#quattrochiacchierecon / Brian Azzarello: l’Uomo che Ride!

Daniele D'urso

Da sempre Lucca è il polo culturale più grande d’Europa per il ‘mondofumetto’ e per la qualità di materiale che offre la kermesse toscana ha eguali solamente dall’altra parte dell’oceano. Tra la vastità di autori che il Lucca Comics & Games 2016 ha ospitato uno su tutti mi incuriosiva da sempre; e se tutto questo è stato possibile, lo devo alla redazione di Geek Area per avermi ancora una volta dato quest’enorme opportunità e allo staff di RW Edizioni, gentilissimi cordiali e sempre a disposizione.

Parlo del singolare e unico scrittore americano Brian Azzarello che durante la sua carriera ha dato vita alla fortunata saga di ‘100 Bullets’, alle magistrali rivisitazioni di villain del calibro di Joker e Luthor fino a collaborare con la leggenda del fumetto Frank Miller aiutando a portare a compimento la terza parte della saga di The Dark Knight, e molto altro.

Così tra una signature session e l’altra Brian Azzarello ha risposto alle nostre domande.

Prima di iniziare la volevo ringraziare per aver accettato la nostra intervista.

Grazie a voi ragazzi, è un piacere.

Considerando il suo ruolo chiave nel futuro editoriale della DC Comics, cosa ne pensa della scelta di includere l’universo di Wachtmen nella continuity regolare?

Uhm….sai a dirla tutta non ho molto da pensare, (ride n.d.r.) sono convinto che queste cose debbano capitare, prima o poi, ora è successo con Rebirth ma poteva benissimo succedere prima, sono convinto che comunque sia un vantaggio per tutti.

Ora vorrei passare a qualcosa di più personale, com’è lavorare fianco a fianco con una leggenda come Frank Miller e cosa si prova?

Guarda, non lavoriamo fianco a fianco, ma uno dall’altra parte del tavolo (questa volta risate generali da parte di tutti i presenti n.d.r.), bè no, apperte gli scherzi, lavorare con Frank è qualcosa di unico, dovete sapere che prima di essere un suo collega sono un suo grande fan e avere questa possibilità per me è assolutamente speciale. Il fatto che quando siamo a lavoro lui si fida di me e mi lascia ‘giocare’ con qualcosa di cosi importante come The Dark Knight III mi rende orgoglioso.

Sei mesi fa abbiamo intervistato Lee Bermejo (potete trovare l’intervista qui), e ci ha confidato che la prima volta che ha letto una tua opera, nel caso specifico il primo numero di 100 Bullets ha pensato immeditamente ‘voglio lavorare con questo qui’. È stato per te singolare lavorare con un artista che non conoscevi di persona visto poi il sodalizio artistico straodinario che si è andato a creare?

Oh,si me lo ricordo, ci devo aver lavorato poi con questo qui (ride n.r.d.)! Non è una cosa poi così difficile in fondo, per noi in America funziona, il paese è talmente grande e sconfinato che questa è una pratica più comune di quanto si creda. Per farti un esempio con Eduardo Risso è stata la stessa identica cosa, lui non conosceva me e io non conoscevo lui, ma siamo andati avanti a lavorare per anni. Per me è molto stimolante ed interessante questa situazione perchè ti esclude da qualsiasi pregiudizio tu possa avere nei confronti dell’altro. E poi insomma i risultati parlano da se.

Conosci il mondo del fumetto italiano, se si cosa ne pensi?

Si lo conosco ma non troppo nello specifico. Questo paese vanta una tradizione straordinaria, nel mondo del fumetto ha influenze un po’ ovunque. Ci sono artisti di uno spessore tale che non hanno avuto problemi ad imporsi anche sul mercato americano, uno su tutti Milo Manara che considero tra i più grandi in assoluto, ma ovviamente ce ne sono moltissimi altri: Giuseppe Camuncoli, Matteo Casali, Werther Dell’Edera, tutti grandi che trovo assolutamente fantastici.

Tornerai in Italia dopo questa Lucca?

Bè, si ovviamente, mi sono trovato molto bene, magari tornerò nuovamente con Frank, chi lo sà! (Ride n.d.r.)

 

È stato assolutamente singolare poter scambaire due parole con un personaggio mediatico eccezionale come Brian Azzarello, il quale non la smetteva mai di ridere e da subito ha impostato l’intervista in modo colloquiale e divertente. Aspetteremo trepidanti un suo ritorno in Italia, così da poterci fare ancora un sacco di risate.

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