#RWLion / Batman Il Cavaliere Oscuro: Rinascita #8

Daniele D'urso

Il viaggio non è ancora finito… ogni minuto che passa avvicina la razza umana all’estinzione. Secondo dopo secondo, la lotta contro il tempo del crociato incappucciato si fa sempre più avvincente. Dopo aver lottato nei posti più inospitali del pianeta, la sua missione lo porta nelle paludi del Mississipi alla ricerca di risposte. Ad attenderlo ci sarà il più subdolo delle sue nemesi: Jervis Tetch, il Cappellaio Matto. La nuova run del Cavaliere Oscuro entra nel vivo, il cuore della scrittura di Scott Snyder ci propone il classico gioco pericoloso (evidente ancora una volta è il richiamo ad Anno Zero) e, per l’occasione sarà Giuseppe Camuncoli, nostrano disegnatore di fama internazionale, a collaborare sulle pagine di All Star Batman #8.

Tetch sfida la certezza d’essere un uomo fuori di testa, inconcludente, una parodia dell’essere criminale, ma è solo apparenza, un gioco metodico e studiato per far passare inosservate le proprie qualità criminali. Il campo di battaglia è a suo favore, un’orchestrata manovra che porterà Batman a combattere su più fronti, non solamente su quello fisico, dove a rigor di logica dovrebbe sovrastare il suo oppositore, ma anche su quello mentale dove il Cappellaio ha pochi eguali.

Tutto per un nome, un’informazione, qualcosa di cruciale che può salvare il destino dell’umanità. Ancora una volta come ci aveva fatto vedere in precedenza, Scott Snyder predilige una scrittura dinamica e d’azione, sotto il pesante giogo-forza della problematica temporale. E proprio il tempo sarà una caratteristica preponderante dello scrittore americano che fin dalla sue pagine d’esordio l’ha sempre prediletto in molte delle sue avventure, e ovviamente non poteva escluderlo in quest’occasione.

Un numero assestante che si sviluppa in maniera semplice e ciclica, inizio, missione, raggiungimento, fine, metodicamente finalizzato a una resa ottimale che porterà Batman al prossimo scontro.

È tempo di conoscere l’uomo che si cela sotto il nome di Ethan Cobblepot, il figlio del Pinguino. Barbara è sveglia, una ragazza matura non si lascia abbindolare facilmente, ma il suo nuovo spasimante è un personaggio enigmatico, misterioso, persino criptico. Un punto interrogativo al quale la vigilante, prima che sia troppo tardi, deve dare una risposta. I suoi interessi sono dislocati oltre la facciata della Vicform, ha una naturale repulsione per gli eroi in maschera, una serie di fattori che porteranno inevitabilmente a una resa dei conti. La duplice vita di Barbs è di centrale importanza per l’evoluzione della trama futura e molte delle dinamiche che vengono affrontate sono di uso comune nella realtà che viviamo tutti i giorni. Questo nuovo corso comporta un picco d’innalzamento qualitativo in una serie che dopo il primo ciclo post rinascita non aveva convinto a pieno. Cosi tra una serata nei locali più in di Gotham e una lezione universitaria, la figlia del commissario Gordon affronta la sua nuova-vecchia vita al centro di Burnside, la ragazza giusta nel posto giusto.

È tempo di cambiamenti per le Birds of Prey, un ciclo si chiude e uno nuovo è alle porte, intervallato da un numero poco canonico, l’intermezzo che spezza la continuità della narrazione in virtù di una scrittura più semplicistica e autoconclusiva. La storia si dipana intorno alle figure di due misteriosi agenti immobiliari, in grado di svolgere fin troppo bene il proprio lavoro. Una caccia interessante e leggera che si addentrerà fra le nuovissime dinamiche del gruppo: l’entrata di Orcolo e la progressiva fiducia di Helena nelle sue amiche. Chiaramente un passo indietro per quanto riguarda la qualità della serie che si cimenta in un percorso procrastinante e deleterio alla lunga, ma di uso comune nel panorama del fumetto supereroico.

Con la fine dei Jokerz, e il ritorno in scena dei grandi antagonisti del fumetto americano, si chiude il primo ciclo di Batman Beyond, non senza qualche dubbio irrisolto. È chiaro come la serie, nonostante una partenza non certo altisonante, abbia sopperito molto bene alle alte aspettative dei fan, passando da iniziale fanalino di coda della testata a progressiva certezza. Nel giro di otto numeri le avventure di Terry Mcginniss hanno stravolto l’iniziale timore referenziale verso la scrittura di Dan Jurgens, proponendoci un fumetto dinamico e avvincente con cliff-hunger equilibrati e mai troppo banali. Senza perdersi in sequenze inutili (come i suoi predecessori), passiamo subito al cuore del secondo ciclo, nel quale troveranno una forte alternanza tra il lato umano e il lato eroico del protagonista. L’ombra della testa del demone si affaccia su Gotham, ma ora il pipistrello del futuro non è più solo, può contare su un potente e quanto mai redivivo alleato: Bruce Wayne.


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