#RWLion / Batman Il Cavaliere Oscuro Rinascita #4

Daniele D'urso

Aumentano i chilometri, scorre il tempo e la folle corsa verso la verità si complica passo dopo passo. Due Facce non è un compagno di viaggio semplice è lunatico e tende spesso a cambiare opinione, una brutta gatta da pelare. Per sua fortuna Batman non è solo, con lui c’è Duke Thomas; l’ultimo ingresso nella Batcaverna.  Un gioco al rialzo che sta costringendo Batman ha utilizzare ogni risorsa a sua disposizione per portare a termine la missione. È solo contro tutti, i suoi nemici storici non sono gli unici a voler impedire che venga rivelata la verità, ma persino i suoi alleati e le persone comuni. Il cavaliere oscuro ancora una volta dimostra di essere arrogante e testardo, certe promesse non possono esser infrante e non importa quanto costi portarle a termine. Sangue e distruzione sono il tributo necessario da pagare per raggiunge l’obbiettivo, come recita un vecchio detto:

“il fine giustifica i mezzi”

Allora la strada disseminata di insidie diventa il palco di un atto che va in scena agli occhi del mondo, l’on the road si scompone a piccoli passi, ognuno dei quali ci porta faccia a faccia con il pericolo; non si può far altro che combattere. Non importa più il ricordo di ciò che è stato, la mente è confusa e ciò che resta è una storia vera solo per metà, ma a questo punto la verità non serve, a questo punto bisogna arrivare solo alla fine del percorso. Un esaltante Scott Snyder ancora una volta condivide la scena con le tavole di John Romita jr.

Il cerchio intorno  Kai sta per chiudersi e le colpe del ragazzo si ripercuotono sulla scelta di Barbara. Giappone, Korea, Cina il tour dell’Asia per la giovane figlia del Detective Gordon sta per concludersi in una rocambolesca lotta con un organizzazione criminale intenta a trafficare con pericolose sostanze chimiche. La scelta narrativa non riesce ancora a soddisfare in pieno, nonostante sia sostanzialmente una discreta storia, i continui spostamenti dell’eroina confondo il lettore e abbassa l’attenzione necessaria per intrattenere. Un vizio di forma che fa calare a picco le aspettative della serie nonostante i buoni propositi del team creativo. Non amo i disegni di Rafael Albuquerque e questo probabilmente affossa ulteriormente il mio giudizio.

Birds of Pray in questo quarto numero cade in un vizio di forma comune a molte serie, la ripetitività della trama e di alcune situazioni genriche. Sostanzialmente, fatta eccezione per la storia legata all’origine di Black Canary questo capitolo ripercorre situazioni già viste, e lo fa con lo stesso identico piglio. Un passo all’indietro importante per una testata che stava promettendo molto bene. Ovviamente speriamo che questo sia solamente un incidente di percorso e che la caccia a Oracolo riprenda nel verso giusto. Le complicazioni della Cacciatrice nel sapersi relazionare con le altri elementi del gruppo hanno fatto già da sfondo ai precedenti numeri, così come il rapporto protettivo di Batgirl nei confronti del padre. Una serie valida di cliquè ma già utilizzati. Ciò nonostante la chiusura del numero e le sue premesse fanno sperare per un cambio repentino di rotta già dal prossimo mese.

Chiude il mensile Batman Beyond alle prese con il gruppo di fanatici ossessionati dalla figura del Joker. Finalmente dopo due numeri iniziali molto di circostanza la serie comincia a  espande con ottimi risultati, la trama è incentivata e viene proposto un viaggio nel tempo legato alla verità sulla fine del clown principe del crimine. Se pur in minima parte siamo davanti ad un evoluzione relativamente buona della scrittura che si sviluppa in modo orizzontale percorrendo finalmente una crescita narrativa. Terry è alle prese con un piano disperato per salvare Dana, un piano che sembra aver presa nelle menti dei criminali. La sua missione è solo all’inizio ma siamo subito a un punto di non ritorno.


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