#Oscar88th / Analisi rapida di una notte

Fabrizio Mancini

Gli Oscar sono andati come dovevano andare, bene o male. Mad Max ha fatto piazza pulita degli Oscar tecnici a esclusione degli effetti speciali andati inaspettatamente ad Ex Machina. Con il senno di poi ha decisamente senso, nonostante gli altri film in corsa siano carichi di effetti, Ex Machina si concentra su alcune cose in maniera impeccabile.

Prevedibili anche le sceneggiature andate a La Grande Scommessa per la non originale e Spotlight per l’originale. Il solito Emmanuel Lubezki è al suo terzo Oscar di fila per la miglior fotografia, questa volta con Revenant, l’anno scorso sempre con Iñàrritu per Birdman (che come previsto replica anche lui la miglior regia) e prima ancora con Gravity di Alfoso Cuaron. Il terzo però dopo ben 5 nomination a vuoto. Non ricorda nessuno? Sappiate che Leonardo Di Caprio non è esattamente il primo che insegue l’Oscar: c’è chi lo ha inseguito per molte più nomination e non lo ha mai vinto, uno su tutti Peter O’Toole, ricordato per Lawrence D’Arabia, che con ben 8 nomination si è dovuto accontentare dell’Oscar alla carriera.

La vittoria di Leo, piuttosto di altri, su tutti Redmayne che a mio avviso è stato ancora più sublime della sua interpretazione ne La Teoria del Tutto, è emblematica. La sua performance è totalmente fisica, il personaggio non ha spessore e riflette la trama, anch’essa senza spessore, di Revenant, che per quanto bello non può sfuggire a questa analisi. Lo stesso vale proprio per Mad Max. L’Academy dimostra di aver accortezza per nuove forme di cinema, ma non si può non pensare che abbiano forse voluto dargli il contentino. Speriamo di no. Comuqnue sia, gli attori e le attrici candidati di quest’anno erano tutti di prim’ordine, e nella categoria miglior attore non protagonista poteva davvero vincere chiunque.

Molti sono sempre a lamentarsi delle scelte degli Oscar, parlando degli esclusi o dei non premiati; nessuno però giunge mai al perché di queste scelte. Fate mai caso a quando si dice “è un film da Oscar” ? Spesso lo si usa per dire “è un gran film”, ma è un modo sbagliato di farlo. Un film, o un’interpretazione, da Oscar significano che rientrano nello stile degli Oscar. L’Academy ha una tradizione, alcuni dei membri votanti sono anziani professionisti, il suo stile coincide spesso con film da alti giudizi di critica e pubblico, mai uno solo dei due. Perché allora Mad Max non ha vinto anche regia e film? Mad Max è un film innovativo, più di quanto immaginiate, ma come tutti avrete notato non ha trama, poiché è l’azione stessa la trama del film, visione pura. Gli Oscar sono anche un premio politico, e per quanto l’opera di Miller sia maestosa, film come La Grande Scommessa e Spotlight sono talmente forti nella loro storia e nel messaggio che erano gli unici che potevano ambire realmente alla statuetta finale. Fate caso che quasi tutti i miglior film degli ultimi anni sono anche vincitori della miglior sceneggiatura.

Ma voglio concludere con l’impressione di aver assistito alla più noiosa Notte degli Oscar. Chris Rock si è adagiato su un solo e unico tema, il boicottaggio di alcuni professionisti di colore per la mancata presenza di nominati afroamericani. Risultato? Una conduzione stagnante, che se paragonata alla precendente edizione con quel mito di Neil Patrick Harris è decisamente da dimenticare.


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