#QvandoC’eraLVI / Idee a prova di cola. E di stupidi.

Fabrizio Mancini

La pubblicità negativa non esiste diceva quello, e forse è anche quella più remunerativa. Fossi la Shockdom quasi ringrazierei pubblicamente gli autori del gesto avvenuto a Romics, ormai sulla bocca di tutti nel mondo del fumetto. Ringraziarli non perché faranno aumentare le vendite, ringraziarli perché hanno tolto ogni dubbio a chiunque sul volerlo leggere, ringraziarli perché aiutano la promozione di un fumetto che è davvero bello.

L’albo è il primo di quattro che avranno cadenza trimestrale: io sono sicuro che non mancherò all’appuntamento.

La storia è semplicemente deliziosa, scritta a quattro mani da Daniele Fabbri e Stefano Antonucci. La sceneggiatura, affidata al solo Fabbri, è impeccabile. Carica di satira gustosa in ogni vignetta, una satira che non scade mai nel puro insulto, nonostante i due autori abbiano specificato il loro pensiero fuori dal fumetto, sopratutto dopo Romics.

Una caricatura del pensiero di estrema destra, con diretto riferimento a Casapound.

I disegni rispecchiano perfettamente a livello visivo i testi: nelle sapienti mani di Stefano Antonucci, questi nostalgici fascisti prendono la forma di piccoli ometti dai lineamenti duri ma innocui.

A rendere tutto giusto ci sono i colori di Mario Perrotta, che personalmente ho apprezzato tanto. Rendono il fumetto molto pop, grazie ad un saggio e potente utilizzo di tutte le variazioni che ci sono tra rosa e viola. Mi soffermo solo per un altro secondo sul colore: fondamentale, poi capirete. Della storia non vi svelo nulla.

Il finale è estremamente spettacolare, inaspettato, crudele e goliardico. Direi che rasenta la perfezione.

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