#Orfani / Nuovo mondo 7: Pugni serrati

Mirko Tommasino

Colpa, punizione ed espiazione.

Pugni serrati, numero 7 di Orfani: Nuovo Mondo si apre con questo concetto, estremamente semplice, reso graficamente in maniera eccelsa dalle tavole di Werther Dell’Edera. Rosa è in crisi profonda perché ha perso suo figlio. Ha lasciato che le venisse portato via dalla Juric, appena nato. Il contrasto cromatico forte nelle prime pagine è preludio di quello che sarà il resto del numero: totalmente impostato sull’ambivalenza e sul rovesciamento della storia per come la conosciamo.

Rosa cadde, come corpo morto cade, all’interno di un pozzo. Giace sotto i piedi di Minosse, in attesa che vengano riconosciuti i suoi peccati. La catabasi che l’ha portata fin qui è sotto gli occhi di tutti: dalla stagione precedente allo scorso numero Rosa si è trasformata in una trasposizione (ancora) vivente del Ringo assassino, mutando da guerriera a carnefice.

Dopo aver toccato il fondo, non è detto che l’unica via sia la risalita. Questa è una bugia che raccontano parenti e amici per farci riprendere dopo le batoste. Dopo aver toccato il fondo, si può scavare. Nella nostra mente, nei ricordi, nelle nostre paure. Finché non ci ritroviamo soli con noi stessi, con la parte di noi che mai ci abbandonerà: il nostro istinto di sopravvivenza.

Per Rosa, Ringo non è Virgilio o Beatrice. Si tratta della sua parte razionale, di ciò che la identifica a prescindere da tutto come sua figlia.

Da quando riapre gli occhi, tutto l’albo sarà una continua anabasi per riuscire a rivedere le stelle. Ho conosciuto altre volte, nell’universo narrativo di Roberto Recchioni, oscure organizzazioni scientifiche. Ho visto mostri spingere con tutta la propria forza contro pareti immense, cercando una strada che si aprisse verso il cielo, senza fallire.

Il viaggio di Rosa continua, poco importa se sia tra quattro muri o nella giungla di un pianeta. Il viaggio la porta a conoscere meglio se stessa, arrivando a uno dei punti di svolta di questo fumetto, che ribalta un punto di vista ormai assodato della narrazione. Durante il suo percorso incontra dei nemici: tanti soldati e un traditore. Davanti a quest’ultimo non avrà pietà. Durante l’interrogatorio, la protagonista si troverà (per la prima volta) assassina per sua scelta, facendo del suo peggio. Diventerà l’alterego femminile di Pete il Nero per raggiungere la sua vendetta, riscoprendo tutta la sua umana fragilità.

La ragazza con i capelli rossi non sarà l’unica a mostrare una svolta all’interno dell’albo. Cambieranno i rapporti tra altre figure cardine della storia, che metteranno in discussione quanto letto fin ora, con esiti mai scontati.

Ci sarebbero altre cose da dire, ma preferisco evitare per non rivelare nulla.

Questo è un albo di cambiamento, in cui il concetto di bene e male, di giusto e sbagliato, vacilla. Mentre Rosa prosegue nella sua salita, noi avanziamo sempre più velocemente in discesa. Una stagione che si rivela sempre più magnetica, numero dopo numero.


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