#quattrochiacchierecon / Arturo Lauria: L’aspirante “Eminem dei fumetti”

Daniel Spanò

Il mondo dei fumetti può essere un ambiente duro, ma a volte il talento paga davvero. E’ il caso di Arturo Lauria, giovane lucano classe 1988 che in davvero poco tempo ha iniziato la sua scalata verso il successo. Ragazzo umile e disponibile, ci ha concesso questa intervista un po anti convenzionale, come il suo stile ovviamente, davanti un ad un paio di birre… o erano di più?!? Vediamo se lo indovinate!

Ciao Arturo! Saltiamo i convenevoli e partiamo con la prima domanda: Come sei arrivato dove sei adesso? Che percorso hai dovuto fare?

Vabbè… mia madre mi ha partorito: un evento incredibile! (risate) Poi con la birra sono cresciuto… A parte tutto, io ho sempre disegnato, è questo il punto: non mi sono posto altre domande, mi piaceva e l’ho fatto. Ho deciso di frequentare una scuola qui a Perugia  con Francesco Bigini e Manuel Bracchi come insegnanti nonchè amici e colleghi. Proprio loro mi hanno fatto capire che potevo disegnare fumetti perché io fondamentalmente ero andato lì per disegnare.  Vorrei sfatare questo luogo comune: i miei genitori sono stati molto contenti della mia scelta di declinare l’invito alla droga e alla perdizione in favore del disegno. XD

Praticamente ci stai dicendo che ti ci sei trovato un po’ per caso in questo mondo?

Non è proprio così. La scuola prevedeva un corso di fumetto oltre all’illustrazione; ero io che non avevo idea di cosa significasse il fumetto; io sono andato lì perché sapevo che avrei disegnato.

Quando hai capito che ti piaceva fare fumetti?

C’è stato un punto di svolta, diciamo. Il mio primo esperimento con la realizzazione di un fumetto risale ad un esercizio che ci fecero fare a scuola: dovevamo scrivere e disegnare una storia autoconclusiva che avrebbe poi partecipato ad un concorso, che se non sbaglio si chiamava “Lanciano in fumetto” – tra l’altro, ancora oggi la ritengo una delle cose più “fighe” che abbia mai fatto, perché era completamente “squilibrata”. La cosa divertente è che questa storia è andata perduta… forse la ritroveranno nel 2600 dentro un archivio, chissà… Insomma, dopo questo esercizio ho capito non solo che mi sarebbe piaciuto fare fumetti, ma che mi riusciva anche in maniera facile.

Abbiamo visto i tuoi disegni: salta subito all’occhio lo stile di Mike Mignola, sopratutto per l’uso dei neri; oltre lui, quali sono gli altri autori da cui prendi ispirazione?

Intanto su Mignola ci tengo a precisare delle cose: è il suo modo di disegnare che è talmente iconico che se uno prende da Mignola lo vede anni luce di distanza; però io prendo molto di più da tanti altri disegnatori, come ad esempio da Danijel Žeželj e Miller.

Se non ti fossi accorto di essere bravo a disegnare fumetti, saresti stato comunque un appassionato?

No, avrei dedicato tutto il tempo alla droga o fatto il rapper. Nel 2002 scopro eminem con l’uscita di the eminem show, mi sconvolge. mi diverto da sempre a rappare, ma sono timido, quindi per ora provo a diventare l’Eminem dei fumetti. Ne ho di tempo per riuscirci, visto che disegnerò a vita

Bene, ora è giunto il momento di parlare di Colonus. In italia abbiamo conosciuto te e Colonus grazie ad un’apparizione nel telefilm The Big Bang Theory. Tu, invece, come ti sei avvicinato a Pisani e alla sua storia?

È accaduto tutto per caso e questo a volte mi gasa e mi turba allo stesso tempo, perché fondamentalmente non ho dovuto faticare realmente molto. Mi sono ritrovato all’ultimo anno di scuola che stavo disegnando cose per conto mio, fallendo miseramente; così ho chiesto ai miei ormai ex professori qualche consiglio su come muovermi e loro in tutta risposta mi hanno consigliato di iscrivermi ad un forum. Non me lo sono fatto ripetere due volte: sono tornato a casa e ho fatto tutto ciò che serviva. Mi sono iscritto, ho inserito i miei dati, la mia retribuzione, le informazioni sul mio stile e ho caricato subito qualche tavola. Tra le tante persone che mi hanno contattato, la seconda è stata Ken Pisani, che mi propose di lavorare ai disegni della sua storia. Subito mi è sembrata una persona che sapesse il fatto suo, non un principiante. Ma mai avrei pensato che fosse un così grande professionista! Ho ricevuto la sceneggiatura della sua storia che mi ha colpito moltissimo: in brevissimo tempo ho realizzato le prime 8 pagine, che poi sono quelle che sono comparse in The Big Bang Theory.

È di qualche mese fa la notizia che disegnerai una storia per Dylan Dog; non ti chiediamo nessun particolare perché sappiamo che non puoi dirci nulla, però volevamo sapere cosa avevi provato quando “il boss”, Roberto Recchioni, ti ha contattato per offrirti questa opportunità.

Chiaro: sono stato felicissimo ed incredulo; Ti spiego: vivendo la realtà dei social network, ti rendi conto di quanto i luoghi comuni siano presenti in ogni ambito, ed essendo questo un ambito che non conosco ancora perfettamente, nonostante sia il mio lavoro, ho sempre avuto la convinzione che il mio stile fosse prettamente adatto al mercato americano, convinzione alimentata da tutte le voci che, appunto sui social, mi hanno portato a credere che mai avrei avuto accesso al panorama italiano; la cosa divertente è che io non ho dovuto nemmeno provarci: è stato direttamente il fumetto italiano che è venuto da me, nella persona di Roberto Recchioni che si è addirittura offerto di scrivermi la storia! non solo, è notizia recente che realizzerò la copertina di gennaio di “Dylan Dog: Color Fest”. La cosa che più mi ha colpito è che non mi ha chiesto nessuna modifica al mio stile, ma mi ha solo dato qualche dritta per rendere i miei disegni più “leggibili” e gliene sono grato, ora funziono meglio.

Qual è il personaggio che ti piacerebbe disegnare?

Chiaramente Padre Pio! (risate) Batman mi piace tanto da disegnare, ma non mi affascina molto; Daredevil invece mi intriga molto di più, sia perché è stato sempre disegnato da disegnatori ineccepibili, ma sopratutto perchè è come se avesse qualche cartuccia in più. Sicuramente Hellboy, ovviamente Dylan Dog e Deadpool… perché Deadpool è Deadpool.

Sei stato al lucca comics, raccontaci la tua esperienza

Lucca è stata un vortice. Appena arrivato sono stato a cena con amici e conosciuto il grande Cavenago. Appena dopo, incontro Mauro Uzzeo che mi travolge di complimenti. Performance per Sky uscita fuori una bomba, realizzata spalla a spalla con il mio amato Maestro Biagini e quel visionario dolcissimo di No Curves. Recchioni è passato per un saluto al padiglione Sky ed è stato bello e gratificante. Ho bestemmiato con Caluri se non sbaglio, fermato Sio in un vicolo buio riempiendolo di coccole, ho molestato Scalera offrendogli da bere, ed a mia volta mi è stato offerto dell’ottimo rum da mastro Santucci. Ho conosciuto la Casagrande appena dopo essermi appeso al collo di Mega Burchielli, poco prima di ricevere complimenti grassissimi dall’inarrivabile Ceccotti. Ho urinato in un vicolo mentre transitava Toffolo, in compagnia del mio amico Niccolo Pugliese e da quella di Giulio Rincione e Luciop, con cui ho condiviso due serate bellissime, perchè sono persone splendide e artisti giganti. Ho conosciuto la grandissima Ciregia, il fortissimo D’Armini, D’Auria, Zavattini, Villirillo e tanti altri. Ho stretto la mano a Qualano ed eseguito un abbraccio alcolico con Des Dorides. Ho bestemmiato con Aka b e finalmente abbracciato Spugna. Ho rivisto il mio prof Bracchi che non vedevo da tempo e che non vedevo l’ora di rivedere. E mille altre emozioni forti forti. Sto meglio di prima.

Consiglia ai nostri lettori qualche lettura.

Ovviamente tutto “Hellboy” di Mignola, “Lo stupefacente testa a vite e altri bizzarri oggetti” sempre di Mignola,  “Enigma” di Peter Milligan, “La Lega degli straordinari Gentlemen” di Alan Moore, tutto “Abara” e “Blame” di Tsutomu Nihei, senza ovviamente dimenticare il Nicola Mari degli anni ’90: Phoenix, Dylan Dog, Vampyrus e Nathan Never, che sono le mie ultime letture. Non mi viene in mente altro al momento: il problema è che io disegno molto, ma leggo poco.

Allora Arturo, noi ti ringraziamo per il tuo tempo, ma sopratutto per il regalo che ci hai fatto (Dark Horse Present 11-12-13, contenenti i capitoli 2-3-4 di Colonus) e ci premureremo al più presto di recensire la prima metà pubblicata di Colonus; in attesa del tuo sketch per #ArtistsForGeekArea, noi ti salutiamo!

Ciao Wagliù!

Abbiamo intervistato Arturo qualche giorno dopo Lucca Comics,dopo aver seguito la sua performance in fiera. Vogliamo nuovamente ringraziarlo ed augurargli una lunga e fortunata carriera.


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