#PaniniComics / Le cronache di Wormwood Omibus

Flavia Bazzano

La Pasqua: il più solenne dei giorni del calendario cristiano, momento di celebrazione della Nuova Alleanza e dell’avvento del Regno di Dio. Per i più sarà solo l’ennesima tavolata con i parenti o una scusa per ingozzarsi di cioccolato, ma per noi di Geek Area le tradizioni sono importanti; per questo festeggiamo con la recensione di Le Cronache di Wormwood Omnibus, uscito a marzo per i tipi di Panini Comics.

Una bella soddisfazione per i lettori italiani che potranno gustarsi in un consistente volume cartonato tutto a colori le cronache nella loro interezza: Chronicles of Wormwood #1/6, Chronicles of Wormwood: The Last Enemy GN, Chronicles of Wormwood: The Last Battle #1/6

Trattandosi delle avventure di Danny Wormwood, ovvero l’Anticristo in persona, dovremmo invitare i lettori più devoti a guardarsi da questa raccolta; 368 pagine di puro anticlericalismo e di sfrenate blasfemie non sono cosa facile da digerire, dopotutto. Eppure, da bravi avvocati del diavolo (è proprio il caso di dirlo) spezzeremo più di una lancia a favore dell’opera di Garth Ennis.

Se i primi sei esilaranti episodi della serie (qui la recensione) avevano presentato Danny, Jay (esatto proprio il figlio del capo) nonché rappresentazioni di Satana, del Padreterno e del Papa decisamente fuori dai canoni, adesso la battaglia è più complessa. Finalmente conosciamo Wormwood nei più intimi aspetti della sua imperfezione, quasi “umana”. L’inglese è deciso nel voler evitare l’Armageddon a tutti i costi, ma sono in agguato altri problemi più terreni e tanti terribili nemici. Sulla tavolozza dei coloristi un colore domina sugli altri: sangue, rosso come nei più violenti sogni di Tarantino, tanto che al confronto l’ascensore di The Shining è una tavola della Pimpa. Le pagine delle cronache sono sature di pugni, di ferite, di piaghe e putrefazione, un tripudio grottesco al quale Danny, Jay e il coniglio Jimmy dovranno porre rimedio se vogliono assicurare la salvezza del mondo per come lo conoscono. Per quanto vada alla malora, non merita di essere distrutto (per il momento).

La cosa paradossale è che nonostante tutto l’impegno, le cronache di Wormwood non solo non riescono a essere un brutto fumetto ma sono anche portatrici di riflessioni. Il pazzoide irlandese è riuscito dove in molti falliscono. Cavalcando i draghi dell’ironia e dell’assurdo Ennis ci parla di politica, di razzismo, di pedofilia, ma anche di rapporti umani, etica, media, e infine lancia un messaggio.I dogmi possono e devono essere infranti: ciò che è scritto potrà essere cancellato, se due mani e una zampa di coniglio afferreranno la penna.

Da Geek Area vi auguriamo buona lettura, e occhio al coniglio pasquale: se parla, state certi che non vi sta portando le uova.

 


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