#Orfani / Nuovo Mondo 12: Il Terrore – Recensione

Mirko Tommasino

Tutte le recensioni che ho scritto fino ad oggi per Orfani non contenevano Spoiler. Per necessità di analisi, sarò costretto a parlare esplicitamente di alcuni momenti clou dell’albo, quindi vi consiglio di leggerlo prima di procedere con la lettura della recensione.

[Contiene alcuni SPOILER]

Ricordate la Maschera Della Morte Rossa? Penso sia il racconto che esprime meglio il concetto di inevitabilità degli eventi, dove la morte raggiunge ovunque i malcapitati. È inevitabile, barricarsi in una fortezza non serve.

E se si finisce involontariamente in una prigione, ugualmente isolata? Come farà la morte a mietere le sue vittime? C’è un aspetto psicologico di tutto Orfani: Nuovo Mondo che forse è passato un po’ in sordina rispetto al resto: l’isolamento. Rosa, Vincenzo e Cesar sono semplici esseri umani, non sono geneticamente modificati come i protagonisti delle scorse stagioni. Cosa fa alla mente dell’uomo uno stress come quello a cui loro sono sottoposti? La distrugge.

È una distruzione che non si manifesta da un giorno all’altro, anzi. Inizia come paranoia, passando per deliri di onnipotenza e scelte totalmente sballate. Rosa e gli altri non sono superuomini, e soprattutto non sono eroi. Sono individui iracondi per ciò che è successo loro, e questo li ha portati all’unico epilogo possibile dall’inizio della vicenda: la morte.

Perché Host lo ha ripetuto continuamente: non hanno mai avuto reali possibilità di salvarsi. In una prigione come Il Pozzo, per sopravvivere hanno compiuto atti immondi, trasformandosi (albo dopo albo) in vessillo della dannazione, più che della ribellione.

Alla fine, tutti i morti che portano sulle loro spalle sono rimasti a terra, senza ricevere nessun onore destinato agli eroi, anzi, per colpa dell’ultimo gesto sconsiderato dettato da un delirio di onnipotenza di Rosa, anche le vittime dei precedenti albi ora saranno definitivamente additate come terroristi.

Terroristi, perché è di questo che stiamo parlando. Il titolo dell’albo (Il Terrore) rende esplicito e risolve definitivamente il dualismo che mostrava il gruppo di ribelli prima come buoni, poi come cattivi. Ogni scelta fatta da Rosa è stata un passo verso ciò che ha messo in scena durante questo albo, un’esecuzione pubblica di innocenti. Con quel gesto, ha rotto l’ultima barriera che la separava dalla Juric, perdendo l’ultimo barlume di umanità dentro di lei, diventando lupo per l’altruo uomo.

Questa serie ci ha abituati a tavole di un impatto visivo devastante. A questo riguardo, nello scorso volume, mi sono posto una semplice domanda:

Visivamente, quanto deve durare un colpo di scena per essere efficace?

Poco. Una vignetta, o al massimo una tavola. Se è vero che l’intera stagione è il trampolino di lancio per il momento in cui si risolve tutta la tensione accumulata, alcune tavole di questo numero sono la raffigurazione perfetta di questo concetto (la morte di Host, la scena del terrore e la sparatoria).

Non è la prima volta che personaggi ideati da Roberto Recchioni risolvono la loro condizione con un unico, cruento, atto di forza. Ma è la prima volta che lo fanno compiendo un gesto deliberatamente malvagio. Non ci sono attenuanti, non c’è un bene superiore da raggiungere (o, meglio, c’è fino a un certo punto). C’è l’umana disperazione, raffigurata nel modo più simile possibile alla realtà. Gli sguardi di ognuno ci raccontano la loro follia. Da alcuni numeri a questa parte gli occhi sono costantemente sbarrati, in preda all’adrenalina più forte, quella che deriva dall’omicidio.

Ci si spara a vicenda e si muore. Vengono recisi gli ultimi fili che tenevano attaccate l’esistenze maledette degli Orfani a quel briciolo di umana emotività, rendendoli a tutti gli effetti ciò che sono sempre stati: terroristi. Mine impazzite in preda all’emotività, destinate a distruggere ogni cosa, partendo da sé stessi.

Un altro personaggio folle (follia più lucida e meno celata nel corso della storia) vede compiersi il suo destino in questo albo, la presidentessa Juric. Se non c’è redenzione per gli orfani, non può esserci nemmeno per lei. Sono tutti colpevoli del loro peccato più grande: essere umani. La mocciosa adempie agli ordini impartiti da sua madre, tenendo al sicuro i bambini da ogni minaccia. In questo senso, Jsana è la più grande minaccia per loro, perché ha lasciato che i peccati dell’essere umano trovassero un nuovo mondo da corrodere (e nuovi figli da infettare).

Gli orfani ammazzavano esseri umani in carne ed ossa durante la prima stagione (seppur sotto l’influenza di droghe, rendendoli quindi inconsapevoli). Ringo, solo con la sua presenza ha ucciso moltissime persone durante il pellegrinaggio della seconda stagione. Rosa è una terrorista che ha perso lucidità perché si è fatta corrompere dalla vendetta, in questa terza stagione. L’intera testata è un’immensa storia di omicidi e genocidi, non c’è da stupirsi che il fine ultimo della narrazione sia la morte.

Come nel film The Cube, alla fine la salvezza è riservata solo agli innocenti e, in questo caso, il due neonati sono l’emblema di questo concetto. Tutto l’albo è immerso nell’oscurità e nel sangue, mentre loro, in ogni inquadratura, sono avvolti in una luce maieutica che li rende diversi da ogni altra cosa. Sam, il loro angelo custode, forse è l’unica ad amarli, con l’amore e la protezione che solo una sorella può dare. Sarà un personaggio chiave della prossima stagione o, una volta esaurito il suo compito da tutore, pagherà anche lei per i suoi peccati?

Da qui ripartirà in primavera la continuity, che si prende una pausa per lasciar spazio a due mini stagioni da tre albi l’una. Ci sarà un nuovo pistolero senza nome, un clone assemblato in laboratorio con geni estratti dagli altri orfani. Quando incontra la mocciosa si fa chiamare Billy, anche se, a distanza di poche tavole, il suo Host lo chiamerà Ringo.

Non mi aspettavo un finale così, dopo il penultimo numero. Pensavo che per questa stagione fosse già stato detto tutto, e che quest’ultimo albo fosse un semplice aggancio per l’inizio della nuova. Mai stato così felice di sbagliare.

Orfani: Nuovo Mondo 12 – Il Terrore chiude magnificamente una stagione basata sul dualismo di due personaggi e di due ideologie opposte, mettendo in ordine i tasselli prima di farli esplodere uno ad uno.

Scritto da Roberto Recchioni, disegnato da Davide Gianfelice e Matteo Cremona (colori di Alessia Pastorello), vede i solito Matteo De Longis alla copertina (bellissima, che richiama visivamente la ciclicità degli eventi con la reiterazione delle circonferenze, fori di proiettile immersi nel rosso del sangue) e Marina Sanfelice al lettering, pubblicato da Sergio Bonelli Editore.


Comments are closed.

Caricando...