#RWLion / Flash Rebirth #21 #22 – La Recensione

Daniele D'urso

Le scorie della battaglia con Goodsped aleggiano ancora per le strade di Central City. Dopo la, non felicissima ma breve, parentesi con i Nemici, Flash, pronto per mettersi alle spalle il passato, si arrende all’inevitabilità della vita, la scomparsa di Meena e il tradimento di August bruciano ancora, ma l’eroe è consapevole di non avere colpe. Eppure, non tutti sono d’accordo a porre una pietra sul passato, Black Hole, il gruppo criminale, origine delle conseguenze che hanno portato alla tempesta della forza di velocità, dopo un periodo di calma apparente, sono tornati alla ribalta. Guidati da una vecchia conoscenza di Barry Allen. Mentre Iris è impegnata a far luce sulla sparizione di alcuni corpi si ritroverà a tu per tu con il nemico, sventando con l’aiuto di Flash l’ennesimo piano criminale ordito dall’organizzazione. Un numero che apre a nuove e interessanti possibilità, un confronto ad armi pari tra due velocisti che si sono compresi e trovati fin dal primo momento, tra uomo e donna che, tolte le loro maschere, hanno trovato un alchimia sentimentale inaspettata, ma ora dovranno scontrarsi per prevalere l’una sull’altro, o viceversa. Joshua Williamson continua nel suo percorso irto di colpi di scena che sta pian piano scardinando una visione monotematica del velocista di Central City in virtù di un nuovo e più interessante eroe ambivalente.

La spilla, il crossover tra il velocista scarlatto e il cavaliere oscuro riprende la narrazione lì dove l’avevamo lasciata leggendo le pagine di Batman #22. Lo scontro nella Batcaverna tra l’Antiflash e Batman ha portato non poche conseguenze. La visione di Thawne è simultaneamente sia allarmante che profetica e a Barry Allen non resterà che ripercorre a ritroso gli inizi che lo hanno portato fino a lì. La spilla nasconde un misterioso collegamento con una figura che non appartiene al loro universo, un ricordo sementato nel tormentato passato di Bruce Wayne. Deciso a far luce sulla questione Flash con l’aiuto di Batman, viaggerà nel tempo fino al posto dove tutto ebbe inizio, dove per la prima volta gli universi collassarono e  portarono a vedere da vicino un’altra realtà, nella quale non mancheranno toccanti reunion familiari e inaspettate sorprese, ripercorrendo quelli che furono i fasti di Flashpoint.

Green Arrow, Black Canary e Arsenal sono immischiati in uno scontro a viso aperto con un gruppo di letali mercenari che proteggono gli interessi commerciali delle Queen Industries. L’ultimo violento passo per fa luce sull’origine della traumatica infazia di Roy. Un numero denso di significato che vede nel doppio la sua profonda stesura. Passeremo attraverso un viaggio ambivalente tra il presente e il passato, nel momento della rottura e della riconciliazione tra Oliver e la sua storica spalla, senza tralasciare il peso dell’emozione che ciò comporterà. Un passaggio transitorio volto a ri-solidificare una vecchia alleanza, morta ma non sepolta, che nelle difficoltà tornerà a risplendere. Una scelta coraggiosa ma interessante, complicata e intraprendente, volta a riqualificare un personaggio valido come quello di Roy Harper che per troppo tempo è stato lontano dagli onori della cronaca. L’esilio è finito, ben tornato Roy!

Chiude, come sempre, la testata il Re di Atlantide, Arthur Curry alle prese con mostri che stanno infestando una base militare USA nel golfo del Messico. Le mostruosità si riveleranno essere dei nemici ben più ostici del previsto e per Arthur e la sua squadra non sarà facile porvi un rimedio. Messo alle strette Aquaman con l’aiuto di Mera, partirà in cerca dell’origine di queste creature, venendo a contatto con una forza aliena: Tetide. Un complesso misterioso di cui persino gli atlantidei non sanno niente. Dan Abnett sposta la parte saliente della sua stroia tralasciando la prima fase politica della sua scrittura per una nuova e più avventurosa narrazione, con la costante cooperazione tra le forze internazionali a fare da sfondo alle vicende.


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