#quattrochiacchierecon / Simone Tempia, di scrittura in scrittura

Francesco Sinisi

Oggi chiacchieriamo con Simone Tempia, che tutti conoscerete sicuramente per la sua vita con un maggiordomo immaginario di nome Lloyd, ma che è molto altro ancora. A lui non piace ammetterlo, ma siamo in molti a reputarlo un genio della scrittura, un autore ironico, sferzante quando vuole ma composto, elaborato ma mai ridondante, elegante ma senza puzza sotto il naso (dove c’è posto solo per i suoi lunghi baffoni), immaginifico e concreto come pochi. Giornalista musicale per la rivista Vogue, autore con lo pseudonimo di Contemporaneo Indispensabile di intensi racconti (che distribuisce gratuitamente via mail a chi ne fa richiesta), romanziere in fieri, ci ha concesso questa particolarissima intervista: chiacchierare con lui non è mai semplice; tutto ha un senso più profondo di quanto possa apparire ad una lettura disattenta. Per me, è stato un onore ed un vero piacere…

Salve mister Tempia e benvenuto tra le pagine di Geek Area. Grazie per la disponibilità a questa chiacchiera virtuale.

È un onore.

Parliamo prima un po’ di te e del tuo lavoro. Ti abbiamo presentato come un autore versatile e impegnato su diversi fronti: scrivi di musica e tanto altro per una rivista, scrivi romanzi e racconti, scrivi della tua vita con Lloyd, e ne fanno anche fumetti: sembra evidente che il tuo grande amore sia la scrittura. Ma qual è il tuo medium ideale, quello che credi funzioni meglio? 

Se stai camminando per Greene Street e senti un rumore di zoccoli dietro di te, non voltarti aspettandoti di vedere una zebra. Aspettati un cavallo. Direi la scrittura, no?

Ti senti più sceneggiatore, più critico musicale, più opinionista, romanziere o social communicator?

Scrittore. Sceneggiatore no, perché non ho mai scritto una sceneggiatura in vita mia. Opinionista giammai perché gli anni 90 sono finiti. E per quanto riguarda l’ultima cosa non so… dice mia mamma che dovrei averla fatta insieme alla rosolia.

In quanto critico musicale per Vogue, qual è la colonna sonora della tua vita? Cosa suona ora?

Ora suona la cover di Erikah Badu di Hotline Bling di Drake. Ma prima ha suonato Teho Teardo. E Aine O’ Dwyer. E poi Jamiroquai e Lino Capra Vaccina. E ancora classici del rock dei Sir Lord Baltimore. E via fino agli Smashing Pumpkins e a Francesco Cavaliere.

Condividi i tuoi racconti tramite mail e chiedi di non girarli autonomamente, di modo che possa donarli direttamente tu ad ognuno. Perché questa formula così atipica? Come ti è venuta un’idea così?

Perché voglio avere un rapporto con i lettori. E ridurre al minimo la distanza tra me e loro.

Trovo la tua scrittura ricercata, raffinata, elegante e arricchita di termini importanti ma mai inopportuni. Che formazione hai? La tua scrittura è più frutto di studio o di innata dote?

Direi tanto allenamento. È da quando ho 12 anni che scrivo per più di 4 ore al giorno. Magari non è tutto lì, ma aiuta.

Qual è la storia più bella che hai raccontato? E quale vorresti raccontare?

Devo ancora scriverle entrambe. Quando mi vengono in mente ti faccio un fischio.

In quei tuoi racconti i personaggi vivono un forte senso di alienazione; sembrano essere un po’ inetti; l’atmosfera è surreale. Queste caratteristiche mi fanno pensare ad una certa letteratura del primo Novecento: sbaglio? Quali sono i tuoi riferimenti letterari?

Guareschi e Buzzati. E poi Gadda. Tondelli. Cormack McCarthy, Carver, Soriano e in generale tutti coloro che antepongono la storia a tutto il resto.

E passiamo al grande successo dei tuoi dialoghi tra sir e Lloyd. Anche nello scambio di battute tra i due avverto una costante inquietudine: sebbene il secondo sia, in quanto maggiordomo, un tipo saggio e pacato e rappresenti una parte di te, sir è preso, come tutti noi, da mille dubbi, mille aspettative; quali sono le tue paure più grandi?

Non avere la corretta percezione di me stesso.

Da dove viene Lloyd? Dove e quando è nato?

È nato con me. E arriva probabilmente dal mio desiderio di grandeur e dal fascino che ho sempre provato per la “giusta misura” dei gesti. Delle attenzioni. Dei particolari.

Vita con Lloyd è anche riflessioni profonde su temi importanti: quali sono i pilastri della tua vita? I valori fondanti della tua esistenza?

La vita, l’amore e il prosecco. Scherzi a parte: semplicemente l’onestà di ricambiare i regali, l’umiltà per accettarli e la generosità di farli a mia volta.

Affrontare temi delicati e questioni universali espone al rischio di ricevere critiche feroci, commettere errori indelicati o assurgere a guru o osannato dispensatore di verità: cosa ti spaventa di più?

La noia.

Torniamo un attimo alla musica: quale accosteresti a ‘Vita con Lloyd’?

Quella che preferisce chi lo legge.

Lloyd e sir sono entrambi parte della tua persona. Come si diventa un buon maggiordomo? E per essere sir, invece?

Non ne ho idea. Quando lo divento te lo dico.

E ora la domanda con la quale concludiamo tutte le nostre interviste: quali fumetti ci consiglierebbe Lloyd? E quali invece sir?

Non so, loro non leggono fumetti. Li leggo io al massimo.

E allora, visto che ti abbiamo conosciuto grazie a Verticomics, non possiamo fare a meno di chiederti quali sono i tuoi gusti in fatto di fumetti.

Name dropping selvaggio ma tutto italiano: la trimurti Tuono Pettinato, Ratigher, Dr. Pira. Il giovane Spugna. Sakka e Appel. Gipi nella sua forma migliore (S.) e Igort.

Ve l’avevo detto: le sue risposte sono state molto più corte delle mie domande, ma molto più loquaci! 

Grazie ancora a Simone Tempia per la pazienza e la cordialità con la quale ha accettato questa nostra proposta!

Vi suggeriamo caldamente di recuperare i suoi racconti scrivendo a (contemporaneoindispensabile@gmail.com): se non lo sapevate ancora, ogni pezzo (inviato in pdf) è curato graficamente da Giovanni Pallotta e gode di copertine realizzate da alcuni dei più importanti e quotati illustratori italiani (Ratigher, Chiara Fazi, Riseabove, LRNZ) e prefazioni di persone del calibro di Roberto Recchioni, Tito Faraci e Max Collini. Imperdibili!

Come sempre… stay tuned.


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