#quattrochiacchierecon / Quando c’era… la satira! Intervista a Daniele Fabbri

Flavia Bazzano

Dopo avervi raccontato in un articolo la  burla – così l’ha definita il suo responsabile – perpetrata da un esponente di Casa Pound ai danni dello stand Shockdom e dopo aver recensito lo spassosissimo primo episodio del fumetto che ci ha fatto più discutere negli ultimi giorni, continuiamo a parlare di “Quando c’era LVI”.

Abbiamo intervistato per voi Daniele Fabbri, che firma la serie assieme a Stefano Antonucci. I due, già autori di “Gesù – La trilogia” e “V for Vangelo”,  hanno presentato l’opera in quattro puntate al Romics, registrando il tutto esaurito per le 500 copie vendute in anteprima (il fumetto, ricordiamo, sarà in tutte le edicole da venerdì 15 aprile).

Oltre ad essere autore di fumetti, Daniele Fabbri è attore, scrittore, stand up comedian. Dal 2008 lavora come comico, autore e sceneggiatore per  teatro, radio e televisione (Rai2, Rai3, Comedy Central). Dal 2012 è attore nella compagnia internazionale Ondadurto Teatro.

 

Ciao Daniele, benvenuto su Geek Area! Cosa avete pensato tu e Stefano quando avete saputo dell’accaduto?

Abbiamo provato dispiacere e sensi di colpa nei confronti dei ragazzi dello staff, che si sono sorbiti quella “scenetta” al nostro posto. Io sono ritornato alla fiera dopo la chiusura e li ho aiutati a smontare lo stand e imballare gli scatoloni.

Vi aspettavate una reazione del genere da parte di esponenti di estrema destra?

Il Sig. Simone Di Stefano mi aveva annunciato su twitter che fosse sua intenzione venire a Romics a prendere il fumetto: ci aspettavamo che sarebbe passato per venire a comprarlo.

Prima di domenica ci sono stati altri episodi del genere nei vostri confronti?

No.

Alla luce di quanto è successo, in che misura secondo te si può parlare liberamente di fascismo oggigiorno?

Per quanto riguarda la nostra esperienza, si può parlare di fascismo se non temi di diventare umido e appiccicaticcio. Per quanto riguarda quella dell’editore, si possono pubblicare fumetti sul fascismo se non temi di dover buttare una certa quantità di copie.

È ancora possibile fare satira politica in Italia? Il fumetto che ruolo occupa tra le sue diverse espressioni?

Assolutamente sì. Perfino come piace farla a noi, cioè andando a fondo e non rimanendo alla battuta che commenta un titolo di notizia. Il fumetto ha il suo solito ruolo, quello di cazzone.

Pensi che i fatti di domenica influenzeranno i prossimi episodi di “Quando c’era LVI”?

No. Anche se voglio proporre una copertina variant per il secondo numero, con le macchie di cola disegnate.

Camerati sulla carta e camerati nella realtà. Quali sono le differenze?

Quelli sulla carta fanno ridere anche me.

Cosa diresti a Davide Di Stefano?

Ciao.

Cosa gli direbbe il “vostro” Mussolini?

Che avrebbe dovuto usare dell’italico chinotto.

 


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