#RWLion / Batman: La Setta – La Recensione

Redazione Geek Area

Batman è uno dei personaggi più importanti dell’intera scena fumettistica mondiale, nonché punta di diamante della DC da oltre settant’anni. Vero e proprio simbolo per un’industria, conosciuto sia dal grande che piccolo pubblico in maniera molto approfondita. Ci sono storie sul Pipistrello che hanno cambiato il modo di concepire il fumetto, modificandone radicalmente le basi, e che vengono da sempre annoverate tra le migliori mai scritte sul personaggio. Tra le molte spiccano sicuramente Anno Uno, Il Ritorno del Cavaliere Oscuro, Il Lungo Halloween e The Killing Joke, giusto per citarne alcune.

Molte volte, e forse anche troppo spesso, tante storie estremamente meritevoli vengono dimenticate o tralasciate, ponendo l’attenzione su altri capolavori, e oggi vorremmo prendere in esame proprio una di queste. La storia in questione è: La Setta di Jim Starlin e Bernie Wrightson pubblicata nell’ormai lontano 1988.

Con questa miniserie di quattro numeri Starlin riesce a dare una nuova visione di Batman/Bruce Wayne come personaggio a tutto tondo. Ciò che viene messo in discussione è l’infallibilità di quest’ultimo ed il fatto che ogni uomo in carne ed ossa può essere spezzato, anche uno dei più grandi eroi esistenti. Starlin, da sempre autore che tende ad inserire forti critiche all’interno dei suoi albi, sottolinea come il problema non sia essere sconfitti, ma avere la capacità e la forza di rialzarsi per continuare a combattere anche nel momento in cui tutti gli eventi risultano avversi e il buonsenso farebbe propendere per la resa (e fa tutto ciò diverso tempo prima di Knightfall, evento che metterà il Cavaliere Oscuro in una situazione alquanto simile).

Con La Setta viene inserito un nuovo personaggio all’interno dell’universo del Pipistrello, nasce quindi la figura del Diacono Blackfire. Anche in questo caso Starlin e Wrightson creano qualcosa di diverso rispetto alla schiera di nemici più o meno classici del Crociato Incappucciato; il Diacono, ad esclusione di una vita estremamente longeva (ma che potrebbe risultare solo come un’ottima falsificazione) e dei fin troppo singolari atteggiamenti, non risulta essere nient’altro che un fenomenale oratore, nonché manipolatore eccelso. Attraverso questa figura Starlin vuole veicolare una precisa critica contro i classici ciarlatani che hanno sempre spopolato oltreoceano e non. Questi, con le loro promesse palesemente false, sono riusciti ad indottrinare masse, creare dei veri e propri seguiti, truffando senza nessun ritegno.

Il Diacono Blackfire vuole farsi portatore di verità, ingannando i più deboli ed i meno fortunati, inizialmente con una lotta al crimine che gli enti politici e legislativi di Gotham non riescono a portare avanti -ricevendo l’acclamazione ed il consenso di gran parte dei gothamiti- , ed infine prendendo la città sotto il proprio comando grazie ad una setta che punisce con inaudita violenza tutti coloro che provano a ribellarsi. Una semplice figura umana, senza nessun potere, riesce dove molti altri hanno fallito, piegando il più impensabile degli uomini. Arriva a compiere un vero e proprio lavaggio del cervello all’eroe, anche grazie all’aiuto di droghe e strataggemi degni di reparti speciali, facendolo dubitare fortemente dei suoi metodi, dei suoi traguardi e sopratutto dei suoi limiti. Ci troviamo di fronte ad una decostruzione del pipistrello che in pochi altri casi verrà mostrata e che solo molto successivamente potrà essere eguagliata (forse con l’unica eccezione concretizzatasi nella run di Grant Morrison, a cavallo tra il 2007 ed il 2010).

L’opera risente fortemente anche dell’influenza Milleriana, sia per l’impostazione che Starlin gli fornisce, attraverso il continuo aggiornamento della situazione a Gotham tramite telegiornali locali, che per l’escalation di violenza a cui ci si trova di fronte, rappresentata meravigliosamente dalla commistione dei disegni di Wrightson e dei colori di Bill Wray. Ci viene mostrata una Gotham più folle che mai, dove l’inferno sembra realmente essersi scatenato nelle strade e, sottolineando ancor di più la critica starliniana, tutto a causa della religione. La religione risulta infatti essere l’ennesimo punto focale su cui tutte le vicende girano; vediamo addirittura lo stesso Blackfire spiegare come utilizzarla per esercitare controllo sulle masse.

Questa miniserie fornisce un’intrepretazione tutta nuova anche della crociata personale dell’Uomo Pipistrello, approfondendo l’aspetto intimo e privato della scelta intrapresa da Bruce Wayne dopo la morte dei propri genitori. È solo per vendicare il lutto personale e per combattere il crimine che il milionario in questione decide di vestire lo stravagante mantello o c’è anche dell’altro? L’eroe per antonomasia di Gotham viene messo di fronte ad un fatto più chiaro che mai: la città ha scelto il male, probabilmente senza nemmeno averne la consapevolezza, ed ora sta a lui salvarla da uno dei momenti più bui che abbia mai vissuto.

Nonostante tutto per fare questo ci saranno delle inevitabili vittime e portare l’ennesimo fardello della morte di un innocente avvenuta sotto i propri, impotenti, occhi mette a nudo tutta l’umanità di Bruce che tende a cadere più e più volte. Troviamo un Batman costretto a ricorerre a tutto ciò che ha sempre rifiutato: scegliere se tentare di salvare qualcuno o doverlo abbandonare per poter scoffingere il male alla radice, utilizzare armi da fuoco ed armamentari notoriamente lontani dalla sua classica metodologia, nonché provare del vero e proprio piacere nell’infliggere dolore a qualcuno quando effettivamente lo merita. L’unico vero sostegno di Bruce, con un Jim Gordon prima impossibilitato ad agire e poi messo fuori gioco dai sotteranei (nome dato dai mass media agli adepti di Blackfire), è Jason Todd, con cui lo vediamo più affiatato che mai. Starlin alla fine riuscì anche a dare al nuovodinamico duo la loro avventura migliore, prima della successiva dipartita di Jason proprio nell’altra sua grande opera scritta sulle pagine del Pipistrello appena un anno dopo, ovvero Una Morte in Famiglia.

Batman: La Setta è una storia di violenza e disperazione come poche altre, che affronta le debolezze di uno e molti uomini in maniera umana ed estremamente adulta. La critica che viene veicolata attraverso questo lavoro, che si divide in più punti, è aspra e diretta, ed analizza debolezze, limiti umani e paure reali, in modo particolarmente pregno. Potrà non risultare seminale come l’altro lavoro edito nello stesso anno e che destò molto più scalpore, cioè The Killing Joke, ma merita imprescindibilmente un posto d’onore nella libreria di ogni amante del Cavaliere Oscuro.

Il volume che raccoglie l’intera miniserie, riedito dalla RWLion, è disponibile al costo di 23,95 €


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