#PaniniComics / Daredevil: Padre

Mirko Tommasino

Quando sarò padre, non vorrò mai che le conseguenze delle mie azioni possano influenzare negativamente la vita di mio figlio. Mi piacerebbe poter chiudere tutti i miei errori in una scatolone e nasconderli sulla mensola più alta dell’armadio più nascosto della casa, fuori dalla portata di mio figlio. Vorrei regalargli la libertà di compiere i suoi errori, lungo la sua strada, senza costringerlo a sentire continuamente il mio fantasma dietro di sé.

Daredevil: Padre (edito da Panini Comics) è la lettera commossa di un figlio che, per la prima volta, riconosce l’influenza del padre nella sua vita in maniera ambivalente, navigando a vista in quella zona grigia in cui non è tutto buono o cattivo. Joe Quesada (storia e disegni) confeziona un albo su misura, progettato in ogni dettaglio, estremamente coinvolgente dalla prima all’ultima pagina. Attraverso gli occhi di Matt ci parla di suo padre, e di tanti altri padri che hanno compiuto scelte difficili per il bene dei propri figli.

C’è un nuovo assassino seriale a New York (Johnny Bulbo), un nuovo gruppo di super giustizieri (Santeros), un vip (Nestor “Nero” Rodriguez) riemerso dal nulla dopo un periodo d’isolamento e nuovi clienti per Matt Murdock e Foggy Nelson. Infine c’è Daredevil: enorme, stanco e solo, come una montagna che frana a valle. Daredevil: Padre aggiunge uno strato di complessitàattorno a ogni ricordo del passato di Matt, riproponendogli le stesse sequenze viste in altre occasioni sotto una nuova luce, evidenziando particolari mai notati e dettagli che stravolgono il senso di lettura degli stessi.

Un figlio può indossare le scarpe del padre quando diventa abbastanza grande per riconoscere che la sua impronta sarà sempre diversa rispetto a quella precedente. Posato l’infantile mantello dell’eterna ragione, Devil si mette in discussione come figlio e come uomo, prima che come vigilante. Rielabora i suoi ricordi e la sua vita, sedendosi dalla parte del torto, al posto di Battlin’ Jack Murdock. Attraverso le scelte del padre, rivivrà i crocevia incontrati durante la sua infanzia, osservandoli da una prospettiva diversa.

Daredevil: Padre è una passeggiata immersa nel nero dell’animo umano, avendo come uniche guide il giallo e il rosso. Di chi vi fiderete questa volta? Del passato, così incancrenito nella memoria da assumere tonalità seppia o del presente, talmente carico di nuove emozioni carnali da apparire rosso come il sangue? Quesada ci lascia liberi di scegliere, dalla prima all’ultima pagina. Ci lascia soli, con i nostri preconcetti e le nostre teorie dall’inizio alla fine.

Poi succede qualcosa, e tutti facciamo i conti individuali con scelte personali.

Il bambino capisce che il padre non è l’incarnazione immacolata del bene o corrotta del male, e in quell’istante il suo presente crolla. È forse questo, il più grande merito e la più grande colpa dei padri: smontarci le ruote di sostegno dalla bicicletta lasciandoci sbattere la testa per terra.


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