#RWEdizioni / The Dark knight III: Master Race #3 – La Recensione

Daniele D'urso

Prosegue la pubblicazione italiana da parte di RW Lion di The Dark Knight III: The Master Race con il terzo numero che sarà prossimamente disponibile in tutto lo stivale.

La serie (ideata da Frank Miller e Brian Azzarello) conferma l’ottimo registro del secondo numero, migliora la conseguenzialità degli avvenimenti e porta avanti una fitta rete di tematiche attuali senza lasciare in secondo piano l’universo eroico.

La trama entra finalmente nel vivo: il mondo deve affrontare la minaccia degli abitanti di Kandor, antica città Kriptoniana, che vogliono soggiogare la terra. Una minaccia troppo grande per i governi mondiali, che subiscono gli atti di terrore da parte dei Kandoriani (guidati dal profeta Quar). Una scelta molto audace da parte del team creativo, introdurre come antagonista un civiltà.

Bruce Wayne è vivo e vegeto, la sua missione non si è ancora conclusa. Il fardello della difesa dell’umanità ricade ancora una volta su di lui, su Batman (ciò che ne rimane) e sul suo fisico dilaniato da mille battaglie. Il Cavaliere Oscuro è testardo ma non folle, consapevole che non può affrontare un pericolo di tale portata da solo.

In generale se i prima due numeri di DKIII servivano ad impostare un plot narrativo, il terzo numero si spinge avanti favorendo la riuscita degli eventi e portando gli eroi in battaglia. Ancora una volta, The Dark Knight dimostra che certe lotte di potere non possono essere semplificate con un banale bene contro male, giusto contro sbagliato, ma che dietro si nasconde un discorso profondo, complesso, reale e, soprattutto, attuale.

Il villain di turno non si rivela un semplice nemico intento a distruggere la terra. Deve essere soggiogata, restituendo all’umanità un nuovo corso tramite un clima di terrore e, ancora una volta, sarà il singolo a caricarsi il peso di tale responsabilità. Gli scontri di Miller non sono semplici dualismi fini a se stessi, sono saggi sulla politica e l’esistenza umana, sull’uomo e la sua missione.

Lo spillato, all’interno del numero che viene dedicato ogni volta ad un eroe diverso, racconta le vicende di Lanterna Verde e le mogli di Kandor, affascinanti kriptoniane che si prendono gioco del Cavaliere di Smeraldo. La storia risulta leggermente lontana e non affascina come il secondo numero su Wonder Woman, ma resta un piacere vedere un lavoro completo di Frank Miller.

I disegni di Andy Kubert migliorano tavola dopo tavola, rendendo omaggio ad una saga che non smetterà mai di sorprendere. Se il primo numero ci aveva lasciato qualche dubbio, dal secondo il disegnatore americano si è ampiamente riscattato

Questo Dark Knight non è un semplice fumetto d’intrattenimento, è qualcosa di più profondo che racconta politica e terrorismo, temi attuali che dilaniano il mondo contemporaneo. Un saggio che si pone come specchio delle vicende del nostro mondo.

Non è facile utilizzare in questi tempi tematiche cosi forti e crude, rielabolandole all’interno di una delle saghe più prolifiche di sempre. In questo, Miller e Azzarello compiono un lavoro stupendo, ricordando al mondo che non bisogna restare a guardare, esiliandosi in un eremo lontano dalla civiltà per assecondare la paura. Non è un caso che Kelly e Bruce siano una giovane ragazza e un uomo in età avanzata, figure che nella società di oggi sono ai margini della vita. Si tratta di un monito a noi stessi e ai nostri governi: non rimanere fermi a guardare. Ognuno di noi non può e soprattutto non deve cedere alla paura, ognuno di noi può sempre fare la differenza. Come Batman che da stanco, vecchio e indolenzito, non smette e non smetterà mai di lottare.


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