#Warner / Justice League – Un messaggio di speranza

Justice League
Fabrizio Nocerino

Nella “psicanalisi” un nerd, la bellezza é spesso un concetto relativo, fugace, effimero, terribilmente soggettivo.
Nell’era di Internet 2.0, soprattutto, la discussione sulla validità di un prodotto si trasforma spesso in un’aspra presa di posizione, quasi integralista ed al limite del fondamentalismo, che costringe l’utente a schierarsi, da un lato o dall’altro, con noi o contro di noi.
Va da sé che parlare di Justice League ricade in questa guerra di tastiere.

La pietra fondante dell’universo DCEU costringe lo spettatore a dover decidere se dare una possibilitá ad un universo narrativo partito tra inciampi di epiche proporzioni o voltare le spalle ad una storia corale che mostra barlumi di brillantezza.
Bello o brutto, capolavoro o immondizia, parole spesso lette in commenti colmi d’odio e conoscenza dell’arte dei fratelli Lumiére, effettiva o meno che sia.

A volte, bisogna semplicemente vedere un film per quello che é: con tutti i suoi problemi, Justice League é un film godibile che cambia, in positivo, il registro dell’universo condiviso DC.
Justice League 1

Scritto da Chris Terrio, Joss Whedon e Zack Snyder, con gli ultimi due in staffetta anche alla regia, il film si pone come sequel diretto di Batman V. Superman; sono passati solo alcuni mesi dalla Morte di Superman per mano di Doomsday e, come ci fa intuire Snyder nei crediti d’apertura, sulle note di Everybody Knows di Sigrid, Metropolis e il mondo intero sono ancora a lutto per la perdita del loro campione, il faro di speranza che ha giá evitato due volte la distruzione della Terra.

Nei 45 minuti d’apertura del film, la storia scorre rapida e ci introduce, mano a mano,  i nuovi protagonisti ed i volti giá noti: il nevrotico ed inesperto Flash di Ezra Miller, il possente e carismatico Aquaman di Jason Momoa e il tormentato Cyborg di Ray Fisher risultano elementi piú che graditi, aggiungendosi a BatmanBen Affleck, e Wonder WomanGal Gadot, che giá hanno mostrato un’ammirevole sinergia ed alchimia sullo schermo ed anche in questo film risultano motore della trama principale.

Fondamentalmente, é questo il punto forte del film, i personaggi.
Sará la voglia, innata, di vedere gli eroi preferiti su schermo, sará che c’é una mistica al tutto, sará che é impossibile non trovare almeno un minimo divertente le relazioni tra questi, fatti di battute, scontri di testa e dialogo genuino…ma vedere su schermo Cyborg, Aquaman, Flash, Wonder Woman e Batman insieme merita il prezzo del biglietto.
Le interpretazioni permettono a ciascuno dei protagonisti di esprimere loro stessi e rendere unici i membri della Justice League, dando spazio a ció che doveva essere e, fortunatamente, é la base della storia: la formazione del gruppo e l’emozione nel vederli in azione insieme.
Justice League Gordon
Per fortuna, dunque, che abbiamo almeno un cast divertente da ascoltare ed epico da osservare, perché la trama é di quanto più basilare, scontato e prevedibile possiamo avere: un antico male si risveglia sulla Terra e tre artefatti, le Scatole Madri dei Nuovi Dei, sono l’infinita fonte di potere che il cattivo di turno prende di mira, in cerca di sufficiente potenza di fuoco per ingraziarsi Darkseid.
Se fosse sulla copertina di un fumetto, il personaggio di Steppenwolf avrebbe un bel titolone a caratteri cubitali con scritto “Enter…Steppenwolf!” e poco piú.
Un mostro in CGI che di Kirbyano ha poco e nulla, dai dialoghi mollicci e ripetitivi, che funge unicamente da fantoccio da abbattere per il gruppo, un po’ come quello che fu Loki nel primo Avengerscon l’enorme differenza di avere un effettivo personaggio tridimensionale con sfaccettature diverse e non una action-figure con il pulsante dietro la schiena per farlo parlare.

Considerando che fare un buon villain da cinefumetto è sempre più complicato, vedi la recente Hela in Thor: Ragnarok o, per mantenerci nel DCEU, l’amorfa Incantatrice di Suicide Squad o l’altrettanto stereotipico Ares di Wonder WomanSteppenwolf svolge il suo compito di ostacolo da superare per il gruppo e nient’altro, funzionale ma tutt’altro che memorabile.
Allo stesso modo, come accennato, puó considerarsi la trama, che accompagna da punto A a punto B fino al conclusivo punto C senza grossi esercizi di stile né picchi narrativi: tutto é al servizio dell’effetto feel good del vedere il gruppo sul grande schermo.

Justice League, sotto questo aspetto, importante ma secondario allo scopo del DCEU, é un film che non osa mai, si siede al banco, svolge il compito, lo consegna e riceve un voto discreto, non esaltante ma una buona base per il futuro.
Justice League FlashCon tutti i suoi difetti, grandi e piccoli, Justice League intrattiene per la sua durata e fa sembrare il DC Extended Universe un posto più grande, più ampio, da Atlantide a Central City, dal piccolo brillio smeraldo delle Lanterne Verdi e al ritorno a Gotham, Metropolis e Themyscira.
Ci si allontana dal grigiore e dalle atmosfere cupe di Man Of Steel Dawn Of Justice e si prendono le cose alla leggera, capendo che questi eroi non devono e non possono essere solo e soltanto figure tormentate e devastate dalle loro origini o dal mondo che abitano; Justice League parla di Dei & Uomini che cercano di trovare il loro lato più umano per resistere al nemico, di andare oltre e compiere un sacrificio che potrebbe scatenare qualcosa di molto peggio pur di salvare l’umanità.
Sotto un’abbondante dose di humor, di sorrisi e di speranza ritrovata, il DCEU ha scoperto di avere dei nuovi eroi, ed una nuova mentalitá, alla quale potersi affidare.


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