#QuoVado? / Solo a vedere Checco Zalone

Fabrizio Mancini
Una delle tante barzellette sui carabinieri recitava: due carabinieri si incontrano,
– Dove vai? – e l’altro risponde – Al cinema –
– A vedere che? –
– Quo Vadis? –
– E che vuol dire?! –
– Dove vai? –
– Al cinema –
– Anche tu! A vedere che? –
– Quo Vadis? –
– E che vuol dire?! …

E continuava all’infinito; infinito come il successo di Checco Zalone al cinema. Non sono qui per giudicare il film o per giudicare chi va e chi non va a vederlo, perché eventi di questo genere vanno analizzati con obiettività.
In meno di un mese Quo Vado? straccia ogni record: siamo sopra i 63 milioni di euro con circa 9 milioni di persone. Non so se vi rendete conto, ma staccati di quasi 40milioni ci sono Star Wars VII e Inside Out con un’affluenza tra i 3 e i 4 milioni di spettatori. Facciamo che vi dico anche che Star Wars VII nel mondo sta raggiungendo i 2 miliardi, tallonando Avatar e Titanic nella classifica dei maggiori incassi della storia del Cinema e forse li supera anche. Tanto per farvi capire che 25 milioni in Italia generalmente significano grande incasso. Ma allora perché Zalone li stacca più del doppio? Di chi è la colpa (se così possiamo chiamarla)? È evidente che molti di quelli che hanno visto ‘Quo Vado?’ non vanno al cinema, non frequentemente, perché 9 milioni sono davvero tanti sopratutto se sai che tanti lo snobbano.

Quindi chi è che “sbaglia”? Sono i film che sono brutti e non meritano di essere visti o le persone non vogliono andare al cinema? Forse per loro il cinema non è qualcosa che merita attenzione, hanno la TV, però Zalone lo vanno a vedere. Allora è davvero merito di Checco? Lui riesce a soddisfare la pancia del popolo? Credo in parte di si. Ma la reale colpa è probabilmente nella lenta e inesorabile distruzione dell’identità culturale degli Italiani.

Per scomodare un nome ovvio, Fellini aveva successo; tuttora è considerato tra i più grandi di tutti i tempi, parlarne era scontato, come parlare adesso di Zalone, ma se parli ora di Fellini ad un tavolo di sconosciuti ti fanno sentire uno sfigato e vieni bollato come “intellettuale” in modo così dispregiativo che neanche avessi la peste.
Se hai visto La Grande Bellezza prima che vinse l’Oscar sei un intellettuale. Se vedi un film antecedente al 2000 sei un intellettuale. Davvero, basta questo per essere un intellettuale?
Ecco la realtà. L’Italia odia la cultura. Non lo dico per complottismo, ma se persino delle sculture storiche vengono “censurate” perché raffiguranti nudi che disturberebbero un ospite, figurarsi quanto poco gli importa di Fellini e tutti gli altri.
Il mio rammarico si esprime anche per il fatto che tutti quegli spettatori non andranno più in sala a vedere un film se non per il prossimo Zalone. Non sostengono il nostro cinema. Pensare che il nostro Paese era fondato sulla cultura cinematografica e ritrovarlo così, senza conoscere nulla, mi affligge.
Quella barzelletta ora ha più senso. Quo Vadis? Dove pensi di andare? Sei italiano, non ti serve una cultura.
Ci hanno davvero tolto tutto.


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