#quattrochiacchierecon / Ennio Bufi: arte e simpatia

Francesco Sinisi

State per leggere la simpatica intervista (le battute e le faccine sono tutte sue! ) che ci ha concesso Ennio Bufi, artista pugliese conosciuto dai più per i suoi disegni su Geronimo Stilton, sul “Don Camillo a fumetti” della ReNoir Comics e su “Il settimo splendore” della Bao Publishing (del suo autore Leonardo Favia potete leggere un’intervista QUI).

Nato a Molfetta, in terra di Bari e formatosi nel filone più “classico” della scultura e della pittura, come potrete leggere Ennio si è approcciato tardi al fumettomondo (come lui stesso lo chiama), ma è ormai molto apprezzato e può vantare svariate collaborazioni nazionali ed internazionali.

Abbiamo pensato, così, di partire col Bufi in un breve viaggio temporale che ci accompagni dalle origini del suo lavoro alle future prospettive (che a noi, il Dottore, ci ha traviati! ^^’).

Già da ora vogliamo ringraziarlo per la sua disponibilità, affabilità e sincerità!

Ciao Ennio. E benvenuto su Geek Area. Partiamo in questo viaggio temporale… Credi che la tua formazione universitaria all’Accademia delle Belle Arti come scultore ti sia servita per questa carriera da fumettista? Avevi già in mente di diventare un disegnatore o avevi altri progetti?

Non ho mai voluto diventare fumettista almeno fino ai 27/28 anni; diciamo che ci sono cascato dentro: ero più orientato verso la scultura e la pittura e questo insieme alla formazione accademica credo mi abbia aiutato poi ad avere una visone sul fumetto a 360° …si è capito che non amo particolarmente le scuole di comics? 🙂

Quali sono stati e quali sono ora i tuoi punti di riferimento in ambito professionale? Con quali letture e quali esempi sei cresciuto?

Ho amato moltissimo Rodin, oggi ammiro Boucq, ma non li definirei punti di riferimento; il bello è che non c’è un arrivo in quello che facciamo. “La linea d’ombra” (Conrad) e “La nausea”(Sartre) mi hanno cambiato la vita. Un solo esempio: mio nonno.

Cosa o chi ti ispira? Intendo nella tua vita, per il tuo lavoro…

Qualsiasi cosa, davvero.

Sapresti descriverci il tuo metodo di lavoro? Cioè, quali tecniche preferisci, come e quando preferisci disegnare? Ascolti musica nel frattempo o preferisci il silenzio e l’isolamento?

Sono molto disordinato e mi distrae tutto, quindi devo impormi orari e obiettivi giornalieri, sempre. Lavoro esclusivamente in digitale (nel fumetto) e adorAVO disegnare di notte, prima che nascessero i bambini: oggi ho riscoperto il piacere del sonno. MUSICA, TUTTA LA VITA.

Quale tra i tuoi lavori ti ha dato di più? A quale sei particolarmente legato?

Difficilmente mi affeziono a un lavoro, anzi, non ne sono quasi mai soddisfatto e quindi tendo ad allontanarmi, però ce ne sono in effetti un paio, il primo è il DonCamillo a fumetti, e il secondo è l’ultimo libro fatto in Bao con Leonardo Favia… ecco, diciamo che sia per il primo che per il secondo quello che mi ha legato è stato più una questione di “processo creativo” che di risultato finale.

A cosa stai lavorando? Puoi anticiparci qualcosa dei tuoi lavori futuri?

Un one-shot in LeLombard scritto da Nathalie Sergeef (nella collana troisième vague), un secondo albo in Bonelli con Claudio Chiaverotti sulla sua nuova creatura Morgan Lost, un albo per la collana Kriminal della Mondadori, una racconto che farà parte del numero 10 (celebrativo con un sacco di bei nomi) del Don Camillo a fumetti che uscirà a Lucca più cover e qualche illustrazione per committenti extra fumettomondo. (Poca roba, no?! ndr)

Cosa ti aspetti dal tuo futuro lavorativo? Quale sogno nel cassetto?

Essere felice. – “E ho detto tutto” – lo so, è troppo Vorrei riuscire a disegnare un libro con qualcuno dei miei miti adolescenziali prima che muoiano (LORO :P). Non svelerò i nomi perchè sono scaramantico: posso dire solo che sono autori chenon c’entrano assolutamente niente con il mondo del fumetto.

Suggerisci a noi e ai nostri lettori delle buone letture per l’estate…

Facebook è pieno di liste di libri da leggere, ognuno dice la sua… scherzo 😀  Resto nel mondo del fumetto (che altrimenti non ne usciamo più) e nomino CAGES di Dave McKean… più altri 200!

Beh.. Saremo in attesa dell’elenco di questi altri 200 volumi da leggere (Ennio! Ormai sappiamo dove rintracciarti: non hai scampo! ;P). Scherzi a parte, dopo le interviste a Ennio Bufi e Leonardo Favia (disegnatore e autore de “Il settimo splendore”) non ci resta che sperare di poter intervistare Walter Baiamonte (colorista della stessa opera) e poi, magari, dire la nostra su questo graphic novel che tanto successo ha riscosso.

Non vi pare?? Aspettiamo di vedere che succede. Nel frattempo… Stay tuned!


Comments are closed.