#Nintendo / Pikachu cambia nome: proteste a Hong Kong

Flavia Bazzano

Pika- che? Avete capito bene. Pikachu, il testardissimo roditore dalla saetta facile, l’inseparabile compagno di Ash Ketchum di cui ci siamo innamorati fin dal primo episodio della serie animata Pokémon cambierà nome. La traslitterazione del nome giapponese al mandarino adottata nello stato di Hong Kong (solo lì, tranquilli) corrisponderebbe a Pei Ka Yau che detto velocemente dà origine a Pikayao.

La notizia è stata annunciata lunedì e nonostante le proteste e il fatto che siano già state raccolte oltre 6000 firme per mantenere il nome originale sembra che la decisione della Nintendo sia definitiva. Sul sito dell’Indipendent è stato pubblicato un video che ritrae due protestanti intenti nello strappare cartellini con su scritto l’odiato Pikayao.

Il nome originale, come molti di quelli dei primi 151 pokémon, ha una derivazione onomatopeica. In giapponese ぴかぴか pikapika indica le scintille, mentre ちゅうちゅう chūchū lo squittio del topo. Semplice, no? Ma come mai a Hong Kong la gente è addirittura scesa in piazza?

Il problema vero e proprio, al di là dell’attaccamento a un personaggio tanto celebre sembrerebbe linguistico. La scelta di usare il mandarino semplificato al posto del cantonese, infatti, non terrebbe conto delle diverse varietà regionali aprendo un dibattito che, più che di semplice gaming, è culturale. La Nintendo è stata invitata a dare spiegazioni al riguardo ma ancora non sono state pubblicate dichiarazioni ufficiali.

 


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