#quattrochiacchierecon / Una piacevole conversazione con Alessia Sagnotti

Mirko Tommasino

Alessia è una cara amica, che ha deciso di intraprendere una vita (non solo una carriera lavorativa) completamente volta al lavoro creativo. Una persona decisamente stimolante ed interessante! 

Prima di tutto le domande di rito: parlami di te e del tuo lavoro:

Hola! Sono Alessia Sagnotti, e grazie della gentilissima intervista!

Sono un’illustratrice, adoro scrivere, leggere, i giochi di ruolo, il cinema, le foglie e il parmigiano sulla pasta.

Come mai l’illustrazione? Cosa ti ha spinto a scegliere questo settore?

In verità l’illustrazione è solo una delle cose che amo fare, ma diciamo che al momento ho deciso di farla diventare il mio lavoro. Ho scelto questa strada per fare contenta la bambina che è in me. Fin da piccolissima sono sempre stata affascinata dai libri illustrati, e quando da adulta mi sono imbattuta nei manuali di giochi di ruolo, nei videogiochi e nell’editoria di genere, ormai avevo deciso! Il settore dell’illustrazione purtroppo non è sicuramente una garanzia, ma mi rimbocco le maniche e vado avanti.

Ripercorri a grandi linee le tappe fondamentali che ti hanno portata alla creazione del tuo stile, come, quando e grazie a quali influenze sei diventata l’autrice che sei oggi?

Ho iniziato la mia maldestra storia alle scuole medie, quando la maestra dava i temi come compiti a casa e io mi presentavo il giorno dopo con pagine e pagine di racconti avventurosi illustrati in maniera discutibile. Davvero non capivo perché per tutti era una cosa insolita, io mi divertivo così tanto!

Alle superiori poi ho avuto il mio primo approccio serio con la narrazione di genere, e me ne sono innamorata. Leggo qualsiasi cosa, e all’epoca i classici e i libri di Gaiman e Pratchet riempivano la mia testa di immagini incredibili. Quella è stata l’età che più mi ha influenzata, e che ancora mi porto dietro come un bagaglio indispensabile.

Fu allora che confezionai il mio primo libro illustrato per un concorso internazionale, che vinsi. Ero una ragazzina, ma quella vittoria così inaspettata mi fece capire che forse forse ero capace anche io di creare qualcosa che valesse la pena di essere letto o guardato!

In quel periodo iniziai la mia collaborazione con J.R. Forbus, realizzando per lui diverse illustrazioni per il manuale di gioco di ruolo de “La Notte Eterna” e “Morte nelle Terre Selvaggia” del quale curai anche la grafica.

Successivamente ho studiato fumetto alla “Scuola Internazionale di Comics di Roma”, dove ho potuto confrontarmi per la prima volta con un vero ambiente professionale. E’ stato però anche un periodo un po’ strano. Non capivo più cosa volessi fare, e passai i successivi tre anni quasi del tutto ferma. Ero ossessionata dall’idea di rendere il mio stile più commerciale possibile, ma per fortuna negli ultimi tempi ho capito che in questo mestiere non si può piacere a tutti, e l’unica cosa che si può fare è amare ciò che si fa, come lo si fa e farlo al meglio delle nostre possibilità. Divertendosi, soprattutto.

E’ proprio con questo presupposto che ho ripreso a lavorare, e a guardarmi attorno il più avida possibile di imparare sempre più cose e immagazzinare quanta più esperienza possibile.

Altri autori che mi hanno influenzata e affascinata: Arthur Rackham, Tim Burton, Massimo Carnevale, Alfons Mucha, Dave McKean, Eric Canete e tutti i film Disney e Pixar visti nella vita! Senza voler toccare tutti i videogiochi, film, libri e manuali che mi hanno accompagnata e ispirata in questi anni…!

Qual è il tuo approccio al disegno? E di conseguenza, che ruolo hanno gli strumenti tecnologici nel tuo lavoro?

Adoro disegnare a matita, ma al tempo stesso non potrei mai rinunciare al digitale!

La mia portamine verde è con me da molti anni ormai, fedele compagna di tante avventure. Spesso e volentieri realizzo gli schizzi di un lavoro a matita e li scansiono, colorandoli poi in digitale. A volte invece inizio un lavoro direttamente in digitale. In questo periodo il metodo che utilizzo dipende molto dal tempo e dalle risorse che ho a disposizione. Sicuramente il digitale accorcia tantissimo i tempi.

Quando mi approccio a un disegno, parto sempre dal presupposto di voler esprimere più un concetto che una scena vera e propria. Cerco di giocare con le linee degli abiti e dei capelli, e con gli occhi dei personaggi. Cerco sempre di fissare un’idea di base, e a mano a mano decido a tavolino i toni e stile da utilizzare, un po’ per volta imparando a integrare bene il simbolismo delle forme e dei colori. Sembra un lavoro tedioso, ma io lo trovo più che altro stimolante! Adoro dare un valore aggiunto a quello che faccio, quando posso.

Oltre all’illustrazione, ti occupi anche di fumetto, giusto? Come cambia il tuo approccio quando hai a che fare con una storia (scritta da te o da altri)?

Il fumetto è un’altra parte della mia esperienza che per molto ho accantonato.

Differentemente dall’illustrazione è un’arte più complessa. Si tratta di raccontare una storia per immagini, e non trovo niente di più bello che poter dare vita a una storia semplicemente con una matita. Il processo creativo è davvero complesso e a volte estenuante, specialmente per me che mi perdo spesso nella preparazione, tra storyboard, studi dei personaggi, dettagli, aggiustamenti, sceneggiature…. Preferendo scrivere per me le mie storie sono quasi sempre maniacale, facendomi prendere da continue crisi di prestazione. Eheh!

A cosa stai lavorando in questo momento? Oppure, hai dei progetti personali (terminati o in corso d’opera) di cui vuoi parlarci?

Per fortuna posso dire che questo nuovo anno sta iniziando pieno di cose interessanti.

Ho in cantiere delle collaborazioni interessanti di cui al momento non posso parlare, inoltre è in lavorazione un web comics che spero di riuscire a presentare per la fine di quest’anno. Ho sempre voluto realizzare una storia libera da vincoli o pregiudizi. Il web offre a tutti questa possibilità, quindi perché non coglierla?

Inoltre, sulla mia pagina facebook, ho inaugurato qualche settimana fa, una piccola serie di schede illustrate per giocatori di ruolo.

Che progetti hai per il futuro?

Per il futuro, al momento, mi auguro solo di riuscire a salire altri gradini di competenza. Prendo il mio lavoro con molta umiltà e il mio pensiero va sempre a un continuo migliorarmi.

Spero di riuscire a collezionare lavori sempre più interessanti, e magari in futuro pubblicare qualcuno dei miei lavori!

Consigli per gli acquisti: ci sono alcuni autori che credi debbano essere nella libreria o sulla parete di ogni amante dell’illustrazione e del fumetto?

Sicuramente consiglio dei buoni manuali di base, per chi ha intenzione di iniziare con la giusta “spinta”. Libri di anatomia e prospettiva, sicuramente. Ce ne sono diversi, e quasi tutti ugualmente competenti.

Per chi come me ama il fumetto d’autore, non posso che consigliare i lavori del grande Toppi, di Mignola, Breccia e De Luca… e sono solo una manciata tra i tantissimi artisti che meritano considerazione. Per citarne altri: Dodson, Huges, Carnevale, Di Giandomenico… non basterebbe un libro intero. Sicuramente, però, ogni autore cerca l’artista più congeniale al suo stile.

Consiglio inoltre di avere sempre nella propria libreria dei libri d’arte, degli autori classici che più interessano e incuriosiscono. Trovo il confronto con l’arte classica sempre stimolante!

Inoltre, l’ultimo consiglio che universalmente do a chiunque mi faccia questa domanda è: leggete, guardate tanti film, giocate, ascoltate tanta musica e divertitevi! Variate tanti generi e perdetevi tra tante cose diverse. L’arte è vasta e bellissima, e anche se un autore, regista o scrittore magari non è nello stile del disegnatore che lo consulta, la bellezza è universale, e se l’ispirazione non arriva per emulazione troverà certamente altre vie per raggiungervi.

Ringraziamo Alessia per averci dedicato il suo tempo e raccontata la sua esperienza. Vi diamo appuntamento a domani, quando pubblicheremo lo sketch che ha realizzato per noi di Geek Area!


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