#RWLion / Batman Rinascita #19 – Recensione

Daniele D'urso

Quanto il posto dove combattiamo i nostri demoni adolescenziali può condizionarci?

Il terzo capitolo di I am Bane sfrutta in modo eccellente quest’interrogativo, creando un parallelismo tra le vite di Bane e Batman, il dolore provocato dalla scomparsa delle loro madri e ciò che ne conseguirà. Un posto, una casa, una persona, persino un pasto possono cambiare radicalmente lo stile e l’emotività di una persona. È evidente come Bruce Wayne abbia sofferto nella sua vita, ma non può  paragonare le sue sventure con quelle di chi avuto un destino nefasto sotto ogni punto di vista. Mondi paralleli che nonostante si avvicinino non si toccheranno mai concludendo opposti percorsi, una scelta narrativa audace pronta a spingersi oltre la banale comprensione della figura che da sempre caratterizza le pagine legate al pipistrello: l’immagine dell’orfano.

Il rampollo di casa Wayne non è più una figura assoluta, un istituzione del proprio dolore, ma diviene un termine, una scala di paragone per guardare dove necessariamente si va oltre. E allora le loro vite s’incrociano, sbattono con violenza l’una contro l’altra, chi con la forza e chi con l’astuzia, mente contro braccia, forgiate entrambe dal dolore della perdita. Bane diventa Batman e Batman diventa Bane, così uguali ma così diversi, figli del medesimo conflitto ma agli antipodi per scelte.

La chiusura di questo capitolo è ancora una volta essenziale per riallacciare la positività della storia, che porta il lettore a temere la fine, per poi con un ottimo cliff -hunger finale stravolgere la situazione.

Ma il dubbio permane, un dubbio atroce che scavalca la mera comprensione, chi ha veramente ragione?

Lady Shiva è una donna temibile, un’assassina spietata che gioca con la morte. Sadica, volitiva, smielatamente capricciosa, un mix letale che energizza la scena. Libera delle costrizioni del suo mentore e pronta a scagliare tutta la sua potenza di fuoco per le strade di Gotham. Non è chiaro cosa la spinga a farlo, se il gusto per la conquista o l’amore per il macabro gioco chiamato Morte. Forse la competizione con Batman, mentore della sua progenie? Per ora non c’è dato saperlo, ma siamo sicuri che le trame di James Tynion IV si evolveranno alla svelta. È evidente come la caduta di Azarel e Batwing comporti un certo grado di allarmismo. La battaglia per la conquista di Gotham è alle porte e i nostri eroi sono oppressi dal potere di colei che fa dell’ombra la sua naturale maschera.

Come affronta la paternità un eroe? C’è chi lo fa, non certo nel migliore dei modi, come Batman e chi  non è ancora pronto. Una cosa è certa, per Dick Grayson è giunto il momento di crescere ed evolvere la propria relazione. Un numero eccezionale, scritto da Tim Seeley in poche pagine riesce a porre finalmente un bivio decisivo nella vita dell’ex ragazzo meraviglia, senza dubbio il miglior numero post Rinascita di Nightwing.  Ad interrompere la consequenzialità della trama principale ci sono le fugaci apparizioni di Damian, ancora una volta in lotta con chi l’ha preceduto. Un entrata in scena che mette brio alla testa e formalmente alza qualitativamente il livello dei dialoghi. Una scelta azzeccata che rilancia verso un’interessantissima novità, garantendo ottima linfa al #miglioredeiRobin.

Conclude la testata Bravo Ragazzo, un mini storia dell’ormai onnipresente Tom King  che ci racconta un quadro familiare della vita del miglior detective al mondo. La scelta spensierata dei toni e la capacità di immedesimare in poche scene un percorso di crescita, se pur banale – riferito ad un cane – tocca nel profondo e la conclusione finale, anche se prevedibile risulta estremamente emozionante. Guai a dir no ad Alfred.


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