#Netflix / GLOW – Recensione

Fabrizio Mancini

Prendetevi una pausa dall’estate e dedicate 5 orette a vedere GLOW. 10 puntate, 30 minuti l’una, risultato sensazionale.
La storia di per sé è un enorme pretesto (più del solito): un variegato e folto gruppo di ragazze vengono scritturate per un nuovo programma televisivo di wrestling esclusivamente femminile.
Il pretesto è parlare di rivalsa, apparentemente rivalsa femminile, ma il concetto è universale.

Attenzione ho detto femminile e non femminista. Non c’è nulla di esagerato femminismo. C’è la donna come dovrebbe essere, sensuale sì, che conosce il suo corpo, ma che lotta, che fa forza della sua femminilità, non c’è traccia di quel sentimento femminista di protesta, spesso logorroico e autoreferenziale, c’è però uno sfondo di un mondo dove spesso le donne non avevano ancora la possibilità di non essere più di un bel faccino.

I personaggi maschili ci sono, pochi ma buoni, e per quanto possano essere additati come “i soliti stronzi” si risollevano agli occhi delle donne. Donne, come dicevo, meravigliose. Qui non è questione di emancipazione, sono tutte decisamente emancipate e fiere della loro femminilità, la questione è come dicevo, di rivalsa.

Alison Brie è un’attrice sontuosa ed eclettica, il suo personaggio Ruth è la tipica attrice wannabe, ma per quanto stereotipata è pluridimensionale: a tratti è disperata, a tratti è spocchiosa, un momento prima è la persona più altruista, il momento dopo cede al suo egoismo, per poi pentirsene. Un magnete eccezionale per la storia, ma non l’unico.

Il secondo magnete è il regista e ideatore del programma Sam Sylvia, interpretato da Marc Maron. Non vedevo un personaggio così brutalmente onesto da Larry di Kevin Spacey in The Big Kahuna (se non lo conoscete recuperate questa piccola perla). Sam è quello che Ruth definisce nelle prime puntate un “sacco di merda”. Un regista cinematografico conosciuto con film controversi, ma che non riesce più a lavorare, una persona diretta, senza filtri, arrogante, burbera e sessista, ma decisamente intelligente e con grande passione. Una vera macchina schiaccia sassi, non si ferma mai, ma non è cattivo. Sono sue le battute migliori

Terzo magnete è Debbie, impersonata da Betty Gilpin. Amica/nemica di Ruth, poi capirete perché. Una madre e attrice conosciuta, tra le due un evento crea una profonda rottura che si ripercuote nell’unico modo possibile sul programma. Una donna che attraverserà una fase tremende mostrando la sua forza e la sua fragilità, la sua tenerezza e la sua spocchia con un’enorme dose di sensualità.

Il resto del gruppo non è lasciato in un angolo, le ragazze sono molto protagoniste, ognuna con una delineazione marcata, ma tutte con la stessa voglia di rivalsa, di mostrare chi sono e sacrificarsi per essere se stesse.

La scrittura, tutta, è salda. Ogni puntata ci saluta col buon vecchio e sano cliffhanger creando un filo conduttore che vi costringerà a non staccarvi dalla serie. La divorerete.

Uscita da pochi giorni ha già fatto impazzire chiunque, critica e pubblico. Netflix come sempre offre prodotti eccellenti.


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