#Paperi / Paperugo di Marco e Giulio Rincione

Mirko Tommasino

Ho letto Paperugo in un pomeriggio uguale a mille altri, mentre ero a studiare all’università. Lo cercavo da giorni (con scarso successo) in fumetteria, la voglia improvvisa di leggerlo mi ha portato all’acquisto della copia digitale sul sito Shockdom.

Cos’è Paperugo? È il primo numero della serie “Paperi” firmata da Giulio e Marco Rincione. Racconta la vita di un papero attore, l’uomo sotto la maschera.

Di questo fumetto mi ha colpito ogni cosa, davvero. Paperugo è un attore che soffre di depressione, quella depressione che ti fa fare ragionamenti sconnessi costituiti di frasi brevi, mentre porti sulle spalle il peso del mondo. Non guarda mai dritto davanti a sé, ha lo sguardo fisso verso i piedi, perché non riesce a sostenere il contatto con la realtà che lo circonda: così cattiva, così diversa da lui.

I disegni colpiscono fin dalla copertina, 32 pagine di illustrazioni splendide che accompagnano il protagonista tra altri paperi che (nonostante lui non lo capisca) gli somigliano molto.

Non c’è una narrazione vera e propria, non è il racconto straordinario di una vita particolare: è la triste consapevolezza della routine quotidiana che continuerà a spingerci sempre più in fondo, senza via di fuga.

Paperugo colpisce così tanto perché somiglia a quel lato di noi che tutti vorremo cancellare, mette in risalto le paure recondite e nascoste che ogni giorno copriamo goffamente con una maschera.

A differenza di noi, Paperugo ha avuto il coraggio di togliere le lenti a contatto che gli fanno gli occhi grandi e belli, così adatti al pubblico. Indossando gli occhiali, toglie il velo di finzione e ci chiede una sola cosa: lasciarlo solo nell’oblio.

Consigliato a tutti, da maneggiare con cura.


Comments are closed.

Caricando...