#RWLion / Batman Rinascita #12

Daniele D'urso

La verità, che possa piacere o meno è irrilevante, Tom King sta  dimostrando di voler realizzare qualcosa di unico. Batman è il capitano del proprio destino e attraverso le tavole di questo dodicesimo numero ci viene presentata una storia particolare, una di quelle storie di cui sappiamo già l’esito, ma che vedremo per la prima volta sotto una luce diversa. La luce di chi è disperato, di chi senza sapere ne come ne perché si trova a due centimetri dalla morte.

Attraverso queste poche parole scorre tutta la filosofia di I am Suicide, una run particolare, introspettiva e ponderata che consegna al pubblico un eroe diverso, riflessivo, cresciuto nel processo evolutivo della sua missione. La consapevolezza del vedersi come uno scherzo apre nuovi scenari, uno scherzo che nessuno è in grado di capire, o forse una persona soltanto: Selina Kyle.

Per capire affondo la tematica portata alla luce da King bisogna guardare il Cavaliere Oscuro attraverso uno specchio, detronizzarlo dal suo fascino primordiale e ricordare che non è altri che un uomo in maschera. Fatto ciò, e strappata una risata al pubblico, possiamo iniziare la sua personale discesa verso il suicidio. Si perché è proprio quello il destino nascosto del cavaliere di Gotham, lui lo sa e ora è anche in grado di ammetterlo. Una bomba ad orologeria pronta a esplodere nella sua personale lotta contro il crimine.

Ha fatto un voto, un voto su ciò che ha di più sacro, una scelta che non potrà mai essere infranta fino al giorno della sua morte. E allora l’isola di Santa Prisca diventa lo scenario di un incredibile scontro, le splash-page di Mikel Janin splendono riflettendo questo inesorabile carro armato di carne che calpesta con cruda violenza ogni cosa gli si pari davanti, la motivazione della lotta perde di significato, l’unica cosa che ora importa è vivere o morire, fino all’ultimo tango contro un nemico che assume le sembianze pallide della morte. Lei attende il nostro eroe.

L’Associazione delle Vittime sta sconvolgendo Gotham ma soprattutto la Squadra dei Batman, divisa, incerta lontana dalla coesione di un tempo. Troppi sono stati i duri colpi mal digeriti, la scomparsa di Tim Drake torna a riaffiorare, e il dolore per la perdita non può essere ancora placato. Spoiler è distrutta e plagiata allo stesso tempo, la Prima Vittima ha lasciato il segno nel cuore tormentato della ragazza e le colpe ricadono sul Cavaliere Oscuro. Come in una sit-com ogni personaggio attraversa una fase conflittuale con se stesso prima e con gli altri poi, non è un caso che la narrazione di James Tynion IV assomiglia molto a quella di una serie Tv. Ogni punto di vista sulla narrazione ci viene descritto in modo imparziale, le emozioni prendono possesso delle decisioni e saranno alla fine i lettori a decretare chi veramente ha ragione. Il centro della questione rimane invariato, il caos è deleterio e dove c’è caos il crimine colpisce. Un sorprendente Detective Comics che nonostante l’ingrandirsi della trama e l’ingresso di numerosi nuovi personaggi mantiene fede alle premesse iniziali.

Chiudiamo questo dodicesimo numero di Batman Rebirth con le nuove avventure di Dick Grayson, ancora una volta impegnato lontano da Gotham. Per una precisa scelta personale, l’ormai ex ragazzo meraviglia, si è trasferito a Blüdhaven, non molti ne sono al corrente ma questa località è un tuffo nel passato per la storia editoriale di Nightwing che già per una lunga run scritta negli anni 90’ aveva vissuto qui le sue avventure. Un nuovo inizio appena accennato che ci porta subito nei meandri di una città complicata e misteriosa. Terra franca sia di uomini in costume che di super-criminali, ma qualcosa nell’ombra ha iniziato a muoversi. Una presenza inaspettata è stata colta sul luogo del crimine, ma non tutte le storie sono come ci vengono raccontate.Nel frattempo intorno a Dick Grayson orbitano personaggi ambigui che celano un misterioso segreto. Le avventure di Nightwing in quel di Blüdhaven sono appena iniziate e promettono bene.


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