#RWEdizioni / Recensione – Dottor Fate

Filippo Garofalo

Con il rilancio dei New 52 sulle serie a fumetti targate DC Comics, non poteva non mancare uno dei personaggi più curiosi, interessanti e mistici dell’universo DC. Il Dottor Fate ha, infatti, una testata tutta sua, sconvolgente e innovativa e la RW Lion ne ha iniziato la pubblicazione nel febbraio 2016 raccogliendola in volumi.

I primi otto numeri della serie sono raccolti in due volumi:  Il Sangue Dei Faraoni e Il Prezzo Da Pagare.

La storia, scritta da Paul Levitz e disegnata da Sonny Liew, è ambientata a Brooklyn. Il protagonista è Khalid Nassour, adolescente la cui unica preoccupazione è quella di iniziare la facoltà di medicina per diventare un giorno un medico. In poche pagine viene catapultato in un mondo di allucinazioni mistiche, divinità egizie e poteri sovrannaturali.

Il ragazzo, diretto discendente di una dinastia faraonica, viene reclutato dal suo gatto, sotto le cui sembianze si nasconde la dea egizia Bastet. Gli viene affidato un compito fondamentale: impedire che la razza umana perisca per mano di Anubi, il dio dell’oltretomba.

Khalid è il prescelto. Non ha scelto lui l’elmo del Dottor Fate, bensì il contrario. Alla sua domanda “Perchè io?“, l’elmo infatti risponde “Perchè tu devi“. Questa affermazione lascia Khalid molto turbato e contrariato . Insomma provate a dire voi a un ragazzo in pieno periodo adolescenziale di dover fare una cosa solo perchè deve! Ne uscirebbe di sicuro molto indispettito e non particolarmente ben disposto a svolgere quel compito.

Il primo volume e buona parte del secondo, dunque, ritrae perfettamente il processo di accettazione di una tale responsabilità tipica di un adolescente. Colmo di dubbi e di domande e totalmente alle prime armi, Khalid si definisce una “schiappa totale“.

Non ha alcuna idea di quel che stia facendo nè tantomeno come usare i suoi poteri e quale sia la loro fonte. In preda al panico, soffocato dall’ansia di prestazione e dal compito che grava sulle sue spalle, improvvisa rocamboleschi tentativi di salvataggio. La sua ingiustificata spavalderia e spregiudicata avventatezza, non solo causano sofferenza e problemi al protagonista stesso, ma anche ai suoi cari e a tutti gli innocenti coinvolti. Si tratta del classico esordio supereroistico, forse su toni un po’ troppo umoristici e superficiali, probabilmente dettati dalla volontà di avvicinarsi a un pubblico giovane e fresco.

Khalid non vuole responsabilità e non riesce a prendere seriamente nulla di quello che gli sta accadendo: è in preda al destino.

Potrebbe apparire come un personaggio privo di spessore in quanto viene “trasportato” da terzi per tutta la vicenda, senza mai esprimere completamente sue idee o particolari volontà. A mio avviso, Khalid diventa un mero ospite del Dottor Fate, un personaggio piatto vittima degi eventi.

Perfino il confronto finale con Anubi lascia l’impressione di risultare poco emozionante e non suscita nel lettore l’idea che l’eroe della storia abbia realmente compreso il significato delle sue azioni e di tutto quello che gli è capitato in 200 pagine.

Un esordio a mio avviso poco brillante quello del nuovo Dottor Fate. Per gli appassionati le aspettative sono alte e la curiosità per un approccio più teen al personaggio non viene pienamente soddisfatta. Doctor Fate sicuramente ha del potenziale, sia artistico che narrativo, ma riesce non benissimo nella sua realizzazione, mantenendosi su livelli troppo superificali ed evitando strategicamente di approfondire alcune tematiche politico-sociali che avrebbero fornito un background sicuramente più interessante al protagonista.

Per quanto riguarda i disegni, Sonny Liew lascia da parte una correttezza assoluta della figura per puntare di più sulla spettacolarità dell’azione e della plasticità, coadiuvato dai colori quasi psichedelici dello stesso Liew, affiancato da Lee Loughridge e Ibrahim Moustafa, trasmettendo in maniera piuttosto convincente un’atmosfera delirante quanto basta.


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