#RWLion / Dark Knight III: The Master Race #4 – la recensione

Daniele D'urso

Nel numero di questo mese bisogna fare una rigorosa premessa: è un capitolo d’azione poco riflessivo con dialoghi portati al minimo sindacabile. Per questo è stato un processo molto complicato analizzare The Dark Knight III: Master Race #4 celando parte del contenuto per fornire la minor quantità di spoiler possibili.

Sicuramente non il miglior numero fino ad ora, l’opera di Frank Miller e Brian Azzarello in questo quarto capitolo ha però un punto di forza che volendo esser estremamente sinceri è anche il suo punto debole: la rapida consequenzialità degli eventi non da scampo a riflessioni; il tutto si dilata in un tempo talmente ristretto da lasciarti con il fiato sul collo. La narrazione riprende là dove l’avevamo lasciata (Superman alle prese con i Kandoriani), i dialoghi vanno in sottofondo, l’azione pregiudica la scena e si prende le luci della ribalta.

Lara contro Clark, padre contro figlia, entrambi eredi di un mondo dimenticato, un mondo distrutto che sta riversando sulla terra tutta la sua sete di conquista e vendetta. Ma se Supergirl ha l’ingenuità di una bambina della sua età plagiata da un folle despota omicida, gli errori peggiori sono quelli del padre che si lascia letteralmente malmenare fino ai confini circoscritti del mondo senza muovere un solo dito.

In generale per la mancanza di interazioni tra i personaggi forti, costruito su un impianto narrativo già consolidato dai precedenti capitoli, questo numero quattro scorre in maniera veloce e piacevole e ha il merito di non perdersi troppo in banali considerazioni; d’altra parte però, come avevo già suggerito, si sente una forte mancanza di dialogo: tutto avviene in conseguenza delle azioni e le parole vengono relegate ad essere di contorno.

Bruce e Carrie non si sono ancora arresi ma la minaccia è troppo grande per esser affrontata a viso aperto;  con gli altri membri della League fuori dai giochi, sono pochi i piani che possono esser arditi. Sono soli e il mondo vuole letteralmente le loro teste. Fino ad adesso il cavaliere oscuro si è celato nell’ombra sfuggendo allo scontro, ma ormai manca poco all’ora della battaglia: pronto o meno, Batman ha qualcosa in mente, sente il richiamo, non può  sfuggirle ancora per molto, lei lo brama.

Siamo al giro di boa, quattro di otto e la storia è pronta per decollare.

La parte grafica migliora constantemente di numero dopo numero, Andy Kubert smette di voler scopiazzare quà e là Frank Miller, ne conviene un maggiore risalto delle figure. Con un utilizzo ottimo delle illuminazioni, da soffermarsi sulle pagine della scena in cima al GCPD o nella splash page dedicata a Flash.

Dal DC The Dark Knight: Universe questa volta ci vengono presentate le gesta di un’eroina molto cara al mondo batmaniano: stiamo parlando di Barbara Gordon alias Batgirl alle prese con dei tumulti nel porto di Gotham; il tie-in è molto interessante poichè narra le vicende interamente dal punto di vista della giovane e della sua presa di posizione durante gli eventi. Se vogliamo, con la voce fuori campo della ragazza che analizza gli eventi si ristabilisce quel gioco forza tra azione e riflessione che in passato ha fatto la fortuna di questa magnifica serie. Risultato finale delle pagine: interessanti con un ottimo cliff-hanger conclusivo.

Nel complesso il giudizio finale per questo quarto numero di Dark Knight III è buono, perde dei punti se messo a paragone  soprattutto con i due numeri che lo precedono, ma resta una serie molto valida, da continuare a leggere, che in futuro siamo sicuri ci riserverà ancora una volta delle grandissime sorprese.


Comments are closed.