#quattrochiacchierecon/Jacopo Paliaga e French Carlomagno, dal sogno di Cold Cove alla realtà della ribalta

Francesco Sinisi

Conoscete Aqualung? È uno dei fumetti rivelazione di questo 2015; webcomic, per la precisione, e mix intrigante di mistero, azione e fantascienza: una storia appassionante di mare, donne e famiglia, illusrata con tratto deciso e intenso e raccontata in modo lineare e accattivante da due ragazzi che fino a poco tempo fa avremmo potuto etichettare come “perfetti sconosciuti” ma che oggi si prospettano tra le glorie future del fumetto nostrano. Goduto il loro ottimo lavoro, non abbiamo potuto esimerci dal piacere di intervistarli, per sapere come tutto è nato e verso dove sta andando. Jacopo Paliaga e French Carlomagno ci hanno deliziato con questa simpatica conversazione a tre.

Ciao, ragazzi. Complimenti per il vostro successo e grazie per la vostra disponibilità. Partiamo dall’opera che vi ha aperto le porte del Mondofumetto: come vi siete scelti per lavorare insieme?
Jacopo: Ci credi se ti dico che, indirettamente, è tutto merito di Bao?
È una storia lunga, alla Ted Mosby che racconta ai figli di come ha conosciuto la loro mamma, questa è la versione breve: ero sulla pagina Facebook di Bao Publishing e leggevo le linee guida per la portfolio review di un anno fa, dicembre 2014, della Bao Boutique a Milano. French era stato taggato sotto al post da qualche amico, quindi ho visto il suo profilo attirato da un suo disegno come immagine di copertina. E ho pensato due cose: primo, che sembrasse la versione hipster di Babbo Natale, secondo, che i suoi disegni erano veramente tosti.

Ci siamo scritti un po’, entrambi stavamo aspettando risposte per dei progetti approvati per metà, eravamo sul depresso andante così gli ho chiesto “Ma se facessimo qualcosa assieme per il web? Una cosa breve, eh, dieci tavole in bianco e nero”.
Ne sono uscite novanta a colori.

C’è anche da dire che un fumetto breve di dieci tavole in bianco e nero non ci sarebbe servito a niente, non l’avrebbe letto nessuno o quasi. Per farti notare devi puntare a sparare fuochi d’artificio dai capezzoli come Katy Perry, non a startene in piedi con un bengala in mano. 

Quindi ho semplicemente teso una trappola a French e lui ci è cascato. Che pollo.

Nella vostra esperienza è nato prima il disegno o la storia?
French: Effettivamente è andata più o meno così, ci sono proprio cascato come un pollo. Quando Jacopo mi ha contattato, il suo progetto era già ben definito. Mi chiese un parere e poi cominciai da subito a lavorare sul design dei personaggi. È nato tutto molto spontaneamente come se lavorassimo insieme da tempo… siamo stati fortunati!

La struttura di Aqualung sembra quella di una serie tv. E questa prima stagione finisce con tante questioni irrisolte, un gran colpo di scena e mille aspettative, come quelle di Game of Thrones. Per questo … vi odiamo! XD Che ne sarà di Holly Greenberg e di Cold Cove?

Jacopo: Alla fine Holly muore. Ah, spoiler.
No, seriamente: la struttura ricorda quella di una serie tv perché, di serie, ne seguo moltissime.
L’idea è di avere una macrotrama generale suddivisa in stagioni con un’inizio e una fine ben delineate, come fossero degli archi narrativi ma abbastanza chiusi e rotondi. La stagione due avrà un villain differente, delle tematiche differenti ma sempre connesse all’argomento cardine della serie: la famiglia. Se nella prima stagione abbiamo visto l’accettazione, da parte di Holly, di questa situazione familiare che comprende Tessa e Andy, la seconda stagione si focalizzerà sulla nuova e felice Famiglia Greenberg. E non solo.
Ci saranno più del doppio dei personaggi, tanta azione, cliffhanger e colpi di scena che hanno messo in crisi persino French, un mistero di fondo (credo, e spero) intrigante e ovviamente tutta quella parte comedy, più leggera e sentimentale che forse ha caratterizzato la prima stagione. 

I capitoli saranno sempre dieci ma avranno il doppio delle pagine e non ci sarà uno spin-off ma degli spin-off. Sì, “degli”, spin-offs al plurale, con la S, che in teoria non va messa.
In generale, anche se sto scrivendo adesso la stagione due, alternandola ad altro, so bene quali saranno le svolte narrative più importanti della stagione tre, della quattro e della cinque, che dovrebbe essere l’ultima e chiuderà il discorso sulla famiglia iniziato nel primo capitolo.
Cerco di mantenermi un buon margine per inserire tutti quegli spunti e idee che mi sembreranno convincenti, avendo però una traccia ben definita da seguire, piena di appunti e indicazioni.

Le protagoniste principali sono due donne: è difficile scrivere di questo ‘universo altro’? 

È stato un processo istintivo di scrittura o studiato e supportato?

Jacopo: Immagino dipenda dalla sensibilità e dallo stile di chi scrive, ma anche da cosa si vuole raccontare e da come lo vuoi raccontare. Sia Holly che Tessa sono due persone apparentemente fragili, entrambe hanno sofferto molto ma questo non significa che non abbiano due palle cubiche e non siano in grado di reagire. In Aqualung tutti e quattro i personaggi principali hanno sofferto per qualche motivo e ognuno di loro si è rialzato come poteva, così come accade nella vita reale.
Quindi non mi risulta difficile scrivere di due donne, la difficoltà è la stessa dello scrivere due uomini, dipende più dai caratteri che dal sesso. Anzi, forse Holly è il personaggio che mi rispecchia di più, caratterialmente, all’interno della serie. È una questione d’immedesimazione, un po’ come a recitare una parte: non è che per scrivere di un serial killer devi necessariamente commettere un omicidio, occultare il cadavere e compromettere la scena del crimine. E poi credo sia stimolante, mi spinge a cambiare modo di pensare e a sforzarmi nel trovare soluzioni credibili (cosa che, comunque, dovrebbe valere per ogni personaggio). 

Verticomics sembra la piattaforma ideale per il vostro fumetto: l’avete pensato apposta o è stata l’app a contattarvi?
Jacopo: A dire il vero, Aqualung (così come lo spin-off Journey Into Pseudoscience e i due capitoli speciali Inspiegabile e Inenarrabile) è stato pubblicato in primavera sul sito ufficiale (coldcove.com), al ritmo di un capitolo a settimana.
Poi, credo fosse luglio, Roberto Recchioni ci ha messi in contatto con Mirko Oliveri di Verticomics e da metà settembre Aqualung è stato riproposto sull’app. Cosa che succederà anche per le prossime stagioni, visto che Mirko è il perfetto mix tra entusiasmo, competenza e lungimiranza (ed è nella mia personale Top 5 delle persone più simpatiche conosciute nel 2015 – French, scusa, tu non sei tra queste) e la sua Verticomics è, senza mezzi termini, il futuro del fumetto per mille motivi differenti.

All’ultima edizione del Lucca Comics, la Bao ha annunciato un’importante novità anche per il vostro Aqualung: parlateci un po’ di questo progetto.

Jacopo: A partire da ottobre 2016, grazie a Bao Publishing, Aqualung diventa cartaceo.
Il primo volume verrà fornito con cofanetto per raccogliere le prime tre stagioni della serie.
I contenuti saranno rivisti e in alcuni casi migliorati, alcune scene – adattate e sacrificate nella versione web – verranno ampliate, quindi la versione cartacea sarà una sorta di director’s cut. 

Possiamo dire che ci saranno delle sorprese?

French: Grandi sorprese! Ad ogni modo, lavorare con Bao credo sia la cosa più stimolante potesse capitarci: è fantastico essere seguiti così da vicino, avere qualcuno con cui parlare delle tue idee pronto a sostenerti in caso di dubbi. 

Jacopo: C’è un costante confronto costruttivo, per quanto riguarda Aqualung ma anche per il libro in uscita a maggio 2016, “Come quando eravamo piccoli”, dove l’editing e i consigli di Michele Foschini e Leonardo Favia sono fondamentali.

French: Quando abbiamo cominciato a pubblicare Aqualung online, Jacopo e io eravamo da soli con le nostre pagine che potevano piacere come anche no, era un rischio, tanto che i capitoli 9 e 10 erano stati pensati in una versione leggermente differente nel caso la serie non fosse piaciuta.

Jacopo: È stato decisamente più faticoso.

Siete appassionati di fumetti? Con quali siete cresciuti?

French: Ovviamente si! Sono cresciuto con l’universo Marvel, Spider-Man su tutti. Dopo House of M ho un po’ mollato la presa, ma questo mi ha spinto anche a leggere molta più roba e soprattutto più varia. Principalmente ti direi Marvel comunque e mano a mano ho cercato di leggere più roba possibile, ma sempre con un occhio particolare rivolto ai disegni, ovviamente.

Jacopo: Credo che non puoi scrivere fumetti senza essere appassionato di fumetti.
A dodici o tredici anni leggevo gli Ultimates di Millar e Hitch nascondendo gli albi dietro i quaderni di matematica. Infatti in matematica andavo malissimo ma conoscevo a memoria tutte le scene di Ultimates che sì, insomma, vuoi mettere?
Sempre in quegli anni leggevo Ultimate Spider-Man di Bendis, che mi ha veramente cresciuto, e One Piece; poi sono passato all’Invincible di Kirkman, che seguo oramai da dieci anni, e alla Marvel nel periodo di Vendicatori Divisi e House of M. E poi tutto il resto.


Avete progetti personali?

Jacopo: Intendi con French? Tipo adottare un bambino assieme o passare al lato oscuro della Forza? Ci stiamo pensando ma non c’è ancora nulla di definito. Credo.

French: In effetti adottare un bambino è una questione più complessa di quello che si possa immaginare. Seriamente, di progetti personali ne abbiamo parecchi, forse troppi, anzi, il giusto, ma non possiamo ancora dire niente ché altrimenti ci aspettano fuori casa con catena e tirapugni.


Avete preso già posto nel cuore di molti lettori. In molti ormai aspettiamo altri vostri lavori. Qualcuno vi indica già come uno dei futuri possibili del fumetto italiano (e noi gli crediamo). Cosa pensate di queste belle prospettive e del vostro successo?

Jacopo: Se penso alle prospettive di cui parli, penso al fatto che sto avendo la possibilità di scrivere di più e di far leggere le mie cose – anche in un futuro abbastanza immediato – a più persone di quante avrei immaginato sei mesi fa. Cerco di non prendermi troppo sul serio e a divertirmi, tutto qui.
French: Esatto, se penso a sei mesi fa non avrei mai immaginato una cosa del genere a questo punto. Quindi piedi per terra e lavorare! Ma sicuramente ora le prospettive sono decisamente più interessanti. Quello che possiamo fare sarà cercare di non deludere le aspettative e dare il massimo.

Infine, la domandona che facciamo a tutti i  nostri intervistati, per completare le nostre collezioni con i pezzi migliori: quali sono le letture i prescindibili, i must  che consigliereste ai nostri lettori? 

Jacopo: Domanda che mi mette in crisi.
Le mie letture imprescindibili sono quelle che mi hanno fatto pensare “Che figata, i fumetti, voglio scriverli anche io!” quindi, senza scomodare i classici, fa brutto se ripeto gli Ultimates di Mark Millar? E poi, giuro, non capisco come faccia a vivere chi non ha mai letto Planetary di Warren Ellis e John Cassaday.

French: I miei must sono tutti molto legati anche all’aspetto visivo, chiaramente. Ho sempre cercato di carpire il più possibile da autori che ammiravo con tutto me stesso. Risposta secca: Cyril Pedrosa e Bastien Vivès. Rispettivamente “Tre ombre” e “Nei miei occhi”.

E allora, non ci resta che aspettare questo 2016, che si prospetta fumettisticamente davvero interessante! A Jacopo e French i nostri migliori auguri e un ringraziamento specialissimo per le immagini di seguito. Attenzione! Sono immagini in anteprima della seconda stagione di Aqualung, non ancora pubblicate: potrebbero causare forti mal di attesa!


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