#PaniniComics / EMPRESS Vol.1: Un’avventura spaziale riuscita a metà

Filippo Garofalo

Mark Millar e Stuart Immonen. Due nomi, due grandi artisti. I lavori cui hanno preso parte parlano per loro, vantando collaborazioni con le grandi case editrici americane Marvel e DC. Per la prima volta li vediamo unire le forze con Empress, miniserie di sette episodi, edita in Italia da Panini Comics, originariamente pubblicata dalla Marvel Comics.

Partiamo subito col dire che Empress non è una storia entusiasmante. Non per questo è da ritenere brutta o degna di poca nota. Semplicemente si prefige degli standard e degli obiettivi che il lettore intravede ma che non esplodono mai propriamente. Sui disegni c’è poco da dire, è Immonen. L’amore per il tratto estremamente dettagliato e armonioso, insieme all’esperienza sulle pagine di Star Wars, si vede tutto. Non si può far altro che lasciarsi investire dalle ambientazioni stellari e dal sorprendente dinamismo che Immonen riesce a rappresentare. Personalmente ritengo che, più che una storia in stile Star Wars (quale voleva essere l’idea), Empress sia più simile a un’avventura dei Guardiani della Galassia. Un gruppo assemblato rapidamente, rocambolesco e sfacciatamente spericolato.

Ambientato milioni di anni fa, in un universo in cui la nostra razza non aveva ancora fatto la sua comparsa. La miniserie è una corsa frenetica e anche un po’ sfiancante per il lettore stesso, messa in atto da Emporia, la protagonista, per allontanarsi il più possibile dal marito padrone e tiranno, Morax. A lei si uniranno i suoi tre figli e la guardia del corpo, un moderno Star-Lord che nella caratterizzazione lo ricorda moltissimo. I personaggi non vengono particolarmente approfonditi, se non per una rivelazione finale molto prevedibile. Difficile dunque immedesimarsi o anche solo affezionarsi a qualcuno del gruppo. Anche le situazioni critiche in cui i personaggi finiscono invischiati, si risolvono troppo facilmente e velocemente, quasi non si percepiscono.

Empress sembra una serie realizzata andandoci con i piedi di piombo, forse anche troppo. Non decolla mai in maniera vertiginosa. Il dislivello tra sceneggiatura e disegno è netto. Il genere è sempre stato sulla cresta dell’onda, l’idea di fondo della storia è anche piacevole. Chiaramente i conflitti spaziali e tutte le assurdità aliene non possono non piacere. Il problema sorge quando al termine delle 200 pagine di storia il lettore conosce poco e niente dei personaggi e soprattutto del mondo che gli viene presentato. Ero molto curioso di leggere questa storia proprio perchè, come molti altri, in passato ho amato i singoli autori. Deluso? Un po’. Ma attendo volentieri il secondo volume della serie, magari per ricredermi.


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