#Play7 / Tzitzimime – El Dia de la sangre

Fabrizio Mancini

L’altro giorno il nostro caporedattore mi presenta Francesco Biagini. Non avevo mai letto nulla di suo, ma so chi è, avevo già visto qualcosa su internet e bramavo di leggere qualcosa. Così il giorno dopo al Perugia Comics il buon caporedattore decide di comprare Tzitzimime disegnato proprio da Biagini. Non potevo non approfittarne.

In 18 tavole si consuma un horror dai risvolti interessanti. C’è un forte sapore di leggenda, Stemmark costruisce il tutto su solide basi mitologiche che si intrecciano bene tra riti aztechi e figure dell’orrore popolare. La storia ha dei validi punti di svolta all’inizio ma cala in un prevedibile finale, che però funziona nel significato ultimo dell’opera. Nota veramente negativa sono le “stecche” nei dialoghi. Molti sono ridondanti e potevano tranquillamente non essere inseriti, altri invece non funzionerebbe nella logica di una reale conversazione. Peccato, perché le premesse erano intriganti. 

Di negativo Biagini non ha nulla, anzi ce l’ha ma è la tecnica degli spazi negativi. Chiari scuri decisamente potenti dai tratti infinitamente diversi. Le tavole sono talmente cariche di dettagli e di forza che vorresti continuare ad osservarle per comprendere ogni minimo gesto che l’artista perugino compie. I volti così spaventosamente espressivi, e i mostri talmente complessi e veri che terrorizzano in ogni dettaglio, il tutto in uno spillato di fattura pregiata.

Difatti il buon caporedattore ha chiesto uno sketch di Cthulhu, che le mani di Bigini hanno risvegliato dal sonno eterno.


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