#quattrochiacchierecon / Quattro chiacchiere con Zerocalcare

Francesco Sinisi

Ad una settimana dall’evento, ecco di seguito la preziosa intervista che Michele Rech, meglio conosciuto come Zerocalcare, ha concesso a GeekArea durante il Bari Geek Fest 2015, la bellissima due giorni di cui trovate un nostro report QUI.

Prima di immergervi nella lettura delle prossime righe, vorremmo che consideraste una cosa importante: era un pomeriggio caldo. Il Palaflorio di Bari già pullulava di gente. Accanto al tavolo dove Zerocalcare (sotto lo sguardo attento di Leonardo Favia, editor della Bao Publishing) firmava i suoi autografi con disegnetti annesi (che lui non mette solo firme!!), il mangaka Yoshiyasu Tamura, con giapponenisa a seguito a sventolarlo con una grande piuma, stile “ultimo imperatore”. La scena è stata troppo divertente per non sottoporla all’attenzione del nostro graditissimo ospite, e così…

Geekarea: Ciao Calca’! Mi chiamo Francesco e scrivo per geekarea.it, un sito di informazione geek, e finalmente abbiamo avuto il piacere di averti qui a Bari. Prima domanda: perché non ti sei portato anche tu la giapponese che ti faceva il vento?

Zerocalcare: (ridendo) Purtroppo la mia casa editrice non mi fornisce queste cose!

Leonardo Favia, fai qualcosa!! Sto poverino si assorbe ore e ore di file interminabili e disegnetti e tu neanche lo sventoli?! E dai!! XD

G: Vabbè, passiamo alle domande serie: quando ti sei accorto di essere diventato un fumettista, di quelli veri?

Z: Quando in realtà, molto banalmente, la mia fonte di reddito sono diventati i fumetti e quindi mi sono sentito di poter lasciare le ripetizioni, il che è successo a settembre, qualche mese fa; da quando le bollette, la benzina, l’affitto, li pago con i fumetti e quindi posso dire che faccio fumetti per vivere.

G: Qualcuno ha mai avuto da ridire su questa tua scelta?

Z: Bhe, diciamo che tutto sommato io sono stato abbastanza sostenuto dai miei. C’è anche da dire che io non ho mai detto di voler vivere così: in verità, negli ultimi 10 anni ho sempre lavorato facendo altro; ho lavorato in aereoporto, alle produzioni, quindi l’unico momento in cui ho deciso di dedicarmi solo ai fumetti, di fatto è stato quando già ormai tutti si erano accorti che con questa cosa ci campavo, evitando tutti quelli che dicevano “Non ce la farai mai” anche perché ero il primo a pensare che non ce l’avrei mai fatta.

G: Mentre disegni di solito ascolti musica?

Z: Si, però a seconda delle fasi del disegno, nel senso che per la fase di scrittura della storia devo stare in silenzio assoluto, per la fase di inchiostrazione mi guardo le serie tv, per la fase finale di scansione e colorazione ascolto la musica.

G: Posso chiederti di suggere a noi e ai nostri lettori dei fumetti da leggere?

Z: “Lo scultore” di McLoud; “La mia vita disegnata male” e “unastoria” di Gipi; poi, di Manu Larcenet, “Lo scontro quotidiano”, che è bellissimo; “I kill giants”, pubblicato in Italia da BAO; e di Paco Roca, pubblicato da Tunuè, “I solchi del destino” sulla guerra civile spagnola. Sono tutti fumetti che mi hanno fatto battere il cuore.

G: Credo che te l’avranno fatta 100 volte questa domanda, ma non posso non chiedertelo, per chi volesse avvicinarsi solo ora alla tua opera: perché proprio l’armadillo? Dove sei andato a prendere questo animale?

Z: È l’animale sociopatico per eccellenza, perché si chiude in se stesso, è impermeabile a tutto quello che succede all’esterno: è l’aspetto della mia personalità più chiuso…

G: Senti, tu segui anche fumetti più mainstream, quelli della Marvel ad esempio? Che ne pensi di questa storia dei reboot? Dell’imminente Secret Wars, già partito negli USA?

Z: Premesso che io li seguo al pari con l’Italia, io sono uno in realtà molto fiducioso, nel senso che a me piacciono in generale questi maxi crossover, che coinvolgono tutte le saghe e poi cambiano per sempre la continuity della Marvel ecc. Io sono proprio uno di quei coglioni che ci crede tutte le volte, poi tanto nel 99% delle volte tutto questo si risolve 6 mesi dopo in “era tutto un sogno”, oppure “cancelliamo tutto”… però a me, ‘ste cose piacciono, quindi lo aspetto con ansia.

G: Altra domanda di rito: il tuo disegnatore di riferimento?

Z: Allora…Tanti: Scottie Young mi piace tantissimo, Humberto Ramos che fa Spider-man..

G: Se parliamo di Spidey, dimmi che ti piace la Pichelli!

Z: La Pichelli è un mostro! E le voglio tanto bene! Poi invece per i classiconi, vabbè… io sono cresciuto con Tod McFarlane, Erik Larsen e Jhon Romita Jr, non tanto quando disegnava sul Ragno ma quando fece il Devil di Miller: mi è piaciuto molto.

G: grazie davvero per avercidedicato il tuo tempo e grazie per la tua simpaticissma disponibilità. A presto! (stretta di mano)

Z: Grazie a voi!

Piccolo appunto finale: Zerocalcare è un artista di grandi qualità, non solo tecniche, ma umane! È un ragazzo simpatico, disponibile, profondo (anche se non gli piace ammetterlo), umilissimo! A lui, i nostri migliori auguri di un futuro … come gli piace!

A tutti voi, alla prossima!


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