#Orfani / Nuovo Mondo 8: Stati d’alterazione

Mirko Tommasino

Per interrompere una condizione ciclica, è necessario un evento violento. Ogni azione interna al sistema si compirà sempre sugli stessi binari, ogni reiterazione del proprio ruolo tra gli altri porterà sempre ad essere nient’altro che sé stessi, fino all’ultimo respiro.

Questo Rosa lo sa. Decide di rompere il legame con suo padre, Ringo, prendendosi per la prima volta i giusti onori (e i giusti oneri) per ciò che sta accadendo. È sempre stata la sua guerra, il suo obiettivo, la sua eterna corsa sulla ruota da criceto.

Come rompe il cerchio? Facendosi Morte, combattendo contro ciò che desidera lasciare alle spalle e (fondamentale) uscendone vincitrice. Come in altri episodi di Orfani (edito da Bonelli), il richiamo all’universo narrativo di Roberto Recchioni è chiaro. Rosa è sempre più John: ne condivide gli occhi neri di morte, la guerra tra Eros e Thanatos, il dissidio interiore e la ferma volontà di essere artefice del proprio destino. Per questo Ringo, come Pestilenza, può solo farsi da parte e lasciare che la giovane figlia diventi donna.

Il cerchio inizia a rompersi.

La viscerale umanità di una donna infuriata è la forza inarrestabile che sta per scontrarsi con un muro inamovibile. Il resto del fumetto (eventi e personaggi) assume sempre più l’aspetto di un incastro perfetto volto alla realizzazione del desiderio di Rosa: la vendetta nei confronti della Juric.

Rosa è il sasso che rotola a valle, i prossimi numeri saranno la valanga che verrà di conseguenza.

Copertina simmetrica di Matteo De Longis che richiama perfettamente lo spirito duale dell’albo, ottimi disegni cupi di Luca Casalanguida e ottima caratterizzazione del duello da parte di Werther Dell’Edera (sempre stupefacente). La sceneggiatura di Roberto Recchioni e Giovanni Masi è l’ennesimo piccolo tassello di un mosaico che, a mio parere, a fine stagione mostrerà un disegno incredibile.


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