#quattrochiacchierecon / Carmine Di Giandomenico e il suo Flash

Daniele D'urso

Quando, a seguito dell’annuncio fatto dalla DC Comics sull’iniziativa Rebirth, fu chiaro che Carmine Di Giandomenico ne avrebbe fatto parte lavorando come disegnatore sulla testata The Flash, in redazione fummo tutti presi da una fortissima euforia: quando si parla di Di Giandomenico diventiamo un pò faziosi (ma non ditelo in giro!), e così con grande onore abbiamo la possibilità di ospitare sul nostro sito per la seconda volta un’intervista (qui la prima) a questo grande artista italiano che ci parlerà del suo futuro sulla testata che debutterà a giorni in America e che non prima del prossimo autunno vedremo nel nostro Paese. Sappiamo quanto sia indaffarato in questo periodo e, a maggior ragione, lo ringraziamo per averci dedicato un pò del suo tempo.

 

Ciao, Carmine! Ci eravamo lasciati con del mistero sulle tue sorti future; alla fine non è arrivato Superman ma Flash: quanto ti stimola disegnare il velocista scarlatto e qual è stata la tua reazione quando la DC ti ha contattato per prendere parte alla nuova iniziativa Rebirth?

Bhe… la prima reazione è stata “mascella slegata”, perché la proposta arrivata da Brian (l’editor) era di scegliere tra Arrow o Flash. Ho risposto prima con una domanda: è un mensile oppure un quindicinale? Specificata la periodicità ho scelto Flash perché sono svogliato… non volevo disegnare l’arco! AHHAHAH! Scherzo… All’ inizio non mi era stato detto che facesse parte del progetto Rebirth della DC. Credevo fosse una miniserie slegata, ma appena iniziati i lavori, mi hanno spiegato tutto. E qui mi è salita la tensione! Speriamo bene.. Io, al di là di tutto, mi sto divertendo!

Barry Allen è da sempre uno dei personaggi più iconici della DC Comics: cosa ti senti di portare ad un eroe con una storia editoriale lunga ben settantacinque anni?

Nulla: non posso certo competere con chi ha dato le basi del personaggio. Nel mio piccolo, cercherò di dare il senso della velocità, escludendo ad esempio gli effetti multipli che funzionano per per una scena a rallentatore, ma non per Flash. Cercherò di renderlo più fulmine possibile.

Dalle prime tavole apparse online si evince che Flash avrà un nuovo villain di nome Godspeed: c’è qualcosa in particolare che ti ha ispirato per disegnare questo velocista? E cosa si prova a mettere mano, invece, su un personaggio completamente nuovo?

Godspeed mi è piaciuto subito, appena letta la descrizione di Joshua; avere l’opportunità di creare un personaggio nuovo è sempre una bella sfida. Con lui è andata subito a botta secca. L’ho ragionato senza toccare matita due giorni, cercando di immaginare qualcosa che fosse il più vicino a quello descritto, ma ho aggiunto altri dettagli che sono stati apprezzati. La mia più grande sorpresa è stata alla presentazione del Rebirth, dove hanno esposto Godspeed per la prima volta al mondo, e da una sola immagine sono partite fan art dagli amanti dell’universo di Flash. Questo mi ha sollevato ed incoraggiato, perché vuol dire che siamo sulla buona strada.

Un altro protagonista fondamentale nella lunga tradizione di Flash è Wally West, la sua celebre spalla: anche per lui ci saranno delle sostanziali novità? Farà parte del nuovo ciclo narrativo?

NO COMMENT. Non posso dire nulla, sorry. Mi appello al 5° emendamento!

Sappiamo quanto tu sia una persona attenta ai dettagli e al lavoro dei tuoi predecessori: c’è qualche disegnatore che ti ha preceduto su questa testata che per te sarà fonte d’ispirazione?

Di artisti ce ne sono tantissimi… per citare i moderni Manapul, Merino e, se non sbaglio, anche Camuncoli ha realizzato una sua storia. E tanti altri, che per citarli tutti non basterebbe una settimana. Ma la parte affettiva, forse per via anche dell’età che avanza, resta legata all’icona originale, quella di Carmine Infantino che, oltre ad avere la casualità dello stesso nome, ha dato l’impronta forte e dinamica al personaggio. Tant’è che ho deciso di disegnare gli stivali semplici e non tecnologici, appunto per richiamare il costume originale.

Sappiamo che oltre a disegnare sei anche un ottimo sceneggiatore: hai parlato di questa possibilità con Joshua Williamson?

No, quando lavoro in team con uno sceneggiatore rispetto in pieno il suo script. Intervengo solo a trovare soluzioni narrative sulla sequenzialità disegnata, per rendere al meglio le sue idee. Inoltre Joshua sta realizzando un bellissimo incastro.

Ora che la tua carriera è all’apice e hai avuto la possibilità di lavorare e stai tutt’ora lavorando con le due grandi major del fumetto americano, hai riscontrato delle differenza sostanziali?

No. Entrambe sono colossi editoriali ed entrambe hanno lo stesso ritmo produttivo. LA DC forse è più attenta ad alcuni dettagli tecnici sulla pianificazione del lavoro, ma differenze sostanziali non ne trovo.

 

Grazie mille, Carmine, per la disponibilità! Un caro saluto, con l’augurio di risentirci al più presto, sempre su Geek Area.

Stay tuned!


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