#quattrochiacchierecon / Carmine Di Giandomenico: passione “ad alti livelli”

Francesco Sinisi

Disegnatore lanciatissimo a livello nazionale ed internazionale, apprezzato sceneggiatore, simpatico e disponibile uomo, appassionato cultore della nona arte: così si presenta Carmine Di Giandomenico, fumettista italiano made in Teramo, ai più conosciuto per i suoi incredibili lavori con la Marvel (“Magneto: Testament” e “Battlin’ Jack Murdock”, “Spider-man Noir”, “The Ultimates”, “X-Factor”, tanto per citarne un paio), ma stimato professionista anche per la Bonelli, la Saldapress e prossimamente la DC. Abbiamo l’immenso onore di ospitare sul nostro sito questa sua intervista: godetene la professionalità, la passione e l’umile simpatia che ne emergono.

Ciao, Carmine. Mille e mille grazie per la tua disponibilità (sappiamo quanto sei impegnato!).

Nella tua carriera hai avuto modo di sperimentarti in storie diverse, d’azione e riflessive, di supereroi, eroi e gente comune: quali ti hanno dato di più? In quale genere, come disegnatore, ti senti più “a casa”?  

Sì, sono stato fortunato a poter raccontare tramite le vignette le più varie storie di personaggi importanti. Ogni storia, una bellissima sfida in cui ho sempre cercato di adattare, per quanto possibile, il mio modo di lavorare. 

Ovviamente, come disegnatore il genere supereroistico è quello che mi coinvolge di più. Ma non il filone spaziale o botte con il criminale di turno. Mi piacciono i filoni dove il personaggio viene fatto vivere.  

Quelli che mi hanno dato di più per ora sono due: Oudeis e Battlin’ Jack Murdock, nei quali ho avuto la possibilità di esprimermi come volevo, anche se oramai sono opere datate. Oggi mi piacerebbe rimettermi in sfida.

Come lavori? Quale tecnica preferisci? Che rapporto hai col digitale? 

Lavoro con un  mix di lavorazione classica e digitale, per via delle tempistiche che oggi sono accelerate e del mercato che non ha più voglia di attendere una lavorazione classica.

Realizzo prima le figure su carta e i relativi spazi delle ambientazioni, poi aggiungo i neri, le ombre e gli effetti luce al computer. 

Quindi il mio rapporto con il digitale è solo come strumento per poter dare professionalità e rispetto delle consegne richieste.

Ovviamente si perdono gli ‘originali’ nel classico modo di intendere. Questo è un peccato e per gli appassionati ovviamente è una eresia. 

Anche se dovremo abituarci a ciò; in fondo, mica l’emozione di una nota che ascolti in musica la puoi toccare? E così con il fumetto: vivi un’emozione e mica puoi afferrarlo. HAAHHAH scherzo! 🙂     

Quando sei al tavolo da disegno, cosa ti distrae? Cosa ti da invece la massima concentrazione?

MI distraggono le email, e Facebook, che utilizzo per curiosare ed imparare dai disegni dei colleghi che seguo. Mentre la massima concentrazione me la da la musica sparata nelle orecchie a tutto volume, musiche di atmosfera che possano accompagnare in maniera dinamica ciò che sto disegnando. 

Sei praticamente un disegnatore ormai affermatissimo; possiamo anche dire uno sceneggiatore (tra tutti i tuoi lavori in questo senso ricordiamo Oudeis e Battlin’ Jack Murdock). Ci regalerai ancora un tuo romanzo grafico? Di cosa ti piacerebbe scrivere? Hai un progetto in mente?

Sì, sto elaborando tre cose. Senza aver contattato un editore, perchè vorrei presentare prima tutto finito o già ben strutturato. 

Il primo progetto è quasi al termine ed è la trasposizione in una sorta di animatic di Oudeis, musicato dal maestro Luca D’Alberto e con una collaborazione di Mike Garson.

Il secondo è una storia che sto cercando di trovare il tempo di poter disegnare: per ora sono riuscito a disegnarne solo 5 pagine.

Il terzo è una storia lunga che ho storybordato completamente; ma anche qui vedremo. Per fortuna ho lavoro da consegnare e con case editrici illustri, con le quali mi sto trovando benissimo sia a livello autoriale sia personale. Ma in futuro ho intenzione di portare a termine questi progetti perchè ci credo tanto. Spero presto 🙂

Ci sono disegnatori che ti fanno da maestri? Chi sono? Cosa ti hanno insegnato o continuano a insegnarti?

Principalemnte sono autodidatta. 

Il mio primo mentore fu Giuseppe Palumbo, ma non nel classico senso di maestro come insegnante. Mispiego: le poche volte che andavo alla Phoenix con le tavole di Examen, lui prima che io ripartissi con il pulman mi dava una chicca, una frase che mi faceva capire dove sbagliavo; e giù a correggere. Ma essendo autodidatta, mi sono sempre guardato attorno: autori come Casertano, Mari, De Angelis, Brindis, Villa; oltre a seguire i miei idoli Byrne, BWS, Romita Jr, Leonardi, Kesel, Jim Lee, Silvestri, Bogdanove, Nolan, e Frank Miller su tutti, del cui modo di raccontare e disegnare mi sono innamorato.

Ancora oggi li seguo tramite Facebook e ad ogni loro disegno postato mi ci soffermo, lo studio, perchè non si smette mai di imparare. 

Quali sono le tue letture preferite? Segui delle testate particolari, o preferisci leggere romanzi grafici?

Come letture preferisco i romanzi grafici perchè hai un inizio ed una fine; ma seguo anche serie regolari.

Cerco di seguire il fumetto, perchè da esso nascono autori sempre più bravi: basti vedere quelli della nuova era, coetanei e più giovani, che hanno una capacità narrativa strabiliante oltre che con il disegno.

Ultimamente la DC ha fatto l’ennesimo reboot, la Marvel ha lanciato Secret Wars e un nuovo status quo: cosa ne pensi di cross-over, reboot e continuity? Il rinnovamento anche grafico di alcuni personaggi è stimolante per te?

Non entro nel merito come autore in certe scelte. Ovviamente dover reinterpretare un personaggio graficamente è sempre stimolante, ma non deve essere la scusa per poter trovare formule per aumentare le vendite. Preferirei avere storie, più storie.

La cosa che non mi piace in assoluto è la completa scomparsa delle calzamaglie, della vulnerabilità del supereroe. E graficamente sì, può essere bellissimo un Capitan America con armatura, ma non è più un super soldato: è diventato un semplice marine. Capite cosa intendo… sta sparendo il senso del ‘wonder’.

Hai sempre sognato di essere un fumettista, o la vita ti ha condotto su questa strada per vie fortuite?

Volevo raccontare storie sin da piccolo. Che poi ci sia riuscito e che resista ancora oggi è anche fortuna. 

Hai lavorato per la Bonelli su Dylan Dog, per la Salda Press su una tua creazione, per la Marvel su Dare Devil. Ora pure per la DC, di cui però non possiamo ancora sapere niente: se dovessero averti dato Superman, sembra che i tuoi personaggi preferiti ti abbiano rincorso! Che ti manca?? Hai un sogno ancora nel cassetto? Un altro personaggio tra i tuoi preferiti da interpretare?

AHHAH 🙂 Allora: non farò superman per la DC.

Sogni nel cassetto come detto prima li ho. Speriamo di poter resistere e poterli realizzare.

Ovviamente, se mi dovessero dare Superman lo potrete leggere sui notiziari: “Disegnatore arrestato perchè correva nudo in autostrada contro mano”. AHAHAHAHAHAAHAHAH!!

Ti hanno fatto tante interviste, di mille domande diverse; e questa è l’ennesima ^^’ . Che domanda vorresti che ti facessero e non ti hanno mai fatto? Facciamo un po’ come Marzullo: fatti una domanda e datti una risposta! XD

Hai la passione per la cucina?

Sì!! AHAHAHAH! Ma le mie ricette sperimentali, le tengo per me 🙂

Suggeriscici dei fumetti che non possiamo non leggere. 

Ovviamente tutto ciò che ha scritto Miller dal Dare Devil, al Ronin, al DK.

E “unastoria” di Gipi.

Carmine Di Giandomenico sarà (ovviamente!) a Lucca: conviene non perdervelo! Quando lo incontrerete, se potrete, stringetegli la mano: lui sarà contento di ricambiare con un sorriso! 😉

Noi di Geek Area, gli rivolgiamo tutta la nostra stima e gratitudine.

Stay tuned.


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