#PaniniComics / Big Man Plans – Recensione

Redazione Geek Area
Gli anni ’50/’70, gli Stati Uniti, il Vietnam, il razzismo, la paura del diverso, la derisione, la violenza, i soprusi, gli abusi, la cattiveria, la vendetta. Tutto questo è Big Man Plans.
Eric Powell, creatore dell’acclamato The Goon, insieme a Tim Wiesch (alla sua prima reale prova nel mondo del fumetto) irropono sulle scene con un nuovo lavoro che si discosta dalla comicità cattiva per approdare su lidi molto più grotteschi e violenti. Perché di questo si tratta: una storia al limite, una vita vissuta ai margini dove è la società ad essere il vero mostro.
Il protagonista di questa miniserie, perno centrale di tutte le vicende, è un uomo affetto da nanismo che, sin dalla tenera età, è costretto a scontrarsi con un mondo che non lo accetta in quanto diverso, emarginandolodisprezzandolo e trattandolo come un subumano solo per un problema fisico. Big Man Plans, seppur come già accennato, in maniera grottesca e molto spesso con violenza gratuita, riesce a toccare corde molto delicate ed importanti, portando alla luce tutti gli orrori di un periodo perbenista, dove chi non risultava omologato alla massa (che fosse per sua scelta o per motivi differenti) veniva condannato ad una vita dannata, a cui ribellarsi risultava praticamente impossibile.
Il nostro Grande Uomo sarebbe dovuto essere uno di questi: un essere al di sotto dell’umanità stessa, visto come un aborto. Ma grazie all’amore di un padre e quello nei confronti di una donna, seppur non corrisposto, riesce a non arrendersi ad una vita misera imposta da terzi. Non fraintendiamoci, la solitudine e le ingiustizie sono il minimo che il protagonista si ritroverà comunque a vivere ma, a differenza di tanti altri, non avrà paura di dire la sua, di farsi valere per difendere chi ne ha bisogno e di mostrare pietà laddove nessuno lo avrebbe fatto per lui. A tutto ciò va unita la tipica estremizzazione di Powell che porterà lo spettatore ad imbattersi in scene anche troppo esagerate se rapportate all’effettiva motivazione scatenante, ma tutto riuscirà comunque a risultare pertinente e mai troppo sopra le righe. Ci ritroviamo quindi a vivere la vita di un emarginato, a cui l’intero mondo ha voltato le spalle, a cui sono strappate tutte le poche cose buone mai avute per lasciare esclusivamente spazio ad odio e vendetta verso una società di inetti e gradassi che grazie a qualche centimetro in più crede di avere maggiori diritti.
Quello che abbiamo tra le mani è un noir di tutto punto, in cui è la violenza a farla da padrone dipingendo un affresco con il sangue di chi ha commesso atti talmente riprovevoli da essere indicibili. E come si tratta chi ha perso tutta la propria umanità macchiandosi di azioni simili? Come ci si può rapportare con il vero subumano? Solo parlando la sua lingua, ripagandolo con la stessa moneta fatta di sofferenza e disperazione. Una vendetta per tutti coloro che sono stati schiacciati e non hanno avuto la fortuna e la forza di sapersi rialzare, perché è questo che farà il nostro Big Man (di cui, con un grande simbolismo, non verrà mai detto il nome, essendo presentato solamente con questo appellativo affibbiatogli in senso ovviamente dispregiativo).
Il ritmo è scandito inoltre da un’incognita: qual’è il movente che fa scattare la furia vendicativa di Big Man? Cosa lo porta a tornare nel proprio, retrogradopaese per punire tutti coloro che un tempo lo avevano emarginato riaprendo un capitolo ormai chiuso della propria vita?
Powell e Wiesch optano per una narrazione schietta e diretta, dove non si tenta di utilizzare giri di parole o indorare la pillola: sono tempi duri, quelli rappresentati, ed in un modo altrettanto duro vengono narrati. A coadiuvare questo stile narrativo troviamo gli altresì splendidi disegni di Eric che risultano essere sempre una garanzia. Lo stile estremamente pulp, fatto di continue splash page, è di grande impatto e si concentra puntualmente sull’azione e sulle interazioni dei personaggi, trovando il proprio culmine nei momenti più concitati e violenti.
Big Man Plans è complesso nella sua semplicità, perché nonostante il modo molto diretto con cui gli argomenti vengono affrontati, quello che trattano è materiale estremamente serio, che può fornire un ottimo spunto di riflessione sia sul passato che sul presente. L’emarginazione basata sul rispetto di uno dogma sociale, religioso o politico non può portare altro che male. In altre parole: si può essere grandigrossipotenti e non contare comunque nulla; si può essere piccoli ed emarginati ed avere ugualmente la forza per distruggere tutto.
Edito dalla Panini Comics, il volume cartonato è disponibile qui al prezzo di 14,00 €

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