#quattrochiacchierecon / A Panda piace…rilasciare simpatiche interviste

Francesco Sinisi

Anche in Italia il fumetto sta vivendo un periodo felice, pieno di fervore artistico. L’ultima edizione del Lucca Comics è stata “straripante”. Da qualche anno, gli artisti italiani che con grande qualità stanno lavorando per le majors statunitensi si stanno moltiplicando. E nel Bel Paese è finalmente alla ribalta un bel gruppone di fumettisti che non possiamo più definire emergenti, ma che sono veri e propri “fenomeni” di massa: tra gli altri, Zerocalcare (la cui intervista potete trovare QUI), Sio, Gipi, Ortolani, Recchioni e Giacomo Bevilacqua. A quest’ultimo, siamo riusciti a strappare questa simpatica intervista: dico strappare perché, come avrete modo di leggere, l’autore del più famoso Panda dell’editoria (per riuscire a raggiungere la vetta della fama mondiale dovrà imparare a fare Kung Fu) ha in attivo un botto di progetti interessanti. 

Allora, che aspettate? A Geek Area piace chiacchierare con Bevilacqua! Piacerà anche a voi! Buona lettura..

Ciao, Giacomo. E grazie per il tempo e l’attenzione che hai potuto donarci.

Facciamo finta di non aver mai visto la bella puntata di Fumettology dedicata a te… Chi sei? Da dove viene Giacomo fumettista? E dove sta andando? Che ne è stato di Giacomo attore? 

Allora. Giacomo fumettista nasce a 10 anni dopo aver letto tutti i Tex, i Capitan America, i Vendicatori e gli X-Men di suo padre e dopo aver osservato meticolosamente suo nonno dipingere. Il Giacomo attore nasce lo stesso anno come protagonista della recita scolastica alle elementari. Le strade sono sempre corse parallele, fin quando un giorno il Giacomo fumettista non ha ucciso il Giacomo attore con una matitata su una tempia per problemi di donne, tempo e soldi. Il classico insomma. 

Ti chiami Giacomo Keison Bevilacqua: perché quel “Keison”? 

Ce l’ho da quando una notte, da sonnambulo, mi sono alzato dal letto e l’ho scritto sul muro della mia stanza. Da quel giorno mi è rimasto. Mi ricordavo fosse un pezzo di carta. Invece i miei mi hanno detto che era proprio sul muro. Avevo la carta da parati comunque. Quindi conta come doppio. 

Quali progetti futuri ci sono per te? Ci sono delle novità che puoi anticiparci?

Sì. Allora. Le mie novità per il 2016 sono una cifra. A Febbraio uscirà in tutte le edicole edito da Editoriale Cosmo un fumetto che ho disegnato nel 2009 e che è stato scritto da Giulio Antonio Gualtieri. Si chiamava Homo Homini Lupus ma per questa edizione avrà un titolo e una storia diversa e avrà 15 pagine in più che ho disegnato di recente. A Maggio, edito da Panini, in tutte le librerie e fumetterie, uscirà ANSIA: LA MIA MIGLIORE AMICA, una graphic novel di ‘A Panda piace’ di più di 400 pagine che, di base, è la versione riveduta e corretta degli 8 numeri della miniserie “A Panda piace l’avventura” uscita in edicola dal dicembre 2012 al febbraio 2014.

A settembre invece uscirà IL SUONO DEL MONDO A MEMORIA, la mia graphic novel per Bao Publishing ambientata interamente a New York, e su cui sono a lavoro già da un po’.

Ho scritto, disegnato, colorato e consegnato una mia storia per Dylan Dog, ma non so ancora quando uscirà.

E sono a lavoro anche su uno special della testata LE STORIE della Sergio Bonelli Editore. Anche questa scritta, disegnata e colorata da me, e anche questa non ho un’ idea precisa di quando vedrà la luce. 🙂

Al di là di questo, continuo a pubblicare le vignette di ‘A Panda piace’ su www.apandapiace.com e su facebook.com/pandapiace, e a dicembre dovrebbe (in teoria) ripartire la mia collaborazione con multiplayer.it per cui faccio delle vignette di Panda che parlano di videogiochi.

Ormai sono tanti anni che ti prendi cura di Panda, con grande successo. Nato come un gioco tra amici, è divenuto un lavoro molto impegnativo (webcomic, serie da edicola, personaggio ospite di importanti magazines e romanzi grafici). Ci si può stancare di queste proprie creature? A te è mai successo? Credi che un giorno riuscirà ad andare in pensione? Lo aspetti o ti spaventa quel momento?

Come avrai capito da quanto scritto nella risposta precedente, beh, sento spesso il bisogno di prendermi una pausa da Panda. Il voler raccontare è il motore che mi spinge a scrivere e disegnare fumetti. E Panda non è sempre il mezzo più giusto per farlo. 

Molti lettori potrebbero credere che Panda sia te: che rapporti hai con lui?

Siamo due facce della stessa medaglia. Lui mi aiuta a capirmi. Io lo uso per ascoltarmi, per comprendere me e il mondo che ho attorno. A volte funziona. A volte no. Ma ci siamo abituati entrambi.  

Hai intitolato il tuo blog “Disegno meglio quando il tempo è brutto”: perché? Si sarebbe detto che fossi un uomo più “solare”…

Lo sono. Per questo amo il brutto tempo. Perché la mia “solarità” esce fuori quando ce n’è bisogno e la riverso nei miei fumetti.  

Sullo stesso blog dici di non bere caffè: come ti tieni sveglio nelle ore di lavoro? Se potessimo invitarti per una chiacchiera cosa potremmo offrirti?

Il mio cognome la dice lunga. (Risate preregistrate) [queste se le è messe lui stesso! XD]

Hai molti amici tra i più importanti fumettisti del panorama italiano, che stimi e ti stimano molto, basta leggere “A Panda piace… fare i fumetti degli altri (e viceversa)”; nei “Diari della puzza” ci sono degli scambi divertentissimi tra te e alcuni di loro da morire dal ridere (complimenti davvero!): cosa vorresti “rubare” all’arte di ognuno di loro?

La mia amicizia con alcuni di loro ha radici ormai ben salde, specie con quelli con cui condivido la città, come i ragazzi dello Studio in Rosso. Conosco Roberto Recchioni da più di 10 anni, e ogni suo suggerimento è stato fondamentale per me e per il mio percorso. Riccardo Torti è come un fratello acquisito, abbiamo iniziato quasi insieme a pubblicare come disegnatori per l’allora Eura Editoriale, sotto la guida di Lorenzo Bartoli, e da lì è nata un’amicizia che, anche se ha avuto degli allontanamenti momentanei, non è mai finita. Con Giulio Gualtieri abbiamo fatto il nostro primo vero fumetto per le librerie; insomma, per citare solo alcuni di loro, il rapporto che abbiamo va oltre quello lavorativo, e se c’è, io penso sempre che bisogna ringraziare quel collante a presa rapida che era Lorenzo Bartoli. Che non ci ha mai davvero lasciati. 

Qual è il tuo sogno nel cassetto, nel tuo lavoro?

Il mio sogno nel cassetto è quello di non vederne mai il fondo. 

Ed infine, la domanda di rito per i lettori di Geek Area, che facciamo ad ogni artista che ha accettato la nostra intervista: quali sono, per te, i fumetti irrinunciabili, i titoli che tutti dovremmo leggere?

Allora…

Un classico: ‘Xenozoic’

Un supereroistico: ‘Devil l’uomo senza paura’ di Miller e JRJr

Un umoristico: ‘Rat-man’

Un manga: ‘Dragon ball’

Un italiano: ‘Dylan Dog: il lungo addio’ di Marcheselli, Sclavi e Ambrosini.

Lasciatemi ringraziare ancora una volta Giacomo Bevilacqua per aver trovato un po’ di tempo per noi tra tutto il suo da fare! Non vediamo l’ora di avere tra le mani il frutto di tutti questi suoi progetti interessanti. Ci toccherà risentirlo dopo per chiedergli come sono andati! ;D

Nel frattempo, stay tuned!!


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