#PaniniComics / Moon Knight: dalla morte alla notte – Il ciclo

Daniele D'urso

Avete mai sentito parlare del Dio egizio Khonshu??

Se siete fortunati, probabilmente no, ma c’è chi di fortuna ne ha avuta ben poca! Come un certo Marc Spector alias Moon Knight.

Eh sì, perché il signor Spector, in fin di vita, si è imbattuto per una spiacevole casualità di eventi in questa antica e vendicativa divinità egizia dall’animo tutt’altro che docile. L’incontro l’ha reso uno degli eroi più complessi e psicotici dell’interno universo Marvel, basti pensare che il buon vecchio Captain America, uno che di eroi se ne intende, lo ritenne più squilibrato di The Punisher, che tutto sommato non è certo un agnellino!

Ma le disavventure di Mr Knight non finisco certo qui! Per poter operare con maggior efficienza, il Cavaliere Lunare ha creato altre due identità: il milionario Steven Grant e il tassista Jake Lockley, e i problemi sono cominciati proprio quando i confini tra le tre personalità si sono fatte sempre più labili, minando la sanità mentale dell’uomo e la credibilità delle sue azioni da vigilante.

La serie Moon Knight: Dalla Morte edita per l’Italia dalla Panini Comics narra le disavventure di quest’animo tormentato alle prese con la criminalità che di notte infesta la città di New York. Attraverso la sapiente guida di Warren Ellis (Trasmetropolitan, Iron Man: Extremis, Avengers: Guerra senza fine), ormai guida consolidata e certezza assoluta nel mondo dei comics, i disegni di Declan Shalvey (Deadpool) e i colori di Jordie Bellaire, il primo albo, composto da sei numeri, presenta le storie ambientate dopo la miniserie Moon Knight di Brian Bendis e Alex Maleev, e il ritorno nella Grande Mela, in cui vengono esplorati gli angoli più remoti ed oscuri della città e della sofisticata e debole psicosi del protagonista, rispettando la genesi del personaggio ma allo stesso tempo promuovendo vie inesplorate.

Dimenticate i modelli eroici in calzamaglia che invadono ogni giorno con i loro sorrisi smaglianti l’immaginario collettivo: Moon Knight è tutt’altro genere. Asociale, distaccato, nervoso, perennemente irritabile, con pesanti disturbi legati alla sua doppia vita, presenta una triplice identità persino quando indossa la maschera, un mix di pura follia e malsano e scellerato senso del dovere, un vigilante talmente ambiguo da non suscitare fiducia nemmeno tra i suoi più intimi alleati. Grazie all’ausilio di un potentissimo arsenale di armi e incredibili mezzi di trasporto, Moon Knight si sclaglia con fragore e senza remore contro tutti e tutto, indipendemente dalle colpe o dalle scelte dei suoi antagonisti, senza risparmiare nessuno.

E come se fossimo dietro uno schermo, alle prese con una serie Tv, il secondo albo dedicato al protettore dei viaggiatori notturni riparte dove avevamo lasciato il primo; nuovamente diviso in sei numeri, con il cambio del team creativo, troviamo Brian Wood (DMZ, Star Wars, Ultimate Comics: X-Men) e Greg Smallwood (A+X) al timone; se Ellis ci aveva mostrato un personaggio diverso e apparentemente più stabile, anche attraverso l’aiuto di un’ottima alleata, in Moon Knght: Blackout tutte queste certezze vengono improvvisamente meno e, allontanato dal suo stesso dio protettore, Marc Spector  dovrà vedersela con i suoi demoni da solo. Questo secondo anno vede un’assoluta crescista del livello narrativo, grazie anche alle salde basi utilizzate dalla precedente gestione.

Conclude questo ciclo Moon Knight: Nella Notte, scritto da Cullen Bunn (Deadpool kills the Marvel Universe) coadiuvato dai disegni di Ron Ackins (Uncanny X-Men special) e German Peralta (Axis: Carnage) che in cinque numeri riprendono lo stile lasciato loro in eredità presentando un cavaliere lunare nuovamente in mutamento, che ha incrinato definitivamente il rapporto con l’essere ultraterreno di cui è l’avatar e per via di ciò appare più motivato e libero di adempiere al proprio dovere.

Questo triplice ciclo narrativo di Moon Knight è consigliato per chi è alla ricerca di una storia urbana inusuale, con situazioni che superano il semplicistico concetto di giusto o sbagliato, dove il giudizio morale di una personalità ambigua che si è auto eletta a vigilante solitario è accusa, giudice e giuria nei confronti della criminalità che invade le strade di New York.


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