti, lo sfortunato docente troverà una brutta sorpresa, che lo trasformerà rapidamente in un… mostro. Cosa succede quando un docente fanatico dell’antico egitto pensa di essere diventato una divinità insetto antropomorfa? Il suo smisurato ego lo porterà in città, facendo tappa in mezzo a un popolo che non ha mai riconosciuto la sua grandezza: i colleghi dell’università.

Il successivo approfondimento Il pessimismo crepuscolare di Nosferatu (curato da Luca Ruocco) è dedicato a un argomento discusso poche volte: che conseguenze ha lo stile di vita di un vampiro sulla sua felicità?

Un cappello che calza a pennello per La cantina di Max, di Franceschini e Coletti. Tre amici raccontano ciò che stanno passando nell’ultimo periodo davanti a un bicchiere, in tutta tranquillità. Che succede quando hanno voglia di fare un salto in cantina? Il mostro più gustoso è quello che si nasconde nella quotidianità, e queste tavole propongono questa formula con ironia e giochi di parole incastrati alla perfezione nella storia.

Ma cos’era? È il racconto che segue la storia, scritto da Fitz-James O’Brien (1859), tradotto da Marco R. Capelli (2016) e illustrato da Giancarlo Caracuzzo. Una storia pregna di orrore estraneo, che racconta tutta la paura che deriva dall’incontro con qualcosa di aberrante.

Ricordate la fatina dei dentini? Ecco, tenete bene a mente l’immagine di lei che avete costruito nella vostra testa nel corso dell’infanzia, perché Denti da latte (di Guglielmino, Badino e Calderone) vi regalerà qualcosa di estremamente diverso rispetto a quanto immaginato. Anche qui però, è necessario andare oltre l’apparenza del primo impatto con il mostro. Perché spesso il mostro non sceglie di esserlo, anzi. Un gioco tra bambini che cambierà per sempre la vita di alcuni di loro, trasformando la paura in solidarietà e speranza.

Come negli albi precedenti, anche qui vengono inserite due storie tratte dalla precedente edizione cartacea di Mostri. In questo caso si tratta di La testa del drago (da Mostri numero 10 del Dicembre del ’90), e Fear (da Mostri numero 6 dell’Agosto 1990). La testa del drago (firmata da Burattini e Andreucci) è calata in un’atmosfera fantasy medioevale. Un cavaliere ed il suo scudiero vanno a caccia di un drago, senza volere nulla in cambio, non perché la testa del mostro vale la mano della principessa Eloisa, bensì per amore dell’onesta non inquinata dalla bramosia di potere. Com’è facile intuire, non sarà il drago il vero mostro della storia. Fear (di Morini e Caracuzzo) viaggia nel tempo e nel sovrannaturale, indagando su individui scomparse in strane circostanze, passando attraverso visioni mostruose.

La presentazione di Mostri #4, numero davvero ricco di contenuti itneressanti, è ora in tour. Maggiori info sulla pagina Facebook di Bugs Comics


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