#Orfani / Juric: Storia di una principessa – Recensione

Redazione Geek Area

Da lettore, c’è un meccanismo narrativo che apprezzo particolarmente: far immedesimare chi legge in uno dei personaggi non onniscenti, come se stesse realmente ascoltando o leggendo le sue parole. In questo modo, si ha la sensazione di procedere attraverso la trama in modo graduale, senza forzature, avendo la percezione piena di ogni passo compiuto verso il quadro completo della situazione.

In Orfani: Juric – Storia di una principessa, Paola Barbato fa procedere il lettore di pari passo con la biografia scritta da Bogdan, rendendolo partecipe dei cambiamenti emotivi che conivolgono lo scrittore, mostrandoci da cosa nascono i suoi dubbi e paure. Quella di Jsana Juric non è una storia semplice. Numero dopo numero abbiamo conferma che il tema portante della sua vita sia stato la sofferenza, reiterata negli anni da diversi individui che hanno cercato di sfruttarla e veicolarla ai loro interessi. Prima di diventare il vertice di una nazione totalmente asservita alle sue parole, la donna rossa è passata sotto le Forche Caudine più volte, vivendo alcuni degli episodi chiave della sua vita in totale solitudine e dolore. Per questo motivo, Bogdan non si limita a condannarla, ma i sentimenti nei suoi confronti mutano, restituendo un’immagine del personaggio decisamente più tridimensionale, portandolo sull’orlo del cedimento verso il fascino del male.

C’è un altro aspetto fondamentale, non secondario, che da inizio stagione si fa strada con prepotenza sempre crescente. La Juric è una sociologa,  e abbiamo l’ennesima conferma della sua estrema competenza nella comprensione della natura umana e degli intrecci sociali. In questo numero in particolare, comprendiamo la reale potenza della comunicazione come solida base del potere (e della sopravvivenza). Dalla sua torre d’avorio, Jsana pianifica la sua vita, passo dopo passo, per raggiungere posizioni di maggiore potere, utilizzando stratagemmi comunicativi studiati fino al minimo dettaglio.

Dal numero precedente sappiamo che suo padre è capo di un’organizzazione umanitaria di scala mondiale, e in questo numero approfondiamo ulteriormente gli interessi economici in ballo. Il meccanismo che fa girare la ruota della narrazione è un’allegoria di ciò che accade nel mondo reale (sottolineando con intelligenza il tema riduttivo degli immigrati visti unicamente come vittime), dove dietro maschere di buonismo si celano profonde menzogne sporche di sangue, intrecciate in legami orribili.

La protagonista paga l’inesperienza con uno dei lutti più grandi della sua vita, che la renderà la donna di ferro che abbiamo conosciuto su Orfani. Non è infallibile, commette numerosi errori e li sconta sulla sua pelle, senza mai perdere la freddezza e la genialità che l’ha guidata in passato. Oltre ai numerosi richiami a ciò che abbiamo già visto nel suo futuro nelle precedenti stagioni della testata, il penultimo volume della trilogia prepara la narrazione ad un epilogo di morte e dolore (per entrambe le linee temporali rappresentate), che sarà sicuramente all’altezza del personaggio.

 

Un passato tormentato, un carattere deciso e un’indole tagliente da vera leader e da manipolatrice!

N° 2

Periodicità: mensile

STORIA DI UNA PRINCIPESSA

uscita 15/11/2016

Prologo e epilogo
Soggetto e sceneggiatura: Roberto Recchioni
Disegni: Andrea Accardi

Storia di una principessa
Soggetto: Paola Barbato e Roberto Recchioni
Sceneggiatura: Paola Barbato
Disegni: Roberto De AngelisRiccardo La Bella e Maurizio Di Vincenzo
Copertina: Nicola Mari con i colori di Barbara Ciardo
Colori: Stefania AquaroAlessia PastorelloLuca Saponti

Continua la rievocazione del traumatico passato di Jsana Juric, figura cardine della saga di Orfani. Dopo averne conosciuto l’infanzia, in questo secondo episodio di tre scopriremo i tragici eventi che l’hanno portata a perdere un occhio.


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