#PaniniComics / The Winter Soldier: L’Uomo sulle Mura e Nel Vuoto

Daniele D'urso

James Buchanan Barnes, per gli amici Bucky, è da sempre uno dei personaggi più complessi dell’interno universo Marvel. La sua storia editoriale, se pur sommariamente breve, inizia nel marzo del 1941. Per farci un’idea, precede la nascita della stessa Casa delle Idee per poi apparentemente sparire nel 1945 quando verso la fine della seconda guerra mondiale, in seguito ad un esplosione, il suo corpo non viene più ritrovato e se ne presume la morte.

Per molti anni Bucky rimane un’icona nel mondo dei Vendicatori, e il suo eroico sacrificio spinge all’azione Steve Rogers in primis ed intere generazioni di eroi successivi.

Questo fino al 2005, anno in cui in un grandissimo ciclo sceneggiato da Ed Brubaker e disegnato da Steve Epting, si viene a conoscenza di come in realtà Bucky  fosse ancora vivo e fosse stato trasformato dai servizi segreti sovietici in un micidiale ed infallibile killer, in seguito ad un lavaggio del cervello che ne ha minato la psiche. Sotto il nome di Soldato d’Inverno, l’ex miglior amico di Captain America è apparentemente rinato, e per decenni ha lavorato segretamente dall’altra parte della barricata senza esser mai scoperto.

L’incontro con il suo vecchio amico d’infanzia è stato fondamentale per il processo di redenzione che ha portato Bucky a tornare dalla parte dei buoni, fino ad arrivare a brandire (per un certo periodo) lo scudo di Captain America in assenza di Steve, riconsegnandolo successivamente al legittimo proprietario.

Post crossover Original Sin, il mondo ha nuovamente creduto alla fine di Bucky per poi essere ripetutamente smentito. Ora Barnes si trova al posto del primo Nick Fury come Uomo sulle Mura (colui che per primo deve occuparsi delle minacce aliene alla Terra). Ritroviamo l’ormai ex Soldato d’Inverno alle prese con una nuova e avvincente serie edita dalla Panini Comics.

Composta da due albi brossurati, L’Uomo sulle Mura e Nel Vuoto, scritti da Ales Kot, sceneggiatore originario della Repubblica Ceca (che prima della Marvel ha già lavorato per l’Image e la DC) e disegnati da Marco Rudy (artista brasiliano che ha collaborato per molto tempo con i Boom! Studios), la storia è una space-opera tremendamente introspettiva e psicologica che vede Barns alle prese con una serie di manacce provenienti indistintamente dallo spazio e da altre dimensioni. Ad aiutare la celebre spalla di Captain America in queste missioni multidimensionali c’è Daisy ‘Quake’ Jonhson, ex agente ed ex direttore dello S.H.I.E.L.D., dotata di incredibili poteri sismici.

La sapiente sceneggiatura riesce a catturare il lettore catapultandolo in questo mondo spaziale fedelmente raffigurato dai disegni di Rudy (dal fortissimo tratto impressionista), visivamente emotivi da sembrare psichedelici senza perdere l’eccellente qualità del colore. Le tavole diventano quasi una visione onirica, e le sorprese non finisco di certo qui.

La storia che viene ambientata in due diverse dimensioni e ha due diversi artisti a seguirne gli sviluppi. Se originariamente il disegno di Rudy è unico, a lungo andare affiorano le tavole di Langdon Foss (disegnatore dal tratto più canonico) che si occupa della seconda dimensione parallela che ci viene raccontata in questi due albi.

Le due realtà ci vengono presentate come assolutamente opposte dai due artisti passando dalla dimensione oscura e fortemente dark di Rudy, a una quella più semplice e candida di Foss, creando un alternanza che lascia il segno.

Il soldato d’inverno di Ales Knot è un space-opera che ha veramente poco di tradizionale. Volta ad un universo di possibilità gigantesche, in grado di intraprendere un viaggio tra lo spazio e il tempo, non mette in secondo piano l’assoluta validità della storia che mantiene la solidità dell’intreccio narrativo.

Volume uno e volume due disponibili sul sito Panini Comics.


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