#QuantumAcademyApocrypha / Luca Baino racconta Quantum Academy

Mirko Tommasino

Dopo l’esperienza positiva vissuta durante la passata edizione del Lucca Comics & Games, anche quest’anno noi di Geek Area seguiremo la Manfont durante la lavorazione del nuovo volume Apocrypha, dedicato a Quantum Academy di Luca Baino e Lorenzo Susi. Fino alla presentazione, che avverrà a Lucca in autunno, ogni mercoledì vi proporremo contenuti esclusivi sul progetto: interviste, approfondimenti ed anteprime.

Prima di lasciarvi alle parole di Luca Baino (autore del volume e CFO Manfont), vi invitiamo a dare un’occhiata agli approfondimenti dello scorso anno, dedicati ai volumi Apocrypha di Yamazaki 18 Years (Gentlemen Kaiju Club) e 2700 (Manfredi Toraldo) che, come quest’anno, sono stati realizzati dagli autori della Scuola Internazionale di Comics.

 

Ciao Luca, grazie per averci concesso quest’intervista. Andiamo con ordine: parlaci del tuo lavoro in qualità di Editor in Chief ManFont. Cosa significa ricoprire quel ruolo in un’associazione culturale di autori indipendenti?

Ciao Mirko, grazie a voi.
Il mio ruolo di Editor in Chief in questi ultimi tre anni belli pieni è racchiudibile in un concetto solo: risolvere problemi.

Ed è valido per ogni fase di lavorazione, dalla stesura di un’idea, allo studio del piano di pubblicazione annuale.

Poi, come spesso capita agli inizi di un’Associazione Culturale o di una Start Up, le etichette professionali sono, per l’appunto, solo etichette… dei suggerimenti di massima.

Il resto, sta al buon senso e alle necessità del momento. Ma diciamocelo… questo è un lavoro che si impara sul campo. Un problema, e un errore, alla volta.

Però ora non sei più l’Editor in Chief della ManFont… o sbaglio?

Non sbagli.

Attualmente, parlando sempre di etichette, sono il CFO (Chief Financial Officer) che per chi non mastica acronimi anglofoni aziendali, è quello che si preoccupa della sfera economica.

Si è trattato di una scelta abbastanza difficile. Ma in un periodo di forte crescita, come quello attuale della MF, ho pensato che fosse necessario dedicare maggiori energie alla gestione delle risorse economiche, oltre che al reperimento di nuovi fondi. Un nuovo compito che sto svolgendo, usando come competenze di base ciò che ho imparato in un decennio di commercio editoriale.

Il mio precedente ruolo è stato ora ricoperto da Pietro Di Giampietro, un vecchio squalo del mondo dell’editoria a fumetti, che ha le idee ben chiare sul livello qualitativo delle nostre prossime produzioni.

L’anno scorso avete dato la luce a due volumi del progetto Apocrypha, di cui abbiamo seguito l’intera lavorazione sul nostro sito. Qual è il vostro bilancio a riguardo?

Come nuovo CFO (ridacchia) posso dire che il bilancio economico è stato molto positivo per il progetto di 2700, mentre un po’ più debole su Yamazaki.

Come ex Editor in Chief e insegnante sono pienamente soddisfatto.

I progetti Apocrypha nascono come strumento didattico in mano alla Scuola Internazionale di Comics di Roma e credo sia una fase di crescita fondamentale, quasi un rito di passaggio, per questi futuri professionisti. Si fanno le ossa, si misurano con un’impresa ardua, imparano a capire cosa significa fare questo mestiere.

Si tratta davvero di una prova del fuoco. Dopo i progetti Apocrypha, per gli autori coinvolti, cambia tutto. In un modo o nell’altro.

Con questo progetto, avete avuto occasione di entrare in contatto con numerosi studenti della Scuola Internazionale di Comics. Com’è andata questa collaborazione?

Ammetto che ho seguito pochissimo i progetti Apocrypha 2016 per via delle incombenze di gestione dell’Associazione… non a caso il mio cambio di ruolo. Inoltre sapevo che Manfredi Toraldo e David Messina erano sul pezzo come non mai! Però il Master 2016 è stato un anno di grandi talenti. A distanza di appena un anno alcuni di loro hanno fatto salti professionali enormi. L’esempio più alto è Marika Cresta che ha recentemente iniziato a lavorare in Marvel! Alla faccia di chi sostiene che le Scuola del Fumetto in Italia servano solo a rubare soldi ai wannabe.

Veniamo ora al volume scelto quest’anno: Quantum Academy, firmato da te e Lorenzo Susi. Come mai è stato scelto proprio questo lavoro?

C’è gente che si mena

Ci sono dei mostri sempre diversi e con massima libertà creativa.

Ci sono complotti e cospirazioni.

Davvero… non so cosa poteva esserci di più adatto. (ride)

Da cosa nasce Quantum Academy?

Dalla voglia di dimostrare che anche degli italiani possono raccontare storie all’americana. Senza filtri italici, ma proprio come se fossimo americani. L’idea alla base di QA deriva da un insieme di suggestioni dell’infanzia che io e Lorenzo condividiamo: Evangelion, Buffy ed Angel, Il Signore delle Mosche, Battle Royale etc. Quando penso a tutto il progetto sono molto felice, perché volevo raccontare QA da una vita… e grazie a Lorenzo e Flavio Dispenza ci sono riuscito.

La collaborazione con Lorenzo Susi come si è strutturata?

Era il 2013.

All’epoca stavo lavorando, insieme a Luca Amerio, sulla sceneggiatura del mio secondo volume per la BeccoGiallo, L’Aquila 3.32, un libro incentrato sul terremoto del 2009 e sugli anni che seguirono.

Lorenzo è di origini abruzzesi e, all’epoca, stavamo cercando un disegnatore locale che volesse raccontare quella storia. Le prove non convinsero l’editore perché, per l’appunto, troppo americane… anche se, a dirla tutta, Lollo all’epoca stava sperimentando il suo stile più cartoon e underground.

Fatto sta che, a pelle, Lorenzo mi era piaciuto molto, così gli parlai di QA e gli feci leggere qualcosa… il resto è fumetto.

 

Però la sceneggiatura di QA Apocrypha non è stata scritta solo da te. Cosa ci puoi raccontare dei co-sceneggiatori?

Scrivere questa sceneggiatura è stata una faticaccia. Il volume sarà composto dalla storia principale che, fino all’ultimo, è stata concepita e scritta sia per 4, che per 5 capitoli. Non è stato facile. Inoltre, verso la fine della lavorazione, sono state necessarie altre 7 storie brevi da poche pagine su personaggi minori. Sì, alla fine abbiamo messo anche quelle (ride).

Alla sceneggiatura dei cinque volumi da 20 pagine mi hanno aiutato Marco Ventura (un capitolo e mezzo) e Marco Russo (un capitolo), due colleghi di grande talento, nonché due amici. Inoltre, Russo ha anche scritto alcune storie brevi e… il buon Lorenzo si è cimentato nella scrittura. Ricordo ancora come andarono le cose….

  • Luca… viste le scadenze… ti serve una mano con le sceneggiature brevi?
  • (profondo respiro mio…) Sì, Lore. Sono così disperato che sì… scrivi!
  • Oh, ma io non sono capace!
  • Massì, che sei bravo! Tu scrivi, io sistemo le cose.

Gli amici veri si vedono nel momento del bisogno!

Il volume ha una forte componente teologica, il Bianco come forza divina immanente che intercede nelle vite degli uomini. Come mai avete scelto un tema simile?

L’idea era che gli esseri umani, ma soprattutto i ragazzi protagonisti, si misurassero con eventi semplici e classici (mostri che compaiono dal buio) ma dietro cui ci fosse una sorta di potenza ancestrale dalle intenzioni misteriose.

Io sono fermamente convinto che nella vita, se lo puoi immaginare lo puoi fare.

Non con la velocità del pensiero, come fanno i Quanti con il Loop… ma si può fare. La mente plasma gli eventi e le persone. Il presente determina il futuro.

Ovviamente c’è sempre un conto da pagare.

Per dirla in una citazione:

“Non stai ragionamento quadrimensionalmente, Marty!”.

Qui non si parla di viaggi nel tempo, ma delle leggi che controllano l’universo.

…e spontaneamente: come mai avete voluto raccontare le contrapposizioni Religione / Tecnologia – Mente / Materia?

Mi definisco un uomo di scienza dalla forte spiritualità.

Io ho un passato e una laurea da Biotecnologo.

La scienza mi piace, sono un grande sostenitore dei vaccini (ridacchia), ma ho sempre pensato che la versione del mondo proposta unidirezionalmente dalla scienza sia un po’ limitata. Credo che l’essere umano sia molto più di filamenti di DNA codificati in proteine.

Il mondo là fuori è qualcosa di estremamente complicato. Cerchiamo di dargli regole, di imporre il nostro pensiero con la forza della mente e delle nostre azioni. A volte funziona, a volte no. Non credo che sia anarchia, credo sia un sistema molto più complesso di quello che comprendiamo.

D’altronde, scienza e religione sono fedi diverse.

Mi ha sempre divertito il fatto che non si creda in qualcosa di spirituale perché non ci sono prove, ma ci beviamo qualunque ricerca scientifica pubblicata sul Leggo. Ho lasciato fuori, per ora, la Magia perché la conosco troppo poco… in futuro chissà 😉

Il Bianco, però, non è (forse) sempre benevolo con gli umani. Avete parlato di Anomalie, come fossero una punizione divina. Come mai questa scelta?

Non volendo raccontare troppo dei retroscena cosmici di QA, era importante trasmettere diverse possibilità sulle Anomalie e sul loro scopo. In un contesto teologico potrebbero essere paragonabili alla furia di un Angelo Vendicatore o di un Diluvio Universale, in una chiave più moderna da Nuovo Testamento invece sarebbero viste come prove da superare per raggiungere il proprio compimento, come razza umana. Da un’ottica scientifica, invece, si tratterebbe più di una legge del contrappasso o, se preferisci, di omeostasi cosmica.

L’interessantissimo personaggio di Cassandra (e tutti gli altri che gravitano attorno ad essa), al centro di questo mondo così particolare: da cosa sei partito per delineare la sua personalità?

Grazie per il complimento alla nostra bionda preferita.

Guarda… nella primissima stesura di QA, Cass era solo una comparsa, un personaggio del tutto secondario e più giovane. Nella stesura definitiva era diventata la protagonista.

QA è un mondo in cui nessuno è davvero come appare: tutti hanno un secondo fine e si nascondono dietro maschere di ogni tipo. Ho sentito necessaria la presenza di un personaggio che, pur mantenendo la coerenza di questa regola, spingesse il lettore a pensare che fosse l’eccezione. Cassandra è quella persona che quando ti guarda negli occhi e ti dici che “andrà tutto bene”, ti convince perché è la prima a crederci.

Quindi Cassandra ha anche una componente oscura?

Non direttamente… ma ci vive.

Lei vive in mezzo ai complotti e conosce cose che la maggior parte della gente non può accettare come vere. Segreti in grado di piegare la psiche di una persona verso il lato oscuro, ma la nostra Cass è troppo buona per cedere. Lei è il personaggio che lavora nel buio, nell’oscurità, a contatto con misteri che non farebbero dormire di notte, ma non ne viene toccata. Rimane pura e non cede mai.

Una cosa buffa: quando vidi la prima stagione di The Flash, pochi mesi dopo la stampa del primo volume, il quadro psicologico del giovane Barry Allen era molto vicino a quello di Cass. Un personaggio buono che si ostina a dire:

“Io posso salvare tutti, quindi lo faccio!”

Amo la decostruzione del mito del superuomo iniziato da Frank Mller e proseguito sul mercato americano negli ultimi 20 anni… ma, per me, i supereroi sono e restano portatori di speranza.

Narrativamente parlando, il volume di QA Apocrypha è un prequel, che si svolge un paio di anni prima dell’inzio della serie. Una volta mi hai detto che odi i prequel. Come mai questa scelta?

Beh… il futuro di QA lo stiamo raccontando io e Lorenzo.

Inizialmente si era pensato di fare delle piccole storie di approfondimento su vari personaggi secondari e non, caratteristica peculiare dei progetti Apocrypha… ma, in tutta onestà, l’idea mi annoiava enormemente. E con la potenza di fuoco di un Master della Scuola di Comics, mi sembrava quasi di sprecare un’occasione.

Così decisi di creare un “campo da giochi” un po’ più libero per questi giovani disegnatori e contemporaneamente, di divertirmi a raccontare una storia nuova, a cui non avevo mai pensato prima. Continuo a pensare che la maggior parte dei prequel siano inutili… ma sono sicuro di affermare che, nel nostro caso, sarà una storia fighissima!

Ci saranno altri volumi firmati da voi nell’universo di Quantum Academy?

Assolutamente sì. Io e Lorenzo stiamo chiudendo il secondo volume proprio in queste settimane, con i colori della coppia di professionisti Flavio Dispenza e Francesca Cittarelli, reduci da un’impresa per la Image Comics. Sì, quella Image lì… abbiamo la fortuna di lavorare con due professionisti fantastici.

Ma dicevamo… la seconda stagione di QA avrà una velocità narrativa da cardiopalma. In 60 tavole abbiamo concentrato così tanta adrenalina, concetti, botte e approfondimenti di personaggi che il lettore se lo sparerà da cima a fondo senza una pausa. E nel 2019 esce il terzo volume della saga che tirerà un po’ le fila delle sottotrame e aprirà le porte su nuovi scenari futuri. Insomma, io e Lorenzo abbiamo appena iniziato e siamo fomentatissimi!!!

Cosa ti aspetti dal lavoro dei ragazzi del volume di Apocrypha?

Molto di più del loro meglio… attuale! Mi aspetto tavole intrise di sudore estivo e di lacrime di sangue… ma soprattutto, voglio tavole piene di quel talento che ancora non hanno capito di avere davvero!

In che modo pensate di intervenire/guidare il lavoro degli studenti?

Onestamente, Mirko… io e Lorenzo abbiamo curato la parte di desing e scrittura, consegnando ai ragazzi la bibbia grafica e le sceneggiature.

Ora ci sono i loro docenti, David Messina e Sara Pichelli a farli galoppare e non riesco a pensare a nessuno di più competente, sia come docenti che come professionisti, per formare i ragazzi nella loro ultima fase di percorso.

Ovviamente a suon di minacce e botte… chiaro!


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